Scarpe minimaliste o tradizionali: effetti sul salto verticale e l’atterraggio

scarpe_minimaliste_jump

Altro interessante articolo tradotto dal sito Sciences du sportcon il quale abbiamo già collaborato per altri articoli. La traduzione proposta oggi e realizzata da Alessandra Neboli è di un articolo di Aneliya Manolova (Ing., Ph.D. en Biomécanique et Biomatériaux):

Chaussures minimalistes et traditionnelles : effets sur le saut vertical et l’atterrissage.

Le scarpe minimaliste hanno, da qualche anno, il vento in poppa. Sport come il CrossFit© stanno facendo tornare di moda esercizi diciamo “paleolitici” e movimenti naturali, che da tempo avevamo dimenticato. Da qualche tempo, anche la pratica dell’attività fisica a piedi nudi o con calzature senza ammortizzazione è dunque tornata molto in voga.

In un altro precedente articolo pubblicato da «sciences-du-sport», è stato già spiegato come l’ammortizzazione delle calzature da corsa non sembrerebbe evitare l’aumento di infortuni. Certi ricercatori pensano che esista un collegamento diretto tra l’ammortizzazione della calzatura e la frequenza degli infortuni. Inoltre, in un altro studio, si era già messo in evidenza il fatto che la corsa a piedi nudi o con calzature minimaliste non presentava una forza d’impatto superiore al suolo comparata con una calzatura classica con ammortizzazione, e questo dovuto ad un alterazione della posizione del piede.

Molti studi s’interessano alle calzature minimaliste durante l’azioni quali la marcia o la corsa a piedi, ma pochi studi si sono mai interessati ai benefici delle diverse calzature sulle azioni di natura esplosiva, come per esempio il salto verticale.

Lo studio realizzato

Per approfondire questo punto, dei ricercatori americani hanno studiato differenti salti verticali a seconda che i partecipanti fossero a piedi nudi o portassero delle scarpe tipo “running” (con ammortizzazione) o delle scarpe “minimaliste” (senza ammortizzazione). Lo studio ha testato 20 persone; 10 femmine e 10 maschi. Tutti i partecipanti hanno dovuto realizzare 3 tipi di salti secondo 3 condizioni differenti:

Salti

  • Salto verticale con contro movimento preparatorio (CMJ)
  • Salti multipli verticali per una durata di 60 secondi (Test di Bosco)
  • Caduta da un’altezza di 45cm (Drop Jump)
Test di bosco. Immagine da smartlifting.org
Test di bosco. Immagine da smartlifting.org

 

Condizioni

  • Piedi nudi
  • Con Scarpe tipo “running” (1 et 2)
  • Con scarpe tipo minimaliste (3)

 

scarpe running 1
Figura 1. Calzature sportive tipo “Running” per gli uomini.
scarpe running donna
Figura 2. Calzature sportive “Running” per le donne.
scarpe minimaliste
Figure 3. Calzature sportive tipo “Minimalista” per entrambi i sessi.

 

Il salto verticale, l’altezza del salto, la spinta muscolare prodotta, la velocità raggiunta e la forza sviluppata sono state tutte misurate grazie a una piattaforma di forza. Per quanto riguarda la caduta da un’altezza di 45 cm (drop jump) invece, sono state misurate le forze d’impatto durante l’atterraggio al suolo. Così, i ricercatori hanno potuto comparare i diversi effetti in diverse condizioni sulle prestazioni del salti verticali.

 

Analisi e risultati

Per il  CMJ e il test di Bosco, i principali risultati mostrano che l’altezza del salto (fig.4) e la velocità raggiunta sono superiori negli uomini con le calzature minimaliste o a piede nudo. Mentre per quanto riguarda le donne, non è stata rilevata una vera differenza. In ogni modo, la condizione a « piedi nudi » sia tra donne che tra gli uomini, permette di produrre una spinta significativa superiore a quella che si avrebbe con addosso delle calzature.

Questo studio mostra che in mancanza dell’ammortizzazione, la performance del salto verticale è migliore. In effetti, l’ammortizzazione delle calzature “running” ha come funzione principale, quella di assorbire l’impatto durante l’appoggio del piede al suolo e di disperdere l’energia attraverso i materiali. Applicando la forza sulla suola della calzatura infatti, una parte dell’energia si disperde e la performance del salto si esprime negativamente.

Per quanto riguarda il Drop Jump, i risultati principali dimostrano che sia tra le donne che tra gli uomini, non c’è nessuna differenza significativa in termini di forza d’impatto durante l’atterraggio in tutte e tre le condizioni. Questa si potrebbe spiegare tramite un adattamento della cinematica del sistema locomotorio all’impatto con il suolo. Come nella corsa, anche nel salto il corpo umano fa la scelta di proteggere il suo sistema. Se ci pensiamo un secondo, quando corriamo a piedi nudi istintivamente corriamo sugli avampiedi e non appoggiamo mai il tallone. È possibile che un adattamento simile si effettui durante il Drop Jump a piedi nudi o con le calzature minimaliste. Questo potrebbe essere la conseguenza del fatto che l’atterraggio sull’avampiede realizza una flessione più grande delle articolazioni di caviglia, ginocchio e anca. Però purtroppo, non sono state svolte analisi cinematiche durante lo studio, e per cui possiamo solo ipotizzare questa cosa.

salto verticale
Figura 4. Altezza di un salto verticale in cm

 

 

Applicazione pratica

Questo studio dimostra che l’esecuzione delle esercitazioni e dei test proposti a piedi nudi o indossando delle calzature minimaliste permette di migliorare il risultato nel salto in verticale e che le forze d’impatto al suolo sono minori rispetto all’esecuzione dei movimenti con delle calzature ammortizzate. Per concludere diciamo che si potrebbe pensare a introdurre degli allenamenti con delle calzature minimaliste e che questi potrebbero essere una buona alternativa alla solita routine. (Ricordiamo però che l’allenamento a piedi nudi è a vostro rischio e pericolo).

 

Références

  1. LaPorta JW, Brown LE, Coburn JW, Galpin AJ, Tufano JJ, Cazas VL and Tan JG. Effects of different footwear on vertical jump and landing parameters. J Strength Cond Res doi: 10.1519/JSC.0b013e318280c9ce

 

Il nostro parere

A nostro avviso, al di là delle mode, l’esecuzione di esercitazioni a piedi nudi o con scarpe minimaliste può essere essere una strategia per variare gli stimoli allenanti e lavorare sulla corretta funzionalità dell’articolazione tibiotarsica. È comunque necessario che dalla scarpa protettiva al piede nudo vi sia  un percorso di adattamento.

A nostro patere la miglior protezione è data dalla funzionalità del piede che deve però essere preparata e addestrata.

 

 

Le altre traduzioni di Alessandra:

Le determinanti meccaniche nella prestazione dei 100 metri

Attivazione muscolare. 1/2 Squat Vs. Sled

 

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