TERMINOLOGIA E CLASSIFICAZIONE DELLE LESIONI MUSCOLARI NELLO SPORT

Figura: schematizzazione dei sottogruppi di lesione muscolare indiretta

I muscoli che più frequentemente vanno incontro a lesione (indiretta) sono di natura bi-articolari o di architettura più complessa (esempio: Adduttore Lungo), sottoposti ad uno sforzo eccentrico e contengono principalmente fibre muscolari fast-twitch (tipo 2).

Il primo passo per un trattamento mirato ed efficace è il preciso riconoscimento di una diagnosi corretta, cruciale inoltre ai fini prognostici.

Diversi studi hanno più e più volte sottolineato l’alta probabilità di recidive in seguito ad un primo episodio lesivo, riportando addirittura tassi fino al 30,6% di avvenimento di un secondo episodio di infortunio all’interno dello stesso muscolo.

Una delle cause plausibili riguardo la recidiva, che solitamente è peggiore del primo episodio, è il ritorno prematuro all’attività dovuto ad una diagnosi inaccurata. Il processo di guarigione muscolare è un processo lungo e graduale, che richiede rispetto in ogni sua fase.

Il tessuto connettivo immaturo cicatriziale che si viene a creare nel sito di lesione è il punto più debole e vulnerabile del muscolo infortunato, con un raggiungimento della piena forza muscolare dipendente dalla dimensione e dalla localizzazione della lesione.

Nota: La cicatrice matura è/diventa ancora più rigida e forte che la porzione di muscolo sano.

 

 

A. Lesioni muscolari indirette FUNZIONALE Tipo 1: Disfunzione muscolare overexertion related 1A: Fatica-induced1B: Delayed Onset Muscle Soreness (DOMS)
Tipo 2: Disfunzione muscolare neuromuscolare 2A: Derivanti dalla colonna (Spine related)2B: Derivante dal muscolo (Muscle related)
STRUTTURALE Tipo 3: Lesione muscolare parziale 3A: Lesione muscolare minore3B: lesione muscolare moderata
Tipo 4: Lesione muscolare (sub)totale Lesione muscolare subtotale o totale;Avulsione tendinea
B. Lesioni muscolari dirette ContusioneLacerazione

Tabella: Classificazione delle lesioni muscolari

Meccanismi di lesione indiretti

FUNZIONALE

1A: Fatica-induced muscle dysorder
Incremento longitudinale e circoscritto di tono muscolare dovuto all’eccessivo esercizio. I sintomi comprendono dolorabilità e sensazione di eccessiva rigidità e “densità” muscolare, che peggiorano con il proseguo dell’attività. Il dolore può essere presente a riposo, durante o dopo l’attività. Solitamente il muscolo viene coinvolto per la sua intera lunghezza. Le indagini diagnostiche quali Ecografia e RMN risultano negative.

 

1B: Delayed Onset Muscle Soreness (DOMS)
Dolore muscolare più generalizzato in seguito ad attività coinvolgenti per la maggior parte un lavoro eccentrico. I sintomi assomigliano ad un dolore infiammatorio acuto; è presente dolore a riposo, anche diverse ore dopo l’attività. Solitamente il muscolo si presenta edematoso e rigido, fattore che causa limitazione di mobilità nelle articolazioni bypassate dallo stesso. Una contrazione isometrica risveglia il dolore lamentato dal paziente. Il muscolo in questione viene coinvolto per intero.

 

2A: Spine-related neuromuscolar dysorder
Incremento longitudinale e circoscritto di tono muscolare dovuto a problematiche funzionali o strutturali della colonna. Il muscolo si presenta eccessivamente rigido (aumentata consistenza) e doloroso, con i sintomi che aumentano all’aumentare dell’attività. Alla valutazione è presente inoltre una certa sensibilità cutanea e una reazione difensiva in contrazione alle manovre di stretching muscolare. E’ presente dolore alla palpazione. Ad essere coinvolto è solitamente un fascio di fibre muscolari (ma anche un più ampio gruppo di fibre) lungo l’intera lunghezza del muscolo stesso. L’ecografia e la RMN  muscolare risultano negative.

 

2B: Muscle-related neuromuscolar dysorder
Area circoscritta per lo più fusiforme di aumentato tono muscolare. Ne deriva dolore simil crampo muscolare. La pressione nel punto specifico evoca dolore. Anche in questo caso ecografia e RMN risultano negative. Tale disfunzione è da attribuire principalmente ad un’alterazione dell’inibizione reciproca agonista-antagonista, in cui in questo caso si riscontra una mancata inibizione dell’antagonista e di conseguenza un’eccessiva contrazione dell’agonista.

Più comunemente questo sottogruppo di lesione funzionale muscolare è da attribuire allo sviluppo di “Trigger Point” all’interno di una bandelletta tesa.

 

STRUTTURALE

3A: Lesione muscolare parziale minore
Lesione con diametro massimo minore o uguale ad un fascicolo muscolare. Al momento dell’evento lesivo il dolore si presenta abbastanza acuto e simile a un ago; l’atleta il più delle volte racconta di aver avvertito uno “snap” seguito da un brusco incremento di dolore localizzato. Alla palpazione l’area dolorosa è ben localizzata e solitamente è possibile palpare una defezione strutturale all’interno di una banda tesa e consistente; lo stretching aumenta il sintomo dolore. La giunzione muscolo-tendinea è la parte più vulnerabile del muscolo e di conseguenza quella più soggetta a tale tipo di lesione. Le indagine diagnostiche sono positive in RMN ad alta risoluzione, con l’individuazione possibile di ematoma intramuscolare.

 

3B: Lesione muscolare parziale moderata
Lesione con diametro maggiore di un fascicolo muscolare. Al momento del trauma lesivo il dolore viene avvertito notevolmente acuto; l’atleta spesso sente un’audibile “snap” muscolare con insorgenza immediata di dolore localizzato. Alla palpazione la maggior parte delle volte è possibile avvertire una lacerazione muscolare. E’ presente ematoma. Manovre di allungamento muscolare aggravano il dolore. Come per le lesioni minori, la giunzione mio-tendinea è quella più vulnerabile e maggiormente soggetta a tale tipo di lesione. Esami di RMN ed ecografia sono positive per distruzione di fibre muscolari, includendo probabilmente anche una certa retrazione dei capi; è visibile ematoma intermuscolare e lesione della fascia.

 

4: Lesione muscolare (sub)totale o avulsione tendinea
Lesione muscolare coinvolgente l’intero (o quasi) diametro muscolare. In caso di avulsione tendinea il danno è a carico della giunzione osteo-tendinea. Il dolore al momento del trauma è estremamente forte con una netta separazione delle fibre muscolari. L’atleta avverte lo “snap” seguito da un acutissimo dolore; spesso si assiste ad una caduta dell’atleta stesso. All’esame clinico è presente un grande “difetto” strutturale del muscolo, ematoma, un gap muscolare palpabile con retrazione delle fibre muscolari, perdita di movimento e funzione. Ancora una volta le zone a maggior rischio per tale tipo di lesione sono le giunzioni mio-tendinee e osteo-tendinee. All’ecografia e RMN è visibile la discontinuità totale o subtotale delle fibre muscolari, retrazione dei capi muscolari, ematoma intermuscolare e lesione della fascia.

 

Meccanismi di lesione diretti

 

Contusione
Lesione diretta à Trauma muscolare diretto causato da un’esagerata forza esterna con conseguente ematoma diffuso o circoscritto causante dolore e perdita funzionale. Il dolore è acuto al momento del trauma, con un aumento dello stesso all’aumentare dell’ematoma. L’atleta riporta un chiaro meccanismo traumatico esterno. E’ presente dolore al movimento, gonfiore ed ematoma, ridotto range di movimento e dolore alla palpazione, tutti segni e sintomi comunque dipendenti dalla severità dell’impatto. Le indagini diagnostiche potrebbero rilevare ematoma in varie dimensioni.

Foto: Schematizzazione dei sottogruppi di lesione muscolare indiretta

A cura di Matteo Pinelli

 

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