Marco Airale, Performance Therapist della Nazionale Cinese di Sprint e salti!

Chi é Marco Airale?

“Fisioterapista e osteopata con la passione per l’atletica, iniziata all’età di 8 anni”.

Piace definirsi così a Marco Airale, amico de ilCoach, con il quale abbiamo realizzato alcuni interessanti progetti in passato. Noi aggiungiamo “allenatore” visti gli ottimi risultati ottenuti con gli atleti da lui seguiti.

Nel 2010, durante il periodo universitario, decide di seguire il corso istruttori Fidal. L’anno seguente tramite il progetto Erasmus incontra il suo primo “Mentore” ed allenatore Héctor González, tecnico spagnolo, che lo porta ad iniziare ad allenare una volta rientrato in Italia. Presso il G.S. Chivassesi inizia quindi a seguire principalmente le prove multiple con particolare riguardo ai salti in estensione e alla velocità.

Nel 2015 arrivano le prime convocazioni in Nazionale da parte dei suoi atleti. Nel 2017, ricercando nuove motivazioni, visita la Mentor Academy di Antony Yaïch dalla quale prende ispirazione per fondare, insieme ad Alberto e Roberto Franceschi, Eracle Academy con la quale ottiene durante la stagione 2017/18 medaglie giovanili in campo nazionale ed internazionale.

Da marzo 2019 lavora come Performance Therapist presso la Federazione Cinese di Atletica Leggera. Ed è proprio per raccontarci questa esperienza in Cina che lo abbiamo contattato per alcune domande.

1) Ciao Marco, siamo venuti a conoscenza del tuo lavoro per la federazione Cinese di Atletica Leggera come fisioterapista. Raccontaci un po’ la tua esperienza di questi mesi.

Ciao ragazzi, innanzitutto grazie per questa piacevole opportunità; da marzo mi sono trasferito a Pechino per lavorare come Performance Therapist del gruppo salti e velocità della nazionale cinese, presso il centro olimpico.

2) Sappiamo che sei un Fisioterapista in cosa si differenzia il Performance Therapist?

In Cina ho scoperto che il mio lavoro non sarebbe stato propriamente quello a cui ero abituato; la riabilitazione e i trattamenti degli infortunati infatti non mi competono. Si tratta soprattutto di interventi mirati al miglioramento prestativo e alla prevenzione; passo molte ore sul campo aiutando gli atleti durante il warm-up e durante la seduta di allenamento, per poi in caso di necessità seguirli durante la serata per la parte di recupero.

3) Qual è stata l’opportunità che ti ha portato in Cina? Sei felice di averla colta?

A fine 2018 sono stato contattato direttamente tramite Linkedin da Randy Huntington, ex allenatore di Mike Powell e Willie Banks con i quali ha ottenuto i record del mondo nel salto in lungo e nel triplo; non è stata una scelta facile, ho dovuto lasciare tutto quello che avevo in Italia e partire per questa “avventura”; il mio sogno era quello di lavorare nell’atletica professionistica, non posso che esserne felice.

Marco Airale
Marco Airale con Randy Huntington e Lu Minja durante i campionati Indoor cinesi

4) Secondo quanto visto in questi mesi quali sono le differenze d’impostazione di lavoro in Cina ed in Italia?

Premessa: in 7 mesi ho potuto capire solamente alcuni aspetti della cultura sportiva cinese, la risposta che segue è basata esclusivamente sull’esperienza personale.

Gli atleti con i quali ho lavorato sono tutti professionisti, appoggiati economicamente da sponsor, federazione e provincia (nostra regione); molti di loro sono regolarmente iscritti ad un’università (pur non presenziando alle lezioni), alcuni militari ma tutti riescono a dedicarsi unicamente al loro sport.

Al centro olimpico la federazione gestisce lo staff a disposizione dei vari dipartimenti (salti,velocità,lanci…), solitamente misto tra personale straniero e locale.

Gli Head Coaches del singolo dipartimento hanno a disposizione uno staff completo (variabile tra i diversi gruppi): performance therapist, assistant coach (cinese e/o straniero), sport scientist, S&C coach, esperto di medicina tradizionale cinese e quasi sempre un traduttore.

Questa impostazione permette una crescita a 360° sia per l’atleta che per lo staff, i vari allenatori cinesi hanno infatti a disposizione l’esperienza di un head coach che segue in parallelo la crescita dei loro atleti. Il centro scelto per l’allenamento varia da gruppo a gruppo, alcuni passano gran parte del proprio tempo all’estero, altri, come nel mio caso, direttamente in Cina.

5) Credi che ci sia qualcosa di esportabile?

È difficile immaginare qualcosa di esportabile, la disponibilità economica la fa da padrona.

Per esperienza personale, la stessa opportunità che mi è stata offerta in Cina in Italia sarebbe stata praticamente impossibile. Non so quanti gruppi professionistici italiani abbiano un performance therapist ogni giorno in campo al fianco dell’allenatore.

Per quando riguarda gli assistant coach e lo staff tecnico (S&C e sport Scientist) credo che la possibilità di affiancarli costantemente allo staff federale non sia impossibile; non parlo di analisi/test ai singoli raduni federali, parlo di staff completi che seguano tutto l’anno i singoli atleti.

6) Come funziona in Cina il sistema di formazione dei tecnici e degli allenatori di atletica e quali opportunità di carriera ci sono?

La quasi totalità degli allenatori e tecnici è formata da ex-atleti, non sono a conoscenza di possibilità di carriera interne se non si è stati precedentemente atleti. Ci sono alcuni giovani cinesi molto preparati provenienti da università straniere e locali come sport scientist e S&C coach.

7) Con quali atleti hai avuto l’opportunità di collaborare e cosa ti hanno insegnato?

In questi mesi nonostante la prima richiesta fosse di lavorare esclusivamente con il gruppo di coach Randy, ho avuto la possibilità di conoscere e lavorare con molti atleti.

Il nostro gruppo iniziale vedeva circa 12 atleti, suddivisi in sprinter e saltatori in estensione. I due “capitani” si può dire che erano rispettivamente Su Bingtian, detentore del record asiatico sui 60m (6”42) e co-detentore di quello dei 100m (9”91) e Wang Jianan co-detentore del record cinese nel lungo con 8,47m e medaglia di bronzo ai mondiali di Pechino 2015.

Marco Airale
Marco Airale con Su Bingtian durante una sessione di allenamento in pista

All’interno del gruppo di velocità abbiamo avuto diversi atleti a rotazione in questi mesi, essendo Randy l’head coach per la staffetta maschile, soprattutto 100 “metristi” con personali tra i 10”10 e i 10”25.

Il gruppo salti era molto vasto, insieme a Wang gli altri due lunghisti cinesi Huang (bronzo ai mondiali indoor di Portland 2016 personale di 8,28m) e il giovane Shi (‘98)(8,43m di personale e 8,31 da Junior), insieme alla campionessa Asiatica Lu Minja (PB 6,74m), la campionessa del mondo Junior del 2016 Chen Ting (PB 13,85m) e Youqi Pan (giovane triplista di 19 anni da 13,66m, credo una delle migliori atlete mai viste).

Durante la loro permanenza in Cina (alternano periodi in Francia) ho seguito il gruppo di astiti di Damien Inocencio ex allenatore di Lavillenie tra cui Huiquin Xu (PB 4,70m) Huang Bokai (PB 5,71m) e Jie Yao (PB 5,71m) tutti qualificati per i mondiali di Doha.

Questi gli atleti con i quali ho collaborato maggiormente, da loro credo di aver soprattutto imparato che con l’allenamento, a volte maniacale, si possano raggiungere alti livelli nel nostro sport. La dedizione e la costanza messi negli allenamenti fanno la differenza nella prestazione finale. Avendo avuto la possibilità di testarli direttamente posso dire che in Italia abbiamo sicuramente “talenti” che possano raggiungere questi livelli, la differenza la fa soprattutto come detto in precedenza lo staff messo a disposizione e lo stimolo che viene dato ai singoli atleti per allenarsi. L’atletica è per loro più un lavoro che una passione!

8) Con quali allenatori hai avuto l’opportunità di collaborare e cosa ti hanno insegnato?

Come detto in precedenza la mia collaborazione è avvenuta prettamente con Coach Randy e Coach Damien. Entrambi mi hanno dato fin da subito la possibilità di seguire i loro allenamenti aiutando il loro staff quotidianamente; dal punto di vista fisioterapico ho sicuramente spostato l’attenzione alla Performance Therapy basandomi soprattutto sulle loro richieste ed esperienze pluriennali; per quanto riguarda il coaching oltre all’utilizzo di software e device delle quali avevo potuto solamente sentir parlare mi hanno dato la possibilità di imparare programmazione ed esercizi dei quali non ero a conoscenza. Grande importanza è stata avere come assistant coach Rolf Ohman, per gli addetti al settore, inventore del 1080 Sprint.

Durante il training camp in preparazione dei mondiali di Doha ho avuto il piacere di conoscere Andreas Behm (Head coach ad Altis e allenatore di Aries Merrit) con il quale ho potuto analizzare tramite Optojump alcune esercitazioni del suo ostacolista in vista dei mondiali.

Marco Airale
Marco Airale con Andreas Behm (coach di Aries Merritt) e Xie Wenjun durante analisi Optojump

In questi mesi ho poi conosciuto molti allenatori di passaggio a Pechino con i quali ho potuto condividere idee e trarre spunti come Rana Reider e John Smith.

Grande importanza per me ha avuto infine incontrare uno sport Scientist cinese, Wang-Guojie, una delle persone più specializzate sull’analisi dei salti in estensione che abbia conosciuto, con il quale diverse volte ho avuto il piacere di analizzare i dati ricavati durante allenamenti e competizioni.

 

Ringraziamo Marco Airale per l’interessante contributo.

 

 

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