Staffette 4×100: scelta degli staffettisti

Staffette 4x100. Da Pixabay

L’Atletica Leggera è uno sport che dà moltissima enfasi alle competizioni individuali e ai risultati dei singoli atleti. Nonostante questo, le staffette fanno parte a tutti gli effetti di questo sport.

Le staffette sono tra delle competizioni in pista che riescono a coinvolgere maggiormente sia il pubblico sugli spalti che gli atleti che gareggiano.

Per correre una staffetta è necessaria la cooperazione di 4 atleti che corrono in sequenza la distanza prestabilita in base al tipo di staffetta (4×100 o 4×400). Per questo le staffette sono considerate le uniche e reali competizioni di squadra dell’atletica leggera e possono essere l’occasione per far ottenere ottimi risultati anche agli atleti meno talentuosi.

Le staffette maggiormente conosciute sono la 4 x 100 e la 4×400, ma visto il boom delle competizioni Indoor invernali sta diventando molto conosciuta anche la 4×200 metri. In alcune competizioni si sono viste anche staffette per mezzofondisti come la 4×800 e la 4×1500 metri.

In questo articolo tratteremo le 4×100 metri, staffette nella quale la tecnica di cambio e la scelta tattica della successione degli atleti, possono fare la differenza sul risultato finale.

Staffette 4 x 100 metri

Sono le così dette “staffette di velocità” in quanto risultano le più veloci e difficili tecnicamente. Per avere successo nella 4×100 è necessario possedere grandi doti di velocità e tecnica unite ad un eccellente spirito e lavoro di squadra. Dal punto di vista tecnico e tattico nella staffetta 4×100 creare un quartetto affiatato, veloce ed abile nei cambi può essere impresa non semplice anche gli allenatori più esperti.

A rendere ancora più affascinanti tali competizioni, è la possibilità di vedere, in quartetti molto affiatati e e ben allenati, tempi finali che risultano più veloci della somma totale dei tempi individuali dei singoli atleti che vi hanno partecipato.

Selezione della squadra/ quartetto

Scegliere quali atleti far correre e in quale ordine può essere una delle decisioni più critiche per la buona riuscita delle staffette 4×100 metri. Il successo in queste competizioni, infatti, non dipende soltanto dalla velocità di ogni singolo atleta, ma anche dalle abilità di passare e ricevere in maniera efficace il testimone, di regolare, sotto pressione, la propria velocità in base alla velocità del compagno, nonché dalla distribuzione dello sforzo nella propria frazione.

Altro aspetto importante nella scelta dei “fantastici 4″ da parte dell’allenatore è psicologico- motivazionale. Gli staffettisti non andrebbero scelti unicamente per le loro capacità di sprinter e per la loro abilità tecnica nel cambio del testimone, ma anche per il loro atteggiamento, per lo spirito di squadra e perché si sentono responsabili più della squadra che di loro stessi.

Scelta del primo frazionista

Il primo frazionista nelle staffette 4×100 dovrebbe essere un velocista con buona esperienza che sia capace di un’ottima partenza ed accelerazione dai blocchi, con una buona abilità di correre in curva. Nella fase di cambio è necessario che il primo frazionista sia in grado focalizzare l’attenzione sulla consegna del testimone al compagno, valutandone la velocità e la distanza e “chiamando” il segnale di cambio al momento giusto.

Nella scelta di atleti con una buona capacità di corsa in curva e abili nella partenza, considerate soprattutto gli atleti che allenano e gareggiano nei 100hs e nei 100hs, in quanto solitamente sono dotati di una ritmica di corsa indirizzata verso la frequenza, molto utile per correre una bene in curva. Ovviamente anche gli atleti che gareggiano prevalentemente nei 200 metri sono ottimi candidati come primo frazionista.

Può interessarti anche: Analisi meccanica della corsa in curva

Secondo frazionista

Nelle staffette veloci la seconda frazione viene corsa nel primo rettilineo (parallelo a quello di arrivo), con un breve tragitto finale in curva (a livello del cambio). Questo permette di schierare un atleta dotato di grande velocità ma non necessariamente un buon “curvista” e buon partente. In ogni caso il secondo staffettista deve essere abile sia a ricevere che a consegnare il testimone. La scelta dovrebbe quindi ricadere su un velocista dotato di una buona esperienza nelle staffette, in grado di aggiustare rapidamente eventuali errori nella fase di cambio.

Staffette 4x100 5
Steffette 4×100. Cambio. Da Pixabay

 

Molti coach per questa frazione scelgono il loro miglior velocista, dotato di ottime doti di velocità e di resistenza alla velocità. Non è necessario che sia un eccellente (o il miglior) starter, in quanto la zona di accelerazione gli permette di distribuire meglio l’accelerazione. Possono essere ottimi nella seconda frazione anche gli specialisti dei 400 metri o del salto in lungo.

Da un punto di vista pratico il 2° frazionista potrebbe avere un problema (che non hanno il 3° ed il 4°): se si trova al centro o nelle corsie esterne potrebbe perdere di vista il portatore che si trova dietro agli atleti che aspettano nelle corsie interne. Inoltre il 2° atleta ha meno tempo per “sentire il ritmo” della gara. In questa frazione il nastro adesivo per segnalare il momento nel quale iniziare l’accelerazione dovrebbe essere posto all’interno della corsia.

Terzo frazionista

Il 3° frazionista delle staffette 4×100 dovrebbe essere il più abile e veloce nella corsa in curva, un vero e proprio “curvista” e, come per il secondo frazionista, deve possedere un’ottima abilità sia a ricevere che a consegnare il testimone (e quindi con buona esperienza di staffettista). Meno importante è l’abilità nella partenza e nell’accelerazione. Ottimi candidati sono gli specialisti dei 200 metri, abili nella corsa in curva, ma spesso meno abili nella partenza dai blocchi rispetto agli ostacolisti veloci e ai 100 metristi. In ogni caso per ottimizzare questa frazione è necessario poter schierare un forte velocista, bravo nella corsa in curva, dotato di un’ottima resistenza alla velocità per arrivare veloce all’ultimo cambio.

Il terzo frazionista potrebbe incontrare difficoltà nel primo tratto della corsia: alcuni atleti corrono dall’esterno verso l’interno, ma questo potrebbe essere pericoloso. Il nastro adesivo di rifermento per l’accelerazione va posto nella parte esterna della corsia.

4° ed ultimo frazionista

Spesso, gli allenatori delle staffette sono soliti schierare nell’ultima frazione il loro miglior velocista (vedi Bolt) o il secondo miglior velocista (se il migliore è stato utilizzato nella seconda frazione).

La 4° frazione è, in effetti, molto simile alla 2°, ma richiede lo schieramento di atleti molto competitivi e sicuri di se, capaci di mantenere il vantaggio acquisito dai compagni o di recuperare lo svantaggio dagli avversari. Dal punto di vista delle abilità tecniche specifiche delle staffette questo frazionista deve essere soltanto capace di ricevere bene il testimone, visto che deve correre soltanto in rettilineo non è necessario che sia abile nella corsa in curva. Ciò che è importante è che sia un ottimo velocista ed eccellente agonista.

3° Frazionista. Staffette 4x100. Da Pixabay
4° Frazionista. Staffette 4×100. Da Pixabay

Inoltre l’ultimo frazionista deve essere molto attento e pronto a cogliere il momento esatto della partenza, infatti i portatori potrebbero trovarsi tutti nella stessa linea e la “chiamata” del cambio potrebbe essere confusa.

Frazioni: sono tutte lunghe uguali?

Come descritto in questo articolo  la zona di cambio è lunga 20 metri (10 metri prima e 10 metri dopo il segno delle tangenti B, C, D) e la zona di precambio inizia 10 metri prima della zona di cambio. Il ricevente solitamente parte ad accelerare alla fine della zona di precambio (sempre al suo interno) e il cambio dovrebbe avvenire nella seconda parte della zona di cambio (secondi 10 metri).

Questo rende estremamente variabile la distanza che i vari frazionisti devono percorrere prima di effettuare il passaggio del testimone e questo deve influire anche sulla scelta dei frazionisti.

  • Il primo frazionista (parte dai blocchi) correrà una distanza variabile tra i 100 metri ed i 110 metri;
  • 2° e 3° frazionista iniziano ad accelerare 20 metri prima della tangente e potrebbero arrivare a cambiare molto vicini alla fine della zona di cambio. Questo porta a dover correre tra i 110 ed i 129 metri (solitamente 120 metri circa); 
  • L’ultimo frazionista, che riceve soltanto il testimone e deve tagliare il traguardo inizia ad accelerare al segno dell’inizio del precambio, quindi correrà una distanza di 120 metri. 

Queste variabili vanno tenute presente nella scelta e nella disposizione dei 4 frazionisti, valutando le caratteristiche dei vari atleti.

 

Nel prossimo articolo parleremo di “Staffetta 4×100, un metodo matematico per il cambio”

 

Ti è piaciuto questo articolo? CONDIVIDILO SULLA TUA PAGINA FACEBOOK CLICCANDO SULL’ICONA A SINISTRA!

 

Ti è piaciuto? Condividilo...
39
Ti è piaciuto? Condividilo...
39