UDIP Asta, l’unità didattica ad insegnamento progressivo

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Il progetto di Udip del salto con l’asta è oggetto della tesi di laurea in scienze motorie di Andrea De Lazzari. Risulta molto interessante e replicabile per le altre discipline dell’atletica leggera ed è soltanto uno dei progetti interessanti a cui Andrea sta lavorando insieme ad altri tecnici e dirigenti preparati ed appassionati.

Il progetto più interessante è in particolare la creazione di una vera scuola teorica e pratica per la formazione dei tecnici di atletica leggera. Seguiremo gli sviluppi di Atl-etica questa nuova società di atletica che vuole proporre un nuovo modello organizzativo sostenibile che, se di successo, potrebbe essere replicabile su scala più ampia.

Cos’è l’UDIP Asta, l’unità didattica ad insegnamento progressivo

L’U.D.I.P. (Unità Didattica ad Insegnamento Progressivo) è un’iniziativa tecnica/culturale creata per avvicinare il più alto numero di atleti della categoria ragazzi/e a questa specialità in quanto, dalla FIDAL, non è prevista la gara agonistica e consiste in un percorso ludico motorio composto da n°6 stazioni, situate all’interno ed all’esterno della pista di atletica. Le stazioni sono state presiedute e controllate da un tecnico competente che si è occupato di assistere ed insegnare tutti gli esercizi propedeutici per il salto con l’asta.

Come è stutturata l’UDIP Asta

I partecipanti

All’iniziativa hanno preso parte n°30 atleti di età compresa tra i 12 e i 13 anni.

L’approccio

L’approccio dei tecnici impiegati durante la giornata è stato di tipo puramente ludico/didattico in quanto l’obiettivo della giornata era quello di insegnare ai ragazzi gli schemi motori di base utili nel salto con l’asta attraverso un percorso a stazioni. L’iniziativa non preclude nessuno. Al contrario da l’opportunità a tutti di imparare e di portare a termine il percorso nel tempo necessario. È comunque il tecnico che ritiene un atleta in grado di poter passare alla stazione successiva, questo perché l’UDIP ha anche l’obiettivo di raccogliere dati precisi sulla progressione di apprendimento.

Il percorso

Il percorso d’apprendimento è stato suddiviso in n°6 stazioni e ognuna di esse si concentra su un aspetto particolare degli schemi motori di base e dei gesti tipici della specialità:

STAZIONE 1:

Sono state effettuate esercitazioni riguardanti l’acrobatica: capovolta avanti, capovolta indietro, verticale, controverticale, ruota, oscillazioni alla sbarra con posizione di stacco.

STAZIONE 2:

Obiettivo di questa stazione, il trasporto da piano rialzato. In questa stazione verrà fatto eseguire ai ragazzi un trasporto da piano rialzato al materasso con l’ausilio di un’asta.

STAZIONE 3:

Insegnamento della presentazione dell’asta mediante l’uso di bacchette di legno e/o aste giocattolo. Per tale scopo verranno insegnate delle andature con bacchetta tipo il passo saltellato, il passo stacco ecc .

STAZIONE 4:

Vengono insegnati gli esercizi di stacco mediante l’uso di asta.

STAZIONE 5:

I ragazzi provano ad effettuare una rincorsa a 2/4/6 appoggi effettuando la presentazione e lo stacco con l’assistenza dei tecnici

STAZIONE 6:

Il salto completo con valicamento di un elastico

Analisi

Il lavoro a stazioni, seppur contenga elementi tipici addestrativi, è particolarmente efficace in questo caso perché concentra il lavoro su un particolare aspetto di un gesto atletico preciso e la successione degli esercizi segue un ragionamento logico che è la progressione del gesto. I ragazzi hanno così la possibilità di assimilare rapidamente le istruzioni e di provarle in successione in modo tale da riprodurre, ad ogni stazione, il gesto effettuato nella stazione precedente e questo metodo è efficace per la memorizzazione del movimento. È stato deciso di concedere ai tecnici la possibilità di decidere se un atleta fosse in grado di passare alla stazione successiva in quanto era necessario che ogni ragazzo/a avesse memorizzato i diversi gesti. Questo perché nell’ultima stazione è stato effettuato un salto completo quindi la conoscenza del movimento era fondamentale per la buona riuscita sia del gesto sia dello scopo dell’UDIP.

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I dati

L’unico dato preso in considerazione è stato il tempo effettivo di permanenza nelle singole stazioni. Sono stati registrati gli orari di ingresso e uscita di ogni atleta dalle singole stazioni e sono stati sommati al termine per determinare il tempo totale di esecuzione del percorso e quindi di apprendimento del gesto.

Analisi dei dati

I tempi di apprendimento variano molto e si va dai tre ai cinquanta minuti su una singola stazione fino ai trenta minuti a oltre un’ora per quanto riguarda il tempo totale. Dai dati inoltre si evince che la maggior parte del tempo è stata trascorsa nella prima stazione (acrobatica) ed è un dato importante in quanto possiamo dire che ancora oggi, ragazzi e atleti vengono sempre meno educati sotto l’aspetto degli schemi motori di base. Un altro dato che si evince, è che sicuramente i tempi di apprendimento sono molto diversi da atleta ad atleta e i fattori di queste differenze sono molteplici. Non si può certo dire tuttavia che chi abbia impiegato meno tempo sia necessariamente più bravo nella specialità in quanto tempo di apprendimento e abilità motorie non hanno alcun tipo di relazione. Tutti coloro che sono arrivati al termine del percorso (28 atleti su 30) hanno dimostrato di aver appreso nozioni e gesti nuovi e soprattutto si sono avvicinati al mondo del salto con l’asta secondo l’obiettivo principale di questa UDIP.

 

A cura di Vittorio Iannone

Studente Scienze Motorie Università degli studi di Brescia

Istruttore 1° livello Fipe

 

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