SALTO IN ALTO

Gianmarco Tamberi salto in alto
Nell'immagine: Gianmarco Tamberi (foto Colombo/FIDAL)

Il salto in alto è una specialità sia maschile sia femminile dell'atletica leggera, e fa parte dei salti in elevazione.

L'obiettivo per l'atleta è quello di superare con un salto un'asticella, posizionata orizzontalmente ad una certa altezza. Il salto può essere effettuato con qualsiasi tecnica, purché lo stacco da terra avvenga con un piede solo.

Il regolamento nel salto in alto

All'inizio della gara, la barra è regolata ad un'altezza relativamente bassa (a seconda del livello della competizione) ed è spostata verso l'alto con incrementi dell'ordine di 3 o 5 centimetri, ma possono essere di 1 centimetro per i tentativi record.

Ogni atleta può di scegliere la misura di entrata, cioè altezza alla quale iniziare a saltare ma una volta che un'altezza è stata saltata, gli altri atleti non potranno iniziare ad un'altezza inferiore.

L'atleta:

  • ha un minuto per iniziare il salto dal momento in cui viene chiamato;
  • ha a disposizione al massimo 3 salti per superare l'asticella ad una certa altezza;
  • dopo tre salti consecutivi nulli l'atleta è eliminato dalla gara;
  • se supera l'asticella ad una certa altezza, passa all'altezza successiva;
  • può decidere se saltare ad una certa altezza oppure "passare", saltando all'altezza successiva.

L'atleta che salta più in alto è dichiarato vincitore:

  • se due o più atleti saltano la stessa altezza massima, quello con il numero più basso di tentativi nulli a tale altezza vince
  • in caso di ulteriore parità è dichiarato vincitore quello con il minor numero di salti nulli nell'intera competizione
  • se con ciò ancora non si riesce a definire il vincitore, vengono effettuati ulteriori salti (jump-off);
  • le altezze ottenute in tali salti rimangono valide ai fini dei record mondiali e no.

 

L'asticella

Materasso salto in alto (Elvis)

L'asticella del salto in alto è costituita di plastica rinforzata con vetro o alluminio.

Altri materiali sono permessi, ma ci sono delle limitazioni di peso e di curvatura.

La barra è lunga circa 4 metri (la IAAF regola la lunghezza a scopo di record), con una sezione trasversale rotonda, triangolare, o quadrata per la maggior parte della sua lunghezza e di due punti di appoggio quadrati alle estremità.

È disposta ad un'altezza misurata su due montanti che permettono che la barra si disponga sulle relative estremità all'altezza voluta.

Le altezze saltate sono calcolate misurando dal punto di decollo al bordo superiore della parte più bassa della barra.

  • Dietro l'asticella c'è un materasso morbido di gomma piuma che permette un atterraggio sicuro;
  • gli atleti devono saltare con un solo piede per oltrepassare la barra, altrimenti vengono squalificati;
  • durante il salto l'asticella può essere toccata: il salto è nullo se quest'ultima cade per il loro tocco;
  • si sono verificati rari casi in cui è stato permesso all'atleta di rieffettuare il tentativo, ciò può accadere solamente se il giudice dichiara che la barra è caduta a causa di circostanze esterne (come il vento).

 

Salto in alto: evoluzione della tecnica

Il salto in alto è diviso in queste 4 fasi:

  • RINCORSA, nella quale il saltatore accelera e si prepara per lo stacco;
  • STACCO, nella quale l'atleta genera la velocità verticale ed inizia la rotazione necessaria per il superamento dell'asticella;
  • VOLO, nella quale il saltatore sale verso l'asticella e poi la supera;
  • ATTERRAGGIO, nella quale l'atleta completa in sicurezza il salto, atterrando sul materasso.

Nel corso degli anni la tecnica del salto in alto si è evoluta, con questa progressione:

  • salto frontale, nel quale i saltatori utilizzavano un approccio diretto all'asticella;
  • salto "a forbice", l'asticella veniva approcciata in diagonale, e il saltatore gettava oltre la stessa prima la gamba interna (quella più vicina all'asticella) e poi quella esterna, con un movimento che ricorda appunto quello delle lame delle forbici; questa tecnica è ancora utilizzata nella progressione didattica del salto in alto;
  • salto ventrale, dopo aver iniziato il salto come nella tecnica a forbice, si estende la schiena e la si porta in posizione orizzontale sopra l'asticella; questa è una tecnica che facilita il valicamento rispetto a quelle precedenti;
  • salto all'Horine, detta anche Western roll, la rincorsa segue una traiettoria diagonale rispetto all'asticella, ma lo stacco da terra avviene con la gamba interna, mentre quella esterna è portata verso l'alto per proiettare il corpo oltre l'asticella;
  • salto ventrale, o straddle, nel quale il saltatore valica l'asticella con il torso rivolto verso il basso e parallelo o quasi all'asticella stessa;
  • salto "a Fosbury", nome che deriva dall'ideatore, è la tecnica di salto moderna; Fosbury aggiunse una nuova rotazione al salto ventrale: direzionò la testa e le spalle sopra la sbarra per prime, scivolando sulla schiena arcuata in una posizione che gli avrebbe fatto rompere il collo sulle vecchie buche sabbiose di atterraggio, ma sicura con i nuovi materassi in gomma piuma.

Dopo aver usato lo stile Fosbury per vincere l'oro olimpico nel 1968, la tecnica iniziò a diffondersi in tutto il mondo e presto fu preferita dalla maggior parte dei saltatori al vecchio scavalcamento ventrale.

Questa tecnica è ormai utilizzata universalmente a tutti i livelli, escluse solo le competizioni per principianti e dove le zone di atterraggio non sono attrezzate con i materassini soffici (utilizzo soprattutto del salto a forbice)

Rispetto al ventrale, che richiedeva maggiori capacità di forza esplosiva, oltre all'utilizzo di movimenti specifici più complessi, il Fosbury risulta più naturale più facile da apprendere.

La possibilità di ottenere risultati in tempi decisamente brevi, ne giustifica la preferenza.

Il Fosury, detto anche flop, è una tecnica che permette ad atleti veloci e con buone doti elastico-rattive, di ottenere ottimi risultati