Strength and conditionig nel Rugby: intervista a Tom Farrow

All’International Festival of Athletics Coaching, dal 28 al 29 marzo 2020, parlerà anche Tom Farrow, attualmente Head of Physical Performance per England 7s Men e Co-Director di Areté Performance.

Gli abbiamo rivolto alcune domande per comprendere la sua filosiofia di allenamento e i suoi obiettivi per l’IFAC 2020.

Lei è una personalità di grande successo nel mondo dello sport. Quali sono, secondo lei, i fattori chiave che portano a grandi risultati?

  • Passione per la vostra disciplina.
  • Passione per le persone con cui si lavora a fianco.
  • Curiosità
  • La spinta a vivere una vita appagata.
  • La capacità di utilizzare bene le risorse economiche a disposizione! (Soprattutto all’inizio)

Come si fa ad essere sempre all’avanguardia in un costante processo di miglioramento personale?

Alcuni dei miei insegnamenti più preziosi sono venuti da conversazioni con altri allenatori.

Condividere idee con loro, condividere esperienze e discutere di tutto ciò che riguarda lo sport, lo sviluppo personale e la competenza.

Mi piace anche molto leggere di tutto, sia all’interno della mia disciplina, sia cose più distanti per argomento. La maggior parte della mia filosofia personale di coaching è nata da letture al di fuori dello sport, anche se spesso la trovo convalidata da conversazioni con allenatori esperti e dalla mia esperienza nello sport.

Alcune aree che hanno avuto una grande influenza sul mio punto di vista sono: le filosofie orientali, la psicologia umanistica, l’interesse per lo sviluppo delle strutture narrative e anche una serie di cabarettisti.

Che ruolo ha la tecnologia nel suo lavoro e nella sua vita?

Nello sport non c’è e non può esserci certezza; tutte le nostre decisioni sono in qualche modo un atto di fede.

La tecnologia ha contribuito ad accorciare tuttavia il divario di quanto devono essere grandi questi atti di fede.

Varie tecnologie – sistemi di monitoraggio GPS, monitoraggio HRV, pedane di forza, fotocellule e altre apparecchiature per la misurazione delle prestazioni – sono ampiamente coinvolte nella mia gestione quotidiana dei giocatori-atleti e sono di grande aiuto nel prendere decisioni su ciò che ritengo sia meglio per un determinato atleta in un determinato momento.

Il coaching è una disciplina decisionale, quindi, per quanto la tecnologia possa essere utile, la cosa più importante è che aiuti nel processo decisionale piuttosto che offuscarne il processo.

Ad ogni modo la tecnologia è utile soltanto quando chi, alla fine del processo di decisione, prende decisioni giuste, chiunque sia.

Che ruolo hanno le competenze delle persone nel suo lavoro e nella sua vita?

La prestazione è fatta di persone. E’ tutta una questione di persone. Le relazioni, le storie e i sogni delle persone coinvolte nello sport sono quello che gli danno valore e che dovrebbero essere il fondamento di ogni programma.

Il successo in ogni momento è soltanto una tappa in un percorso.

Se quella medaglia/ trofeo/ campionato rappresentano un periodo tossico nel percorso di un individuo o di in una squadra allora sarà nei migliori dei casi senza significato e nel peggiore un insegnamento su quello che non bisogna fare.

Questo non vuole dire che non ci dovrebbero essere sforzi; lo sforzo per migliorarsi, con l’obiettivo di raggiungere qualcosa di grande difficoltà, accanto ad un gruppo di persone in un percorso di questo tipo è una cosa davvero molto speciale.

Ritengo che la prestazione dovrebbe essere un processo condiviso di questo percorso di apprendimento, sviluppo e comprensione di se stessi.

Lo sport e tutto quanto gli sta attorno è un meraviglioso veicolo di questo percorso e le persone che viaggiano insieme sono la parte più importante di questo.

Qual è il risultato che intendete ottenere per i coach attraverso il vostro contributo all’IFAC 2020?

Se posso condividere qualcosa di quanto ho vissuto sino ad ora e alcune delle mie convinzioni attuali nel processo di sviluppo dell’eccellenza negli atleti con cui lavoro; e se gli allenatori che parteciperanno troveranno che questo stimoli una parte della loro  curiosità, con ipotesi convalidate/domande riguardo le loro stesse idee e se troveranno qualche valore in quello che condivido, allora sarò molto contento di quanto fatto.

 

Traduzione a cura di Andrea Uberti e Matteo Rozzarin