3 test di valutazione che ogni coach può usare (a basso costo!)

Di seguito proponiamo la libera traduzione dell’articolo 3 Sports Science Tests Any Coach Can Use (and Stay on Budget) pubblicato sul sito Simplifaster e scritto da Carmen Pata, direttore dell’Athletic Performance all’Unisversità del Wisconsin-River Falls e due volte che propone 3 utili test di valutazione con l’utilizzo di attrezzature economiche.

Al termine della traduzione abbiamo inserito un video con gli errori che spesso vengono commessi nell’esecuzione (alcuni presenti anche nei video dell’articolo originale) dei salti Squat Jump e CMJ.

3 test di valutazione che ogni coach può usare (a basso costo!)

Il mio 2018 è terminato in un modo sorprendente: uno degli allenatori con cui lavoro è venuto nel mio ufficio e mi ha domandato in che modo io utilizzi le evidenze scientifiche quando lavoro con la squadra. Per aiutarvi a capire quanto sono rimasto stupito da questa richiesta devo far presente che a questo allenatore davvero non piace utilizzare la tecnologia. A dirla tutta, ogni autunno le liste dei giocatori, le loro posizioni, le città di provenienza, i loro numeri di tessera che mi vengono consegnati sono ancora compilati su biglietti di carta scritti a mano. Quando in passato ho consigliato all’allenatore che avrebbe potuto utilizzare lo stesso foglio di Excel che uso per tutte le squadre, in pratica mi è stato risposto che Excel era troppo complicato da capire. Ora, non fraintendetemi, questo allenatore segue un programma efficace; tuttavia, la sua forma mentis è molto “vecchia scuola”, e così il fatto che mi abbia domandato come utilizzo i dati l’ho considerato un grande avvenimento.

Sono davvero contento di avere l’occasione di uno scambio di vedute più profondo con un allenatore su cosa facciamo con i gli atleti, però avere a che fare con una persona che fa fatica con programmi di utilità di base come Excel che mi chiede una analisi dei dati sportivi mi ha lasciato con più domande che risposte. Cosa è che ha portato quell’allenatore d’un tratto a interessarsi di “sport science”? Quali risposte si sarebbe aspettato da me? La sua domanda era dettata da una curiosità banale o c’era un desiderio genuino di ottenere informazioni più strutturate.

Quando penso alla sport science c’è una scena in particolare tratta da Rocky 4 che mi salta alla mente: il pugile russo (sovietico N.d.T.) Ivan Drago attaccato a macchinari che misurano ogni possibile dato cinematico sui suoi movimenti, sotto l’attenta osservazione di scienziati in camice bianco. Magari questo è quello che l’allenatore aveva in mente quando mi ha chiesto in che modo io utilizzi la sport science.

Io credo che però la realtà di quanto fosse in sostanza la sport science sarebbe stata una sorpresa, dal momento che il cuore della questione è semplicemente il fatto di raccogliere informazioni e da questi dati oggettivi giungere a delle decisioni. Questo è quanto si è fatto per più di un decennio e nel frattempo indossavamo tutti una tenuta da ginnastica. Si possono spendere parecchi soldi in attrezzature per raccogliere questi dati, cadendo nella stessa trappola in cui sono finito io: vedi uno strumento che è super ricercato, con un bel display altamente interattivo, e da cui puoi ricavare un risultato in modo molto accurato. Dopo aver valutato la spesa per questo tipo di equipaggiamento, poi lo si acquista… Ma quando si comincia ad usarlo si rimane completamente delusi. Non è che l’attrezzatura non funzioni; il fatto è che è semplicemente troppo complicata, serve troppo tempo per impostarla o per testare le persone o, nel peggiore dei casi: un’attrezzatura da 5000 dollari vi fornisce un’informazione da mezzo dollaro.

Molti dei dati che raccogliamo riguardano atleti che eseguono semplici balzi. Per il programma che seguo io, raccogliamo tutte queste informazioni con un Probotics Just Jump Mat, che costa circa 500 dollari. Gli atleti devono salire sul tappeto, saltare, e atterrare. Il tablet raccoglie un sacco di dati e poi restituisce l’altezza, il tempo di volo e qualsiasi altra funzione che si sta cercando. Mi sentirei di dire questo- come in ogni test, c’è sempre il modo di falsare la prova (ad esempio portando le ginocchia al petto mentre si salta). Ma se lo fai eseguire allo stesso modo alle stesse persone, allora si possono confrontare dati relativi, non dati assoluti. E per me va bene così.

Talvolta, ci sono occasioni nelle quali abbiamo bisogno di vedere l’altezza assoluta di un salto dei nostri atleti, e allora li portiamo nella stanza dei test di valutazione che è equipaggiata con un sistema di video analisi che guarda l’innalzamento dell’altezza delle loro anche. Dal momento che questo è un protocollo più difficile da coordinare e che richiede più tempo per testare gli atleti, preferisco utilizzare i dati relativi che acquisisco con il Just Jump Mat. Se non potete spendere i soldi per un Just Jump Mat, potete adattarvi eseguendo semplicemente i test di salto verticale e lungo da fermo. A questo punto, l’unico equipaggiamento di cui avete bisogno è un nastro misuratore di 30 metri.

Salti statici e salti con contromovimento per valutare la forza e la potenza

Ad un certo punto della vostra carriera, vi capiterà un atleta veramente eccezionale e a quel punto vi spremerete le meningi, provando ad immaginare come allenarlo. Pensi di impiegare il tempo ad allenare questi soggetti a basse velocità, lavorando con carichi pesanti come le alzate tradizionali del sollevamento pesi che presentano un grande carico eccentrico? O sarebbe meglio utilizzare il tempo dell’allenamento lavorando su esercizi ad alta velocità come un drop jump pliometrico o uno squat rimbalzato da pesistica (altrimenti conosciuto come squat con contromovimento)?

Sarebbe di sicuro bello avere qualcuno o qualcosa che ti possa dire in quale area dovresti lavorare. La buona notizia è che appunto non si è soli in questa scelta, e che ci sono elementi che sono davvero facili da aggiungere al vostro tipo di batterie di test. Tutto quello che dovete fare è far fare alle persone due tipi di salto e paragonare i risultati. Va bene, va bene, a dire il vero ci sono implicazioni un po’ più complesse di queste nell’esecuzione dei test.

Se state usando un jump pad, iniziate facendo eseguire all’atleta i suoi salti con le mani ai fianchi in modo da isolare il più possibile gli arti inferiori e di eliminare per quanto possibile il contributo significativo dato dall’oscillazione delle braccia. Da questa posizione, l’atleta eseguirà il più difficile dei due salti: quello senza contromovimento.

Per il salto da fermo senza contro-movimento (o Squat Jump – SJ) l’atleta si mette in posizione, ma poi tiene questa posizione da 3 a 5 secondi (serve così tanto tempo?) in maniera da eliminare il vantaggio dato dal ciclo allungamento-accorciamento (nei prossimi paragrafi approfondiamo il concetto). La parte difficile del salto senza contro-movimento è che l’atleta deve fare una singola spinta che determina il salto. Molte persone tendono ad inserire un piccolo contro-movimento facendo scendere le anche in modo da raggiungere un salto più alto rispetto a quanto ottenuto con il test di salto, cosa che bisogna insegnare loro ad evitare.

Video 1. Salto da fermo (Isometrico o Squat Jump) eseguito correttamente. L’atleta parte stando fermo per 3-5 secondi, eliminando in questo modo qualsiasi aiuto pliometrico (contromovimento).

Video 2. Salto da fermo (Isometrico o Squat Jump) NON eseguito correttamente. L’atleta esegue un contro-movimento prima di saltare che rende il salto più alto, con un test sovrastimato.

Il prossimo tipo di salto che occorre eseguire è invece quello che prende tutto il vantaggio dal contro-movimento delle anche. Questo è appunto, come già sapete, quello che viene chiamato salto con contro-movimento (CMJ). Come nel salto con partenza da fermo, anche in questo caso l’atleta si prepara con gli arti superiori bloccati alle anche, tuttavia in questo salto, tutto sta nell’eseguire una rapida discesa delle anche cui segue un salto esplosivo da questa posizione. Se pensate che in questo secondo salto l’atleta possa beneficiare del ciclo allungamento accorciamento è proprio così, avete ragione! Se invece il ciclo allungamento accorciamento vi suona come qualcosa di nuovo, permettetemi di fare una breve panoramica.

Ciclo di allungamento-accorciamento

Video 3 Con il salto con contro-movimento (CMJ) l’atleta sfrutta il ciclo allungamento-accorciamento. Dopo essersi preparati con le mani ai fianchi, le anche scendono rapidamente e da questa posizione si esegue immediatamente il salto.

Quando si allunga un muscolo (si dice in eccentrica), l’allungamento può immagazzinare una parte dell’energia meccanica nei tendini e nei legamenti che interagiscono con il muscolo. Questo non è soltanto un principio che riguarda la fisiologia dell’esercizio, ma è anche una delle leggi della termodinamica in fisica conosciuta come legge di conservazione dell’energia. Quello che c’è da ricordare è che il corpo umano non è in grado di mantenere immagazzinata questa energia per un tempo indefinito ma questa invece si disperde in meno di un secondo.

Lasciatemi dire, tuttavia, che bisogna allungare il muscolo velocemente ed eseguire il salto rapidamente. In questo modo si ha la possibilità di utilizzare questa energia immagazzinata e di toccare un nervo che permette al vostro muscolo di contrarsi in maniera anche più forte e veloce di quella che potrebbe eseguire senza l’allenamento. Pensiamo allo squat: voi potete sollevare di più quando vi abbassate (e vi allungate) e poi salite, piuttosto che se invece partite con la barra già abbassata sulle sicurezze e poi da qui vi spingete verso l’alto. Questo è quanto il ciclo allungamento accorciamento può fare per voi. Non male davvero!

L’importanza dei dati

Dalla comparazione dei due tipi di salti (con e senza contromovimento), potete creare in maniera approssimativa quello che il Zatiorsky identifica come il “deficit  di forza esplosiva” in Science and Practice of Strength Training.  Il deficit di forza esplosiva (ESD) è un rapporto tra la forza che si riesce a produrre con un salto con contromovimento sfruttando il ciclo allungamento-accorciamento ed uno senza. Questa è una cosa che occorre testare su base regolare, perché l’ESD è un indice che dà informazioni sul modo in cui il vostro programma di allenamento sta lavorando. Ad un certo punto, l’atleta risulta presentare un vantaggio di potenza rispetto ai suoi livelli di forza, e ha bisogno di diventare più forte alle basse velocità, con un programma di forza pesante. Diversamente, gli atleti possono essere troppo forti rispetto alla potenza che riescono ad esprimere ed hanno bisogno di lavorare su esercitazioni ad alta velocità.

La relazione fra il CMJ (salto con contromovimento) e quella senza contromovimento è una parte del modo in cui riesco a capire sulle qualità su cui devo lavorare. Quando si conoscono i risultati del salto da fermo e del salto con contromovimento, resta da risolvere una semplice equazione:

ESD = 100 X (CMJ-SJ)/CMJ

Questo è quanto. Quando si risolve questa equazione per trovare il deficit di forza, si potranno raggiungere due possibili risultati:

  1. Se un atleta ottiene un punteggio compreso fra lo 0 e 10, questo potrebbe essere un indicatore sul fatto che si ha bisogno di lavorare molto tempo sviluppando le caratteristiche vicine alla forza esplosiva: specificamente, la forza che coinvolge un rapido contromovimento come nei salti pliometrici. Le persone che ricadono in questo gruppo includono gli atleti che sono molto forti, ma che non riescono ad esprimere la loro forza nel loro sport specifico.
  2. Se un atleta ottiene un punteggio superiore a 11, questo è un indicatore che è sbilanciato dalla parte della potenza (velocità): questi probabilmente hanno bisogno di passare un po’ di tempo a fare qualche classica esercitazione di forza. Capisco che essere bilanciati della parte della potenza e al contempo carenti nella forza sembri essere una contraddizione in termini (dal momento che la forza è una componente della potenza), ma occorre ricordare che noi stiamo cercando di stabilire che tipo di allenamento serva per migliorare la caratteristica in cui l’atleta risulta più carente. In questo caso, ci sarà un maggior guadagno utilizzando il tempo con esercizi di sviluppo della forza a bassa velocità come lo stacco e lo squat.

Table 1: Explosive Strength Deficit (ESD) scores and suggested programming.

 CM Jump Static Jump Equation ESD Suggested Training
Athlete 130"25"100x ((30-25)/30)16,6Low-velocity strength
Athlete 220"19"100x ((20-19)/20)5,3High-velocity plyometrics
Athlete 325"22.5"100x ((25-22.5)/25)10,0High-velocity plyometrics

 

Protocollo di salti continui per il rientro da un infortunio

Sono stato abbastanza fortunato da allenare atleti di college per almeno 2 decenni ormai e, in questo periodo, ho assistito a parecchi loro infortuni. Alcuni di questi sono stati strambi come una gamba rotta scivolando sulla lavagna del campo da hokey. Alcuni erano infortuni da stress, che si verificano nei muscoli e sono il frutto di schemi di compensazione mal reiterati. Altri ancora, come una distorsione alla caviglia, sono infortuni che semplicemente fanno parte del gioco. Ad ogni modo non è mai bello vedere le persone con cui lavori che si fanno male, ed è ancora peggio quando recidivano perché cercano di rientrare nello sport che amano prima di essere pronti.

Possiamo entrare in una discussione più ampia sul motivo per cui gli atleti rientrino troppo presto (e anche sulle ragioni che in prima battuta causano il primo infortunio), ma da questo momento mi focalizzerò sulla parte più pratica e più pragmatica. Quando si verifica un infortunio che determina una perdita nel tempo di gioco, i professionisti del nostro campo dovrebbero avere voce in capitolo nell’esprimersi su quando sia il momento in cui l’atleta è pronto per tornare in campo. Mi correggo: quando ho detto dovrebbero, intendo esattamente che le persone che fanno il nostro lavoro devono avere voce in capitolo in riferimento a quando l’atleta è pronto per tornare in campo.

I preparatori atletici hanno la capacità, l’istruzione, e gli strumenti per misurare quanto beni gli atleti siano capaci di generare, assorbire e reindirizzare la forza. E, se davvero state cercando di fare gli interessi dell’atleta, riesaminare la loro capacità di generare, assorbire e reindirizzare la forza costituisce il miglior indicatore non solo per dire quando un atleta è pronto a tornare in campo, ma anche per individuare quegli atleti che sembrano predisposti ad un alto rischio di infortuni,

Per determinare questo, avrete bisogno di trovare un modo per testare la capacità degli atleti a lavorare con accelerazioni e decelerazioni consecutive. Nella mia esperienza, quando gli atleti sono vicini ad essere pronti per tornare in campo dopo un infortunio, questi riescono a compensare abbastanza bene negli esercizi bilaterali e monolaterali dei test. Tuttavia, quando un atleta cerca di saltare ed atterrare consecutivamente- questo è davvero il test rivelatorio. Lo si capirà semplicemente guardando se la gamba infortunata può gestire con sicurezza il trasferimento di energia che si verifica rimbalzando il più velocemente possibile.

Se l’atleta è in grado di sostenere lo stress dei salti consecutivi, allora questi dovrebbero essere pronti a gestire lo stress della pratica sportiva e delle competizioni senza nessun maggior rischio. Di base, se io osservo un atleta che sembra una palla magica che rimbalza (quelle nelle sorprese nelle macchinette a 200 lire n.d.t) mentre esegue i balzi consecutivi, io sono tranquillo sul fatto che possano proseguire con un lavoro normale. Al contrario, se l’atleta rimbalza più come farebbe un pomodoro, bene, questo indica che c’è qualcosa che non va, e allora si dovrà fare una chiacchierata con l’atleta per capirci di più.

Ancora, l’atleta parte sul jump pad con le mani ai fianchi, e salta ripetutamente più alto e più veloce che può. Se fate eseguire un salto in estensione, la preparazione è la stessa, ma l’obiettivo è di arrivare ad atterrare il più lontano possibile. Questo allo stesso modo vi darà un coefficiente sul Just Jump mat riguardo all’altezza del salto ed ai tempi di contatto, o se state facendo un salto in estensione, vi darà la distanza totale. In ogni caso, più grande è il numero, migliore è il risultato dell’atleta restituendone un valore di elasticità.

Per addentrarci maggiormente nei dati, si può far ripetere lo stesso test in maniera monoarticolare. Devo ammettere che è comico vedere qualche ultima linea del football (difensori) provare ad eseguire questo quarto di salto su di una gamba sola, ma lo faccio anche per altri motivi oltre che per il mio divertimento. La comparazione fra la gamba destra e sinistra dà dei risultati che in maniera molto veloce mostrano eventuali disparità e che possono aiutare a capire se sia preferibile prescrivere un allenamento mono o bilaterale. Il limite che considero di solito è il 10 per cento: se l’atleta rimane in questo range, preferisco rimanere sugli esercizi bilaterali, dal momento che la gamba dominante non sta prevalendo troppo su quella debole e che una differenza è fisiologica per ogni persona. Questo è ciò che succede nella vita reale.

Video 4. Se l’atleta è in grado di gestire lo stress dei salti, vuol dire che è in grado di gestire la pratica di allenamento e la competizione senza aumentare i rischi. In questo video un’atleta esegue il test mono-articolare su una gamba infortunata.

Video 5. Questo atleta sta uscendo da un infortunio alla gamba sinistra ed è ancora non in grado di eseguire il test di salto in maniera corretta sulla gamba infortunata. Abbiamo modificato il suo allenamento includendo soltanto allenamento monolaterale, prescrivendo alla gamba infortunata più lavoro che a quella sana.

Table 2. Four-jump data for an athlete I work with who is coming back from an injury to her left leg.

 4 JumpLeft Leg 4 JumpRight Leg 4 Jump% Difference
Pre Injury 1.72 1.28 1.24 3.12%
Post Injury 1.68 0.82 1.26 34.92%

In questo esempio si vede un’atleta con cui ho lavorato che sta ritornando da un infortunio alla gamba sinistra. Prima dell’infortunio non aveva nessun problema in allenamento dato dalla differenza tra la gamba destra e la sinistra. Le giocatrici di basket tipicamente se destrimani hanno la gamba sinistra dominante e, in questo caso lei era una con tra quelle con differenze minime fra i due arti.

In questo momento lei sta tornando da un infortunio alla gamba sinistra, e come si può vedere dal video e dai dati del test di 4 balzi, è ancora lontana dall’essere capace di eseguire il test correttamente. Non solo ci sono dei limiti che le impongo in allenamento, ma abbiamo anche dovuto modificare il suo lavoro facendolo diventare principalmente monolaterale, con la gamba infortunata che sta lavorando più della sana. Secondo la letteratura il maggior fattore di rischio che porta ad un infortunio è un infortunio precedente. Per questo motivo, se avete un atleta che torna da un infortunio, sarà meglio che vi assicuriate che sia vicino alle capacità che aveva prima dell’infortunio prima di tornare a giocare.

Monitorare il salto in lungo da fermo

Negli anni passati, mi sono interessato sempre più nel cercare modi di predire le performance atletiche e cercare di creare profilazioni (se non avete letto nulla a riguardo in questo campo, lo potete trovare qui). Nel periodo in cui facevo esperimenti per progettare un metodo universale per paragonare gli atleti, ho cercato in tutti i tipi di variabili, ma ho mantenuto due tipi di comparazione che bisogna considerare: c’è bisogno di una certa espressione di forza, e questa deve essere messa in relazione al peso corporeo.

Provare a riuscire ad ottenere un modo per poter valutare la forza sembra facile. E all’inizio lo sembrava anche a me, ed ero solito usare il mio classico esercizio: lo squat. Sembrava una buona scelta, dal momento che la maggior parte del mio programma è basato attorno a questo esercizio soprattutto in relazione al transfer allenante che  provoca nella velocità e nella forza. In più con questo esercizio è facile fare una comparazione considerando il peso corporeo.

Ma dopo sono finito in un vicolo cieco.

Alcuni degli atleti più veloci che avevamo a scuola non potevano fare squat. Non era per il fatto che erano deboli, né fisicamente né mentalmente. Ma avevano un infortunio cronico e noi dovevamo lavorarci attorno (una spondilolistesi). In pratica questi atleti hanno avuto qualche tipo di trauma da giovani (quando non è congenita n.d.t.) che ha creato una frattura in una delle ossa lombari. Qualche volta presentano uno scivolamento vertebrale che, come mi è capitato di assistere, risulta essere molto doloroso e limita in maniera importante i movimenti. La cosa che la spondilolistesi va a colpire era il fare squat. Barra alta, bassa, o front squat: non importava dove provassimo a posizionare il bilanciere, in qualunque modo c’era una pressione sulla colonna che provocava un’infiammazione e l’atleta provava un dolore debilitante per i giorni successivi.

Come facevo a creare delle comparazioni quando alcuni dei più veloci atleti della scuola non potevano essere analizzati?

Ovviamente questo era un problema. Se noi avevamo alcuni atleti che non potevano essere considerati perché non in grado di fare squat, quanti altri non avrebbero potuto essere considerati perché non capaci di eseguire un esercizio come lo squat- per non parlare di un esercizio ancora più complesso come la girata? Ma un esercizio semplice come un balzo- chiunque voglia fare dello sport agonistico dovrebbe essere capace di eseguire un balzo, giusto?

Giusto.

Mentre ero ad un clinic NSCA, il collega ed allenatore esperto Dennis Kline, della Wisconsin- LaCrosse stava facendo una presentazione e sembrava mi leggesse nel pensiero. Parlò del modo in cui monitorava in maniera semplice i suoi atleti facendo eseguire loro un semplice lungo da fermo. Qui c’è l’equazione che Dennis ha condiviso:

Grado di potenza= (radice quadra del peso in libbre) x (radice quadra della lunghezza del salto in pollici)

Bene, qui c’era la risposta che stavo cercando. Ognuno dovrebbe essere capace di saltare anche senza molto allenamento. Questo grado di potenza tiene in considerazione il peso corporeo, in questo modo ci può dire se il peso che gli atleti hanno preso ( o perso) li sta aiutando a fare del loro meglio. Prima di trafficare un po’ con la prima equazione presentata da Dennis, qui ci sono alcuni degli aggiustamenti che utilizzo per i diversi tipi di salto che uso

Grado di potenza (salto verticale) = ( radice quadra del peso in libbre) x ( radice quadra della altezza del salto in pollici)

Grado di potenza= (radice quadra del peso in libbre) x ( radice quadra della lunghezza del salto in pollici)

Questi risultati non hanno unità di misura, presentano semplicemente dei numeri – e più alto è il numero, vuol dire che meglio sta andando l’atleta. La cosa bella riguardo a questo sistema di monitoraggio è che si può prevedere una prestazione semplicemente guardando come l’atleta cambia nel tempo.

Sotto sono presentati due giocatori di football con cui ho lavorato l’autunno passato. Sono nella stessa posizione e giocano nello stesso ruolo. La prima prova è stata registrata nel precampionato e gli altri a distanza di ogni settimana nel corso della stagione. Guardando più attentamente i risultati, la seconda prova è stata la prima settimana del calendario delle partite e la sesta era la penultima prima della chiusura. Quando si guardano i risultati si può immaginare come ci siano state delle preoccupazioni per i valori di uno dei due atleti.  Vediamo se arriviamo alle stesse conclusioni.

Table 3: Power Rank for football players measured by standing long jump.

 1st PR2nd PR3rd PR 4th PR5th PR6th PR
Athlete 180.2
78.9 76.2 75.6 74.8 72.9
Athlete 2 78.1 78.0 74.3 75.1 76.8 77.5

Parlare pubblicamente di questo peggioramento delle prestazioni mi crea imbarazzo, ma parte di questo lavoro è farsi le domande giuste quando le cose non funzionano correttamente. Così abbiamo fatto. Ho controllato i risultati degli altri che eseguivano gli stessi programmi e non avevano gli stessi decadimenti nei parametri. Il secondo passo è stato parlare all’atleta. Questo ha ammesso candidamente che il suo obiettivo era giocare a football, non sollevare pesi: “per far quello c’è la preparazione (nel periodo in cui non si gioca n.d.t.)”.Può essere difficile parlare con gli atleti o con l’allenatore capo riguardo alle loro performance che vanno in calando. Questo è vero in particolare quando l’atleta è uno dei migliori della squadra. Ma, come potete vedere nell’esempio sopra, c’è stato un declino costante nel grado di potenza per l’atleta 1. Noi eravamo nel corso della stagione, e l’atleta aveva un problema costante: si allenava poco, deidratazione costante, e aveva preso 10 libbre (quasi tutte di grasso) per la fine della stagione.

E’ difficile fare molto per le persone che hanno questo atteggiamento. L’atleta 2 fu molto più costante rispetto al suo grado di potenza, con un calo a metà stagione dovuto ad un infortunio. E’ stato buffo comunque-al momento dell’analisi post campionato con gli allenatori di football, notare come fossero felici del gioco del giocatore 2 e non contenti di quello del giocatore 1.

Prendere decisioni analizzando i dati

Se il 2018 è finito con questa sorpresa, posso solo immaginare cosa riserverà il 2019. Dopo tutto, un vecchio allenatore di football ha voluto parlare con me di come utilizzo la sport science con la sua squadra. Chissà cosa succederà più avanti? Abbiamo parlato e questo allenatore è uscito con più domande che risposte, ma questo fa parte della bellezza di questo lavoro. Tutti gli allenatori usano la propria creatività per andare più al profondo e cercare le informazioni che sono necessarie per il proprio successo. Il messaggio da portare a casa con tutte queste tre idee è che c’è un mondo di dati disponibili per voi e che non vi serve il camice bianco da laboratorio per raccoglierli.

Cosa vorrete fare ora sta completamente a voi. Vi ho mostrato degli esempi di come decido in che area lavorare in ogni fase successiva di un programma, di come decido se un atleta è pronto a tornare a gareggiare e come monitoro gli atleti durante la stagione perché queste le cose che per me sono importanti nel mio programma. Avete visto due modi in cui testare tutto quello di cui ho parlato, semplicemente perché volevo parlare di qualcosa che si può introdurre immediatamente nel vostro programma senza dovere effettuare alcuna spesa. Se voi siete sufficientemente creativi ed appassionati, dovreste riuscire a trovare una soluzione per qualsiasi problema stiate affrontando.

Giusto? Ora uscite e e provate a decidere quale sia il miglior modo di aiutare le persone che contano su di voi.

 

Di Carmen Pata

Strength Coach of the Year, is the Director of Athletic Performance at the University of Wisconsin-River Falls. In addition to being an international selling author, Coach Pata writes articles for the Wisconsin Football Coaches Association, National Strength Coaches Association, Teambuildr, and the American College of Sports Medicine. You can follow Coach Pata @carmenpata or see him live at his presentations across the United States.

 

Squat Jump e CMJ: il nostro video con le esecuzioni corrette.

Abbiamo deciso di realizzare un video con le esecuzioni errate nello squat jump e nel CMJ:

  • ERRORE 1: salto e porto le ginocchia al petto;
  • ERRORE 2: salto e atterro avanti (o indietro) rispetto al punto di partenza;
  • ERRORE 3: salto e porto le gambe tese avanti;
  • ERRORE 4: Squat Jump facendo un contro-movimento prima di saltare.

Questi 4 errori portano ad avere risultati sovrastimati.

Traduzione a cura di Andrea Uberti e Matteo Rozzarin

Atleta nel video Silvia Taini

 

Ti è piaciuto? Aiutaci a diffonderlo, condividi sul tuo social preferito cliccando su un’icona a sinistra!

 

Ti è piaciuto? Condividilo...
0
Ti è piaciuto? Condividilo...
0