Matthew Horsnell. Il Bronzo di Nicola McDermott ai Commonwealth Games

Matthew Horsnell è un amico del sito web ilCoach e un allenatore australiano dei salti. Recentemente, il 14 aprile appena passato, Nicola McDermott, una saltatrice in alto allenata da Matthew, ha saltato il suo PB di 1.91 durante i giochi del Commonwealth della Gold Coast, raggiungendo una importante medaglia di bronzo. Noi de ilCoach.net gli abbiamo rivolto alcune domande.

Matthew Horsnell is a friend of ilCoach.net website and an Australian jumps coach. Recentely, on the 14th  of April just passed, Nicola McDermott a female high jumper trained by Matthew, has set her PB of 1.91 during The Gold Coast Commonwealth Games, achieving a great Bronze Medal. We at the Ilcoach.net asked him a few questions.

 

Ciao Matthew, i giochi del Commonwealth sono un cosiddetto “mega-evento”. Puoi provare a descrivere a noi che cosa significhi per te festeggiarli con un grande successo professionale raggiunto per di più in patria?

Hi Matthew, the Commonwealth Games are a so-called “mega-events”. Can you try to describe to us what it meant to you to celebrate them with a big professional success achieved in your own Country?

Ottenere il personale nella competizione principale della stagione è sempre l’obbiettivo di allenatore ed atleta, ma sfortunatamente questa può risultare una circostanza rara. Il fatto che i Commonwealth Games venissero disputati in casa ha costituito certamente un grosso vantaggio. Non solo per il pubblico che sosteneva sempre gli atleti di casa, ma anche per il fatto che conoscevamo gli impianti e le condizioni in cui si sarebbe gareggiato. Nicola dice che l’atmosfera nel villaggio degli atleti durante le due settimane finali è stata elettrica, ma che si è saliti ad un ulteriore livello quando si sono aperti i giochi e hanno iniziato a gareggiare i nuotatori australiani ottenendo prestazioni di livello mondiale. Per lei questa è stata un’esperienza indimenticabile che le ha permesso di creare uno spirito di squadra vincente.

Il pubblico australiano è stato fantastico, hanno mostrato un enorme entusiasmo supportando sia gli atleti di casa che quelli stranieri: a noi piace davvero il nostro sport.

Ma quando la folla ti saluta e ti applaude quando stai semplicemente facendo qualche salto di riscaldamento per l’atleta questo significa già un grande sostegno. Talvolta, per gli atleti inesperti, questo può avere un effetto negativo e mettere in luce il fatto di come gli atleti abbiano bisogno di queste manifestazioni più grandi per raggiungere i propri obbiettivi di lungo termine e avere successo ad un più alto livello in un periodo successivo della propria carriera.

Dal punto di vista dell’allenatore, la pressione è decisamente maggiore rispetto a quella dei campionati nazionali. Le aspettative della folla rispetto ai risultati  degli atleti di casa sono alte. Per quanto mi riguarda ero rilassato perché sapevo che Nicola sarebbe scesa in pedana al 100 % della forma e si era preparata molto bene anche dal punto di vista psicologico. Dal mio punto di vista invece avevamo raggiunto la migliore preparazione possibile come da programma, io penso che sia sempre un vantaggio extra quando non ci sono intoppi nelle ultime due settimane di preparazione.

Achieving a Personal Best in major championships, is always the goal of the Coach and Athlete, but unfortunately can be a rare event. Having the Commonwealth Games on home soil was definitely a huge advantage. Not just with the crowds who are always favouring the home athletes but with knowing the training facilities and conditions to compete in. Nicola said the atmosphere in the games village over the final 2 weeks was electric, but when the games started and the Australian swimmers were first to compete and were producing world class performances, the atmosphere just lifted another notch. It is an experience that she will never forget and created a really successful team environment.

The Australian crowds were fantastic, they showed huge enthusiasm supporting all of the local and international athletes, we just love our sport. But when your home crowd is cheering and clapping for you and you are just going through some warm up jumps, the athlete definitely gets a huge lift from this. Sometimes for the inexperienced athlete this can have a negative effect, this highlights why athletes need to progress through these bigger competitions to achieve their longer-term goals and have success at a higher level later in their career. 

From a coach’s perspective, the pressure is definitely greater for the home games. The crowd’s expectations are high that their local athlete will perform for them. For myself I was relaxed as I new Nicola was going into the competition 100% fit and she had prepared herself mentally very well. For me we achieved the best preparation as planned, I think is always a bonus when you experience no interruptions over the final 2 weeks of the athletes training phase.

 

Da quanto tempo sei allenatore di atletica leggera e quanto tempo hai lavorato con Nicola?

How long have you been coaching athletics and how long have you been working with Nicola?

Alleno in atletica dal 1992 ed è stato un percorso appagante. Credo di aver sempre imparato qualcosa di nuovo anno dopo anno. Talvolta faccio troppe domande, ma credo che questo sia l’unico modo in cui si può imparare. Non bisogna avere paura di accogliere concetti nuovi ma bisogna imparare a valutare la loro utilità rispetto al proprio atleta e al proprio programma, certe mode possono fare perdere tempo mentre altre novità possono portare una vera utilità.

Ho allenato le prove multiple per 26 anni ma mi sono concentrato sui salti negli ultimi 18.

Alleno Nicola da quando lei aveva 11 anni. È alta 1.86 e ha patito molto la crescita di statura quando era tra i 12 e i 14 anni. Era piuttosto scoordinata e non molto forte da junior (come ci si poteva aspettare in fondo).

Abbiamo ridotto il suo lavoro pliometrico alle andature di base, mini hop (didattica) balzi a piedi pari in sabbia, facciamo parecchie corse e andature e salti sulla sabbia, abbiamo fatto un sacco di scalinate: 10 x50 gradini era un allenamento tipico. Non ha fatto mai multi balzi o esercitazioni tipiche da salto triplo nei suoi primi anni. Abbiamo iniziato con lavoro di base a carico naturale in palestra quando aveva 12 anni e man mano abbiamo fatto salire i carichi, ogni anno siamo progrediti lentamente, ha appreso ad eseguire le alzate olimipiche, squat mono e bilaterale sin da piccola (13 anni) con carichi molto leggeri, ma questo le ha fornito gli schemi motori corretti una volta conclusa la crescita. Ha cominciato a fare un lavoro pliometrico più avanzato a 15 anni, quando abbiamo inserito i balzi, i salti sugli ostacoli e quindi verso l’alto. Ha saltato 1.76 a 14 anni e da lì ha avuto una progressione costante.

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I have been coaching Athletics since 1992 and have enjoyed the journey. I think every year I have always learnt something new. Sometimes I ask too many questions, but I think that is the only way to learn. Don’t be afraid to pick up new concepts but learn to evaluate their value for the athlete and the program, some trends can be timewasters and others provide real value.

I have coached multiple events over 26 years but have focused on jumps over the last 18 years.

I have been working with Nicola since she was 11. She is 1.86m tall and she suffered a lot of peak growth velocity through the 12 to 14 years age groups. She was relatively uncoordinated and not very strong as a junior athlete [as expected].

We restricted her plyometric work to very basic drills, mini hops [learning] double leg jumps into sand pits, we did a lot of soft sand running and jumping drills, we did a lot of stair runs of 50 steps per rep x 10 reps was typical. She did not do any bounding or triple jump drills in the early years. We started basic gym bodyweight work at 12yo and just implemented gradual overload, each year progressing slowly, she learnt her Olympic lifts, unilateral and bilateral squats at an early age [13] with very light weights, but this gave her the movement patterns required as she matured. She started more advanced plyometric work at 15 where she started bounding, hurdle jumps and high hopping, she jumped 1.76 at 14yo and has had a good consistent progression in most years since.

Progressione Nicola McDermott
Progressione dei risultati di Nicola McDermott dal 2011 al 2018

 

Puoi raccontarci Nicola come atleta?

Can you tell us about Nicola as an athlete?

Nicola è un’atleta che si affida alla forza. Ci siamo accorti, mentre progrediva nel lavoro di forza e potenza, che per lei c’è una buona correlazione e progressione tra questa e i risultati che ottiene sul salto verticale. Abbiamo lavorato parecchio sulla potenza e la velocità della sua rincorsa durante gli ultimi 4 anni. La sua rincorsa è piuttosto efficiente e lei è in grado di sostenere una sessione di 15-20 salti con rincorsa completa piuttosto bene, talvolta eseguendo il proprio miglior salto alla fine. Io credo che una buona rincorsa che permetta di ridurre gli impatti e le rotazioni possa ridurre la probabilità di infortuni. Se gli atleti si accorgono che ci sono passaggi stressanti durante la rincorsa, questi vanno affrontati e sistemati. Nicola è magnifica nel riportarmi feedback su come sente il proprio corpo nel corso dell’allenamento.  Noi ci scambiamo sempre feedback reciproci in maniera molto onesta.

Nicola ha un’ottima capacità di apprendimento visivo oltre ad essere una studentessa molto intelligente che studia scienze all’università. Un punto chiave con Nicola è che non le è permesso guardare i salti degli altri atleti poiché tende a soffermarcisi molto sopra di essi, cosa che può essere per lei controproducente nel corso delle gare.

Anche le indicazioni tecniche da fare a Nicola hanno bisogno di essere positive su quello che ha bisogno di fare per sistemare qualcosa piuttosto che dirle quale sia stato l’errore. Ad esempio: “ tieni il piede a martello” piuttosto che “non tirare le punte”. Lei riesce a visualizzare cosa le dico e questo è molto importante.

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Nicola is a strength-based athlete. We have found as she progresses through her strength and power work, she has a good correlation and progression with her vertical jumping height. We have worked a lot on the power and speed in her runup over the last 4 years. Her runup is quite efficient and she is able to do a session of 15 to 20 full approach jumps quite well, sometimes with her best jumps at the end. I think having the runup working efficiently with minimal impact and rotations really reduces the likelihood of injuries. If athletes are feeling stress points in the runup, these need to be addressed and fixed. Nicola is great for giving me feedback on how her body is feeling during aspects of her training. We always give very honest 2-way feedback.

Nicola is also a visual learner and a very smart Science student studying at University. A key point for Nicola is she is not allowed to watch the other competitors jump, as she overanalyses their jumps which can be counterproductive to her mental state during competitions.

Also coaching cues to Nicola need to highlight what she needs to do to fix a problem rather than telling her the fault. For example, “hold dorsiflexion” rather than “don’t point your toes”. She pictures what I tell her so this is very important.

 

Quali sono, secondo la tua esperienza di coaching, gli elementi chiave per una buona prestazione nel salto in alto?

Which are, according to your coaching experience, the key elements for a good performance in high Jump?

Ciò che considero l’elemento chiave per un buon salto è che l’atleta deve sempre arrivare sullo stacco in una posizione che consenta uno stacco efficace e potente. La rincorsa deve essere precisa e replicabile in condizioni di stress di gara. Nicola tende a spingere un po’ troppo nella prima fase della rincorsa non appena l’asticella inizia a salire e la tensione agonistica entra nel vivo. Ha bisogno di imparare a controllare maggiormente i primi 4 passi della sua rincorsa dato che questi ne influenzano in modo diretto l’accuratezza. Io credo che le possa saltare un buon 1.95 non appena avrà sistemato questo aspetto della sua rincorsa. Infatti questo la renderebbe più replicabile, cosa che poi le darebbe maggiore fiducia sulle misure più alte.

Mi sono anche accorto che mantenere una buona inclinazione durante la curva, piuttosto che scappare fuori sul penultimo passo consente all’atleta di mantenere una buona posizione sullo stacco. Un aspetto su cui abbiamo lavorato con successo è quello di mantenere il braccio tenuto dietro più vicino alla asticella, mantenuto dietro e non cercando l’asticella prima dello stacco, ci piace tenere le spalle allineate con le anche allo stacco, in modo che si possa trasferire la massima potenza dal terreno e attraverso le anche, sfruttando il riflesso miotatico. Se le spalle sono spinte troppo lontano davanti alle anche, si riduce allo stesso modo la quantità di potenza generata nel salto. Questo problema diventa molto evidente quando un atleta salta ad una misura vicina al proprio personale e avverte il bisogno di correre forte.

Noi abbiamo anche lavorato molto sulla posizione verticale e il controllo del core nella fase di valicamento sopra l’asticella, noi cerchiamo di tenere le anche alte e di far salire le ginocchia per superare l’asticella.  Noi lavoriamo sempre sul non far cedere le anche troppo velocemente durante il valicamento, cosa che necessita di una grande forza nel core. Facciamo molti lavori appesi agli anelli, sollevando le ginocchia durante la fase di verticalizzazione. Credo che con lei funzioni. Forza e la resistenza nel core sono due cose diverse.

La presa di contatto al suolo è piuttosto importante, mantenendo l’allineamento del corpo, l’energia impressa dal piede torna alle anche velocemente. Se si mantiene lo stacco per una frazione di secondo di più, si permette all’energia trasferita attraverso lo stacco, di viaggiare efficacemente attraverso le anche e di raggiungere una buona posizione verticale fino all’asticella. Io credo che questa azione di mantenere l’impatto a terra in funzione di una propulsione verticale, sia un’azione basata sulla forza ed ho sempre notato che gli atleti riescono a sentirla e ad eseguirla solo quando i loro livelli di forza sono migliorati. Anche la scelta delle scarpe è molto importante. Alcune scarpe non sono molto stabili se l’atleta esegue un cattivo appoggio, quindi una scarpa che è stabile sotto carico permetterà all’atleta di gareggiare con maggiore sicurezza e senza farsi male. Un atleta sbaglia lo stacco un paio di volte per gara e non deve accadere che questi incidenti mettano fine alla loro carriera. Noi facciamo video ravvicinati dello stacco e questo mette in risalto l’instabilità della scarpa. Nicola non ha uno sponsor ma ha trovato la scarpa nuova che fa per lei.

Un altro punto chiave per i saltatori in alto è quello di divertirsi, questa è una specialità difficile e così entrare in gara con la mente libera da pensieri inutili è molto importante. Non bisogna avere pensieri negativi ma solo positivi. Non bisogna preoccuparsi degli altri avversari ma occorre semplicemente concentrarsi su cosa si sta facendo e cosa bisogna fare per eseguire un salto efficacemente.  Se gli avversari vi vi vedono divertirsi mentre si è sotto pressione questo fa molto effetto su di loro e vi può dare un vantaggio.

Quando gli avversari vi vedono in difficoltà psicologica gli si dà un vantaggio.

The key aspects that I consider in an effective Jump is always the athlete needs to arrive at an efficient and powerful take off position. The approach run needs to be accurate and repeatable under competition stresses. Nicola tends to push a bit too hard at the beginning of her run up as the bar height goes up and the competition stimulation increases. She needs to learn more control over the first 4 strides of her run up as this directly affects the accuracy, I think she can achieve a good 1.95 once she perfects her runup at this point. As this will make her Take-Off repeatable, which then transfers to confidence as the height increases.

I have also found maintaining a good lean through the curve whilst running off the penultimate stride will keep the athlete in a good position at take-off. An area we have worked successfully on is to keep the arm closest to the bar held back and not reaching towards the bar before take-off, we like to keep the shoulders inline to the hips at take off so that maximum power can be transferred from the ground and through the hips, taking advantage of the myotatic reflex. If the shoulder is pushed too far forward the hips are then also compromised reducing the amount of power generated in the jump. This problem becomes very evident when an athlete is at a height where it is near their PR and they feel the need to rush.

We have also worked a lot on vertical position core control within the flight phase of the jump over the bar, we look to keep the hips up and lift the knees to clear the bar. We are always working on not dropping the hips too quickly on bar clearance, so this takes a lot of core strength. We do lots of drills hanging from suspended rings lifting the knees whilst hanging vertically, I think works well for her. Core strength and core endurance are two different things.

The foot plant is quite important, keeping it in line and the energy of the foot strike coming back under the hips quickly. Holding the take-off position for that fraction of a second longer allows the energy transmitted through the foot strike, to efficiently travel through the hips and achieve a good vertical position up to the bar. I think this action of holding a foot strike into a vertical drive, is a strength-based action and I have always noticed athletes are able to feel and execute this once their strength levels have improved. Selection of shoes are so important. Some shoes are not very stable if the athlete does a bad plant, so a shoe that is stable under load will allow the athlete to compete with more confidence and maintain an injury free status. An athlete may do 1 or 2 bad plants per competition and you don’t want this to end their career. We take close up video footage of foot plants and this has really highlighted shoe instability. Nicola does not have a sponsor but she has found the new Nike shoe to work very well for her.

Another key point for high jumpers is to enjoy yourself, this is a hard event so going into a competition and freeing the mind of unnecessary thoughts is very important. Don’t think of the negatives only think of the positives. Don’t worry about other competitors only worry about what you are doing and what you have to do to execute the jump successfully. If other competitors see you enjoying yourself under pressure this has a huge effect on them and can give you an advantage.

When competitors see you struggling mentally, it gives them the edge.

 

Carlo Buzzichelli, il consulente de ilCoach in fatto di allenamento della forza e condizionamento, alcuni anni fa ci ha fatto conoscere l’allenamento basato sulla velocità. Sappiamo che hai utilizzato le Beast Technologies per pianificare e per personalizzare il lavoro di forza di Nicola. Puoi dirci qualcosa sulla tua esperienza?

Carlo Buzzichelli, Ilcoach’s strength and conditioning consultant, some years ago brought us to velocity based training. We know that you are using Beast Technologies to plan and to adapt Nicola’s strength’s work. Can you tell us something about your experience?

Noi abbiamo usato l’accelerometro della Beast Technology. Io l’ho trovato molto affidabile e facile da usare. Sto ancora imparando a conoscere quelle che sono le sue funzionalità e nel prossimo blocco di lavoro abbiamo previsto di utilizzarlo per lo squat bipodalico e monopodalico.

Il Prof. Carlo Buzzichelli è stato di grande aiuto dandomi anche delle linee guida molto utili. Negli ultimi 12 mesi mi sono semplicemente concentrato sulla velocità di picco per girata, girata spinta e squat jump con la trap bar. Nicola usa carichi di circa 110-120 k per lo squat e 85-90 per lo squat monopdalico, 70 k per gli squat jump con la trap bar , 60-70 k di girata ( con incastro alto e lasciando cadere il bilanciere), 50-58 k per lo slancio ( senza tenuta della barra alla fine della spinta ma semplicemente lasciando l’attrezzo quando arriva in alto)

Con Nicola non ho mai provato il massimale ad 1 ripetizione (1RM) ed ho seguito una progressione basata sulla esecuzione corretta. Se le sue anche si scomponevano durante un’alzata, facevamo un passo indietro in modo che potessero mantenersi stabili. Io credo che questo si trasferisca direttamente nel salto: non voglio insegnare ai miei atleti l’instabilità nell’opporsi ad un carico.

Sino ad ora Nicola è semplicemente progredita attraverso un graduale aumento dei carichi ad ogni blocco di lavoro, senza incontrare alcuna particolare problematica, ma, man mano che il sovraccarico saliva, potevo vedere un punto in cui la sua alzata era magari abbastanza stabile, ma si stava avvicinando al massimale. Così, invece di forzarla oltre i suoi limiti rischiando un infortunio, controllavo i dati dell’accelerometro che mi restituivano la velocità dell’alzata che poteva essere ad esempio di 0,5 m/s e questo mi diceva che era vicina al massimo e questo è molto utile ed oltretutto misurabile rispetto ad una semplice impressione. Abbiamo anche lavorato molto sulla mobilità dell’anca, sul gluteo piccolo, medio e grande che deve lavorare in maniera corretta per dare un transfert in gara.

I risultati che ho tracciato su un periodo di 12 mesi, per me evidenziano quello che funziona per Nicola. All’inizio avevamo pianificato 3 settimane di carico ed una leggera, ma ho notato che durante la terza settimana il calo della velocità era marcato ed i livelli di fatica del SNC erano pronunciati per Nicola, cosa che ci portava a dovere fare 2 settimane leggere. Così siamo passati ad una programmazione 2/1 e questo ha funzionato bene, è migliorata in qualsiasi area della forza e della velocità. E’ stato interessante notare che gli squat jump alla trap bar mantenevano una velocità costante, fatta eccezione per la settimana di affaticamento, durante la quale questa alzata mostrava la perdita di velocità più importante.

Un altro elemento interessante è che quando dici agli atleti che si sta lavorando sulla velocità, il loro impegno cresce. Sono atleti ed amano la competizione e quindi le loro alzate diventano più efficienti senza che loro se ne accorgano. Da parte mia ero solo concentrato sulla tecnica della alzata e guardavo i dati del Beast soltanto dopo, in modo che la tecnologia non distraesse l’allenatore dagli aspetti tecnici dell’alzata.

La tabella 5 mostra gli squat jump alla trap bar di Nicola con 70 k durante la settimana facile, con minore carico e ripetizione, in molti casi con un volume maggiore si assisteva ad una diminuzione della velocità di picco. Durante la settimana facile invece con minori carichi la velocità di picco cresceva. Abbiamo usato questo esercizio insieme ad altri. In alcuni casi abbiamo notato che la migliore velocità di picco corrispondeva ai suoi migliori salti. Questo è il periodo che va da settembre 2017 a febbraio 2018.

5-a Trap Bar Jumps
5-a Trap Bar Jumps

La tabella 5-b mostra il volume e la massima velocità nelle migliori alzate sulla girata nel periodo da luglio a febbraio. Tra ottobre e novembre si è registrato il maggiore carico, che è avvenuto giusto prima del periodo di gare fra gennaio e febbraio. Nicola ha saltato vicino o appena sotto al proprio personale se le abbiamo dato 2 settimane facili di taper dopo due settimane intense.

5-b Power Clean
5-b Power Clean

I dati raccolti mi hanno permesso di avere una migliore comprensione degli effetti dei carichi su Nicola. Noi abbiamo calibrato il volume abbassandolo del 5-10% nel periodo precompetitivo senza notare un indesiderabile affaticamento del SNC, che era evidente quando invece si usciva dalla fase più impegnativa tra Ottobre e Novembre ( che corrispondono ai nostri marzo aprile n.d.t.). Durante il periodo agonistico Nicola ha avuto 2 settimane di taper in cui stava saltando sempre vicino al suo massimo, cosa che trovava riscontro nei nostri dati della velocità in palestra.

Con l’aiuto del Prof. Carlo Buzzichelli abbiamo introdotto qualche ¼ di squat 24 ore prima delle gare principali. Erano semplicemente 2×2 ripetizioni sopra il 10 per cento del massimale (sul completo n.d.t.). Ho misurato la velocità media di 1.1 m/s e queste alzate durante le settimane di scarico erano ottime per stimolare il sistema nervoso nel giorno precedente la gara. Ho anche notato che in questo modo Nicola manteneva la propria forza più a lungo nel periodo di mantenimento e c’erano minori deficit di forza rispetto a quanto avevo visto negli anni precedenti.

Sto cercando di utilizzare più dati ed usare qualche sistema per utilizzare informazioni più avanzate. Ma essendo senza fondi e dovendo lavorare per finanziare il mio amore per l’atletica risulta sempre difficile trovare il tempo.

We have used the Beast Technology accelerometer. I have found it to be very reliable and easy to use. As yet I am still learning its capabilities and during the next block of work we plan to use it for Bilateral and Unilateral squats.

Prof. Carlo Buzzichelli has been very helpful also feeding me some very helpful guidance.  In the past 12 months I have just concentrated on Peak Velocity for power clean, clean and jerk and trap bar jumps. Nicola works around 110 to 120 kg for her Bilateral squats and 85 to 90 kg for her Unilateral and 70kg trap bar jumps, 60 to 70kg power clean [with a high catch and drop the weight], 50 to 58kg clean & jerk [with no catch in the jerk and just drop the weight at the top].

I have never gone to 1rm with Nicola and I have just followed a progression based on good form. If her hips move around in the lift we take it back to a level where the hips are stable, I think this transfers directly to the jumping event for load and power, I don’t want to teach my athlete to be unstable under load.

So far Nicola has just progressed through gradual weight increases through each block of work, never having any real issues, but as the weight increases I can see a point where her lift maybe is quite stable, but she will be approaching her max 1rm. So rather than me pushing her over the edge and risking injury I am looking at the accelerometer data will then feed the velocity of the lift back to me at say for example 0.5m/s will tell me that she is at her maximum, is a very helpful tool that is measurable rather than gut feel. We also work a lot on hip mobility, glute Min. Med. and Max. need to be functioning correctly for this effective transfer to happen.

The results I tracked over the period of 12 months real ly highlighted for me what worked best for Nicola. We originally looked at a 3hard/1 easy week cycles, but I noticed during the 3rd hard week the velocity drops were quite pronounced and CNS fatigue levels for Nicola were quite high which was forcing a 2nd easier week. So, we changed the cycle to a 2/1 and this worked really well for Nicola, she improved in all areas of her speed and strength without suffering the fatigue levels of a 3/1 cycle. It was interesting that Trap bar jumps were always consistent velocity, except during a fatigue week where this lift showed the greatest velocity losses, I thought.

Another interesting feature is when you tell the athlete you are working on velocity their effort level goes up, they are athletes they like a competition, so their lifts become more efficient without them realising it. For me I concentrated on the lifting form and only looked at the results on the Beast after the lift, so the technology is not distracting for the coach when viewing the technical aspects of the lift.

The Chart 5-a shows the trap bar jumps for Nicola 70kg easy weeks with lower load had less repetitions, in most cases with higher volume resulted in decreased peak velocity, during the easy week with lower loads Peak speed was increased. This Exercise was used with other training modes so is not just an isolated exercise. In some cases, we had peak speed correspond to her best jumps. This period is from September 2017 through to February 2018.

Chart 5-b shows the volume and max speed on the best lifts for the power clean over a period from July through to February. October through to November shows the greatest workload, which is directly before our competition period for January & February. Nicola jumped near or slightly below her PR if we gave her 2 weeks recovery taper off 2 harder weeks

The data we collected allowed me to have a better understanding of the load effects on Nicola. We adjusted loads and volume down by 5 to 10 % leading into the competition period without noticing undue CNS fatigue, which was evident this was occurring coming off the harder phase of October to November. During the competition period if Nicola had a 2 week taper she was always jumping near her best, which corresponded to our velocity data.

With the help of Prof. Carlo Buzzichelli we also introduced some heavy quarter Bilateral squats 24hrs before the major competitions. They were just 2x2reps 10% above Nicola previous max lift, I measured the average speed at 1.1m/s and these lifts during the de-load weeks were very good at firing the nervous system pre-comp day. I also noticed that doing these lifts Nicola retained her strength longer during the competition maintenance period and there was less of a strength deficit effect. Which is what I had seen in previous years.

I am looking forward to using more data and developing some systems to show more advanced information. But having no funding and working to support my love for athletics it is always tough to find the time.

 

 

Una medaglia di bronzo in una grande competizione come i giochi del Commonwealth, rappresenta un grande passo verso una nuova dimensione per Nicola. Quali sono i vostri piani per la seconda parte della stagione in corso? E, in generale, quali sono i vostri piani per il futuro?

A Bronze medal in such a big competition as the Commonwealth Games, represents a big step up into a new dimension for Nicola. What are your plans for the second part of the current season? And, generally speaking, what are your plans for the future?

Si, Nicola ha guadagnato molta sicurezza grazie ai Giochi del Commonwealth, perché è in forma al 100 per cento e la sua condizione psicologica al momento è molto buona. Nicola ha ripreso ad allenarsi a pieno regime e vogliamo gareggiare in Europa e nel Regno Unito tra giugno e luglio.  Questo le darà una maggiore esperienza di gare di alto livello all’estero, cosa che rappresenta sempre un problema in Australia.

Nicola poi tornerà in Australia in agosto e riprenderà un grosso blocco di lavoro che la porterà fino alla stagione delle competizioni dell’estate australiana nel periodo da Gennaio a Marzo. L’obiettivo di Nicola è qualificarsi per i mondiali di Doha nel 2019. Noi vogliamo gareggiare ancora in Europa nel 2019 prima dei mondiali e successivamente a Tokio per le Olimpiadi.

Nicola a 21 anni ha ancora molto tempo per fare sport ed io sarò felice di vederla raggiungere i suoi traguardi

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Yes Nicola has achieved a lot of confidence from the Commonwealth Games, because she is 100% physically fit and her mental state is very good at the moment, Nicola has resumed full training and will look to compete in Europe and the UK over June and July. This will give her more experience at a higher level competing overseas. Which is always a difficult task in Australia.

Nicola will then return to Australia in August and resume a big block of work leading into our summer competition period held from January through to March. Nicola will look to Qualify for Doha World Champs 2019. We will look to compete in Europe again in 2019 leading up to the World championships and then to Tokyo for the Olympics.

Nicola at 21 years of age has a long way to go in this sport, and I will enjoy seeing her achieve her goals.

 

Andrea Uberti e Matteo Rozzarin

 

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