Il ciclo cumulativo dell’infortunio

Il ciclo cumulativo dell'infortunio

Quando sentiamo i muscoli duri e sono dolorosi al tatto, cosa è successo?

Perché ci capita spesso di avere dei muscoli o dei gruppi muscolari che sembrano costantemente contratti?

Se non siete degli sportivi ma siete dei sedentari, avete presente cosa sono queste tensioni che si creano a livello del trapezio (tra cervicale e spalle per intenderci).

Cos’è il ciclo cumulativo dell’infortunio?

Quello che porta il muscolo ad essere sempre contratto è lo stimolo che riceve dal sistema nervoso, questa sovra-stimolazione può essere dovuta da molteplici fattori, il più frequente è quello di incorrere in un infortunio di qualsiasi genere. Tutti abbiamo presente quando si prende una forte contusione, alla quale corrisponde un’infiammazione che fa contrarre involontariamente i muscoli di quella zona, al punto da rendere difficili i movimenti. Queste “contrazioni involontarie” hanno la funzione di sopperire il movimento che altri gruppi muscolari non svolgono correttamente a causa di un infortunio. Questo avviene perché il nostro sistema nervoso centrale protegge le zone infortunate, modificando il movimento del soggetto. L’esempio più semplice e quello di una caviglia slogata: la zoppia che ne deriva è un adattamento che il sistema nervoso svolge per scaricare l’arto infortunato, ne consegue che i gruppi muscolari dell’arto abile verranno richiamati ad un lavoro extra (per spiegarla molto grossolanamente )

Non solo i grandi traumi si portano dietro queste risposte del sistema nervoso, ma anche i piccoli infortuni o gli atteggiamenti posturali scorretti che mandano eccessivamente in affaticamento determinati gruppi muscolari (una scorretta seduta in ufficio ad esempio).

Il continuo reclutamento di determinate fibre muscolari porta allo spasmo del muscolo cioè al mantenimento costante di una contrazione basale eccessiva (da non confondere con il crampo), che spesso non limita i movimenti ma li modifica. Sapete bene che il muscolo è composto da parti contrattili e parti non contrattili, e che entrambe hanno caratteristiche che possono limitare la flessibilità muscolare. Un muscolo che ha un tono basale eccessivo, avrà di per sé una flessibilità ridotta, ma questo a lungo andare andrà a creare delle adesioni tra i tessuti molli del muscolo che limiteranno ancora di più la flessibilità muscolare. Queste adesioni vengono chiamate volgarmente “nodi” o “trigger point”, li riconoscete perché spesso, ma non sempre, sono dolorosi se premuti dal terapista o con il foam roller.

Queste adesioni condizionano la flessibilità statica e dinamica del muscolo, portando il soggetto ad un controllo neuromuscolare alterato. Ne deriva che questo altera la relazione tensione-lunghezza del singolo muscolo e il rapporto di contrazione tra muscoli sinergici o agonisti.

Quando si è in una condizione di controllo neuromuscolare alterato, si è in una condizione di squilibrio muscolare che porta le articolazioni a lavorare fuori dalle fisiologiche libertà di movimento, predisponendoci di conseguenza ad un aumento del rischio di cadere in un nuovo infortunio.

Quindi se mi sono fatto male una volta, mi rifarò male nuovamente?

Questa è una delle domande più frequenti che mi fanno quando spiego questo argomento.

Non è matematico, ma è vero che aumentano i rischi di infortunio.  Non bisogna disperare ma continuare ad allenarsi per ridurre il rischio di imbattersi di nuovo in un infortunio. Ciò vuol dire allenarsi per ricreare un equilibrio muscolare corretto, riducendo l’attività di sovra-stimolazione da parte del sistema nervoso attraverso l’utilizzo del foam roller o di un terapista, e contestualmente attivando i muscoli inibiti dal controllo neuromuscolare alterato.

Ricreando un equilibrio muscolare corretto, mettiamo il soggetto in condizione di apprendere i gesti tecnici nel miglior modo possibile, così da ridurre la probabilità di un nuovo infortunio.

 

Cosa portare a casa:

  • non sottovalutare grandi e piccoli infortuni;
  • inibisci i muscoli sovra-stimolati;
  • attiva i muscoli inibiti;
  • allenati con gesti tecnici svolti correttamente (fondamentale!)

 

A cura di Maurizio Tripodi

Maurizio Tripodi è Dottore in scienze motorie e dello sport e Dottore magistrale in scienze e tecniche delle attività motorie preventive ed adattative, è socio-fondatore della palestra SISTEMHA srl nella quale opera come istruttore, personal trainer ed esperto di allenamento funzionale. Inoltre, è Docente  nel corso di laurea di scienze motorie all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nel quale espone il tema della “Prevenzione degli infortuni sportivi”

Contatti:
SISTEMHA srl
Via Togliatti 27 – 21047 Saronno (VA)
Tel. 0296709100
E-mail:info@sistemha.com
Facebook: Sistemha srl

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Gli altri articoli di Maurizio:

Prevenzione degli infortuni

Stretching: la nostra guida (con video)
Core training: la nostra guida (con video)

 

Bibliografia :

NASM – essentials of corrective exercise training , 2018

Phil Page, Clare C. Frank, Robert Larden – Assessment and treatment of muscle imbalance – the janda approach , 2010

Cheatham SW, Kolber MJ, Cain M, Lee M. – THE EFFECTS OF SELF-MYOFASCIAL RELEASE USING A FOAM ROLL OR ROLLER MASSAGER ON JOINT RANGE OF MOTION, MUSCLE RECOVERY, AND PERFORMANCE: A SYSTEMATIC REVIEW. Int J Sports Phys Ther. 2015 Nov;10(6):827-38.

Romero-Moraleda B, La Touche R, Lerma-Lara S, Ferrer-Peña R, Paredes V, Peinado AB, Muñoz-García D. –

Neurodynamic mobilization and foam rolling improved delayed-onset muscle soreness in a healthy adult population: a randomized controlled clinical trial.

PeerJ. 2017 Oct 13;5:e3908. doi: 10.7717/peerj.3908. eCollection 2017.

Sullivan KM, Silvey DB, Button DC, Behm DG. – Roller-massager application to the hamstrings increases sit-and-reach range of motion within five to ten seconds without performance impairments.

Int J Sports Phys Ther. 2013 Jun;8(3):228-36.

 

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