Tapering pre-competizione negli sport a dominante bioenergetica

Tapering pre competizione

Giovedì 11 maggio presso il Museo dello Sport di Nizza, situato a pochi metri dallo stadio Alianz Arena, ho avuto il piacere di partecipare ad una conferenza con argomento la fase di Tapering che precede un’importante competizione e più nello specifico riguardante sport a dominanza bioenergetica.

Questa prima parte di conferenza è stata tenuta da Yann Le Meur, PhD in fisiologia dell’esercizio presso l’Università di Nizza nel 2010 con studio sui fattori della performance in triatleti d’alto livello; nel suo curriculum ha precedenti lavorativi nelle squadre olimpiche francesi di Pechino ’08, Londra ’12 e Rio ’16, oggi è l’advisor scientifico presso l’AS.Monaco.

Tapering pre-competizione negli sport a dominante bioenergetica

L’affutage (tapering o training taper) non è nient’altro che quel periodo antecedente un’importante competizione in cui l’atleta deve trovarsi al meglio della sua forma fisica, riducendo il livello di fatica ma preservando gli adattamenti ed aumentando la condizione fisica.

Portando come esempio la meta-analisi “Effect of Tapering on Performance: meta-analysis” (L.Bosquet et al.2007), ci si è posti numerose domande riguardanti quest’ultima fase del ciclo d’allenamento:

Come gestire l’intensità? Come gestire il volume? etc..

Emerge subito chiaramente che riducendo l’intensità in questa fase, avremo una riduzione della nostra capacità di performance ottenendo così l’esatta risposta contraria rispetto ai reali obbiettivi del taperig; senza dimenticare che come l’allenamento produce effetti diversi in ogni soggetto, ridurre l’intensità in alcuni atleti può avere effetti positivi sul rendimento ma si tratta di una piccola percentuale di soggetti. Mantenendo invece il livello di intensità, avrò un aumento del rendimento da parte degli atleti: chi un aumento più marcato e chi meno.

Vista l’importanza di mantenere elevata l’intensità, l’allenatore dovrà gestire differentemente il volume nella fase di tapering; nella meta-analisi viene mostrato come la percentuale ideale di riduzione del volume sia tra il 41% ed il 60%.

Tapering: riduzione del volume. Tratto dal seminario "L'affutage pre-competitif", PhD. Yann Le Meur, 11 giugno 2017, Nizza
Tapering: riduzione del volume. Tratto dal seminario “L’affutage pre-competitif”, PhD. Yann Le Meur, 11 giugno 2017, Nizza

Un esempio pratico:

  • ridurre un allenamento come 10×400 in 1’12” a 5×400 in 1’12”, ovvero l’intensità di 20km/h viene mantenuta mentre il volume (n° di ripetizioni) viene ridotto (in questo caso del 50%)

Cosa accade se riduco il n° di allenamenti (frequenza) settimanali nella fase di tapering?

Anche qui si hanno diverse risposte del nostro organismo in cui tendenzialmente si ha una risposta omogonea, ovvero miglioramento performance, tra coloro che non riducono il numero di allenamenti. Al contrario, riducendone il numero, avrò una grossa varietà di risposta dove alcuni miglioreranno il loro livello di condizione fisica e altri lo ridurranno.

Tapering. Tratto dal seminario "L'affutage pre-competitif", PhD. Yann Le Meur, 11 giugno 2017, Nizza
Tapering. Tratto dal seminario “L’affutage pre-competitif”, PhD. Yann Le Meur, 11 giugno 2017, Nizza

Quanto dovrebbe durare il tapering?

Il periodo di tapering non deve durare più di due settimane, già dopo una settimana avremo un miglioramento della forma fisica ma se se oltrepassano del due settimane avremo riduzione del livello di forma fisica.

Tapering e sport di squadra

Nella seconda parte di conferenza si è affrontato la stessa tematica ma in sport di squadra, nel caso specifico sul Rugby a 7 con il dottorando Bruno Marrier, il quale ha seguito l’équipe de France di Rugby a 7 durante la preparazione per le Olimpiadi di Rio.

Le tre componenti analizzate sono state: velocità, forza e potenza; sono stati svolti test pre-preparazione, post preparazione (4settimane) e successivamente ogni settimane in modo da valutare come ciascuna componente variasse in fase di tapering e quindi determinarne la durata migliore ottenendo il miglior stato di forma possibile dei giocatori.

La durata ideale è risultata di due settimane, al di là delle quali si verificava una riduzione della capacità di performance. La velocità è emersa come la caratteristica più sensibile al periodo di tapering, dopo una sola settimana è quella che più è migliorata ed aumentando di poco nella seconda setimana; la più sensibile anche a decrescere se si superano le due settimane di tapering.

Cosa fare dopo questo periodo di tapering?

Aumento graduale del carico d’allenamento in modo da ridurre i rischi d’infortunio.

Tapering. Cosa fare dopo il Tapering? Tratto dal seminario "L'affutage pre-competitif", PhD. Yann Le Meur, 11 giugno 2017, Nizza
Tapering. Cosa fare dopo il Tapering? Tratto dal seminario “L’affutage pre-competitif”, PhD. Yann Le Meur, 11 giugno 2017, Nizza

Conclusioni

Un periodo di “scarico” è solo la punta dell’iceberg di un ciclo d’allenamento annuale ma risulta di fondamentale importanza per portare l’atleta o squadra nella condizione migliore dell’anno in occasione del torneo o gara più importante dell’anno. Si è parlato di sport a carattere bioenergetico, quindi in sport che richiedono una grossa componente tecnica ridurre il volume d’allenamento può non essere una strategia vincente dato che si gioca sulla ripetizione di meccanismi di movimenti particolari di grande precisione: ginnastica etc.

 

A cura di Alberto Mazzucchelli

 

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