Relazione seminario Lombardo con Stefano Serranò

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Domenica 25 ottobre 2015, presso il Palazzo CONI Bergamo e il palazzetto Indoor di Bergamo, si è tenuto il Convegno Tecnico organizzato dalla Fidal Lombardia “Metodologia di allenamento e programmazione dei salti in estensione. Elementi di confronto con il “sistema svedese” che ha visto come relatore il giovane tecnico Stefano Serranò.

Stefano, responsabile del settore salti dell’Aeronautica Militare, collaboratore del Centro d’elite di Castelporziano (collaboratore di Pericoli), collaboratore della Fidal nello Staff di Valutazione (collaboratore di Silvaggi), nell’ultima stagione è stato incaricato dalla Fidal Nazionale di monitorare il lavoro che Andrew Howe ha svolto nel 2015 sotto al guida di coach Yannick Tregaro, famoso tecnico svedese.

L’obiettivo è quello di avere un confronto con il modello metodologico e tecnico di Tregaro. Per far questo, Serranò si è relazionato più volte con il tecnico Svedese riguardo l’approccio metodologico, tecnico, programmatico e psicologico dell’allenamento del saltatore dell’Aeronautica.

Nella parte teorica del convegno Stefano Serranò si è concentrato soprattutto a far conoscere i punti chiave del “sistema svedese”.

 

1) Sistema svedese

  • la Federazione di Atletica svedese è impostata in modo Manageriale, come se fosse un’azienda con una “mission” e una “vision” chiare;
  • Gare organizzate dalla Federazione sia locale che nazionale, con lo scopo di guadagnare. I ricavi ottenuti da queste gare vengono poi investite in servizi, strutture e ricerca (Stefano ha accennato ad una gara di 1/2 maratona a Göteborg grazie alla quale la federazione svedese guadagna circa 3000000 €….)
  • Gli allenatori sono pagati (non dalla federazione ma dalle società private).
  • L’allenatore è al centro del sistema di sviluppo delle prestazioni e per questo va fatto crescere!!! Perché? La teoria che sta intorno a questo è che “gli atleti passano” e ad un certo punto smettono (anche i fenomeni), gli allenatori sono quelli che restano all’interno del sistema e con la loro esperienza possono portare ad una crescita dei risultati;
  • Grand Prix Svedese che prevede 3 meeting internazionali nei quali viene dato grande spazio anche agli atleti nazionali (con la creazione anche di una classifica nazionale), per dare la possibilità agli atleti svedesi emergenti di poter affrontare meeting di alto livello;

 

2) Chi è Yannick Tregaro?

  • Ex atleta svedese di salto in alto;
  • Giovane allenatore svedese di salti, tra i più importanti atleti allenati, Kajsa Bergqvist (2,08 metri nell’alto),  Emma Anna-Maria Green Tregaro (2,01 metri nel salto in alto) con il quale si è sposato e Christian Olsson (2,28 metri nell’alto e 17,83 nel salto triplo).

 

3) Filosofia di allenamento di Tregaro: la gestione dell’atleta di alto livello

Un buon tecnico deve essere interattivo:

  • Far esprimere al meglio ogni atleta secondo le proprie qualità. Insegnare all’atleta come realizzare i propri obiettivi.
  • Non forzare gli atleti a svolgere l’allenamento.
  • Aiutare l’atleta a conoscersi per prendere le scelte migliori.
  • Insegnare all’atleta ad avere obiettivi e non sogni.
  • Creare piani, programmazioni e strategie ma essere in grado di modificarli se questi non funzionano.
  • Essere felici di quel che si sta facendo (sia per il tecnico che per l’atleta)
  • Motivare gli atleti sia in allenamento che fuori (comunicare con l’atleta attraverso sms, telefonate, social)

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4) Filosofia di allenamento di Tregaro: elementi metodologici

  • Sviluppare e gestire sia le qualità positive (i punti di forza) che quelle negative (i punti deboli) dell’atleta, partendo però dai punti di forza.
  • Diventare bravi a fare quello per il quale ci si allena (ad un saltatore in alto serve a poco diventare bravo a correre le campestri)
  • RIPOSO, è la parte più importante dell’allenamento. Molto spesso la differenza la fa quello che si svolge tra un allenamento e l’altro. A questo proposito imparare a dare indicazioni su cosa fare o non fare quando non ci si allena, per favorire il processo di recupero, alternare allenamenti ad alta intensità con allenamenti a bassa intensità, “avere il coraggio” di lasciare a riposo che non è nelle condizioni per allenarsi.
  • Enfatizzare lo sviluppo e il miglioramento delle qualità che si allenano e non del risultato fine a se stesso. Tale risultato deve essere frutto di un miglioramento delle qualità che si è deciso di migliorare.
  • La velocità è una delle qualità più importanti da allenare
  • Focalizzarsi sul gesto tecnico GLOBALE, senza esagerare con le esercitazioni analitiche.

 

5) Organizzazione dell’allenamento

  • il riscaldamento è SEMPRE GUIDATO e all’interno vi sono elementi specifici che preparano all’allenamento che sarà eseguito dopo;
  • il lavoro in palestra è molto semplice e generale e ha valore più preventivo che di innalzamento delle performance;
  • il lavoro di forza vero è eseguito in pedana con esercitazioni pliometriche;
  • la gestione delle intensità degli elementi che costituiscono l’allenamento crescono in maniera inversamente proporzionale con l’avanzare della preparazione:
    1. Lontano dalle gare: lavoro di velocità ad alta intensità e lavoro tecnico a bassa intensità;
    2. Vicino alle gare: lavoro tecnico ad alta intensità e lavoro di velocità a bassa intensità (di recupero).
  • che seguono gli atleti vi sono 3 allenatori, uno che segue il riscaldamento e gli allenamenti di core stability e di mobilità, uno che segue gli atleti in palestra nelle sedute di forza, e Tregaro che organizza gli allenamenti e segue le sessioni tecniche e di velocità.

La tecnica…

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La forza…

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La corsa…

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6) Organizzazione settimanale dell’allenamento

LUN. 

M: Warm up (riscaldamento e attivazione generale);
P: Velocità breve (max 60 metri – vedi foto sopra)

MAR.

M: Core training / mobilità articolare
P: Forza

MER.

RIPOSO!!!

GIO.

M: Salti (tecnica) – Forza (pliometria)
P: massaggi e rigenerazione

VEN.

M: Core training e forza

P: velocità con prove lunghe (max) 200 metri)

SAB.

Salti e pliometria

DOM.

RIPOSO!!!

 

7) Programmazione annuale dell’allenamento

Nella foto sotto vediamo come Tregaro ha programmato i cicli di allenamento (a sinistra per la stagione 2015 e a destra per la stagione 2016)

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8) Obiettivi di formazione

Viene data maggiore importanza al “COME SI FA” rispetto al “quanto si fa” (lavoro qualitativo).

Giusta interpretazione del passo stacco che va svolto in maniera diversa in funzione dell’allenamento del saltatore in lungo o di triplo (che ha dimostrato poi nella parte pratica)

 

Le nostre considerazioni..

Sicuramente interessante il lavoro proposto da Stefano Serranò. Teniamo a precisa però, come ha fatto lo stesso Stefano, che questo è il lavoro fatto con un atleta di alto livello e con capacità dinamiche e di forza già di per se elevate. Si tratta quindi di una programmazione estremamente soggettiva (costruita su Andrew Howe), ma molti punti chiave sono davvero interessanti:

  • la ricerca prima di tutto di un ambiente positivo e professionale che faccia stare bene l’atleta;
  • la modulazione dei lavori di velocità e di tecnica durante la stagione;
  • l’importanza del core training, della mobilità articolare e della stabilità dei vari segmenti corporei dell’atleta;
  • l’allenamento della forza è visto come elemento di sostegno e prevenzione e prevede pochi e semplici esercizi;
  • grande importanza è dato al gesto tecnico globale e minore importanza alle esercitazioni analitiche;
  • di grandissima importanza il RIPOSO e il recupero;
  • importanza a tutte le fasi di allenamento, riscaldamento compreso;
  • importanza anche a quello che si fa “fuori dall’allenamento”, alla gestione del tempo libero;

 

Dopo la parte teorica Stefano ha fatto svolgere, all’interno della pista indoor di Bergamo, delle esercitazioni tecniche agli atleti J/P convocati dal Settore Salti in estensione della Fidal Lombardia. Questo il lavoro proposto (che presenteremo in un prossimo articolo con un video):

  1. Riscaldamento dinamico guidato dall’allenatore (funzionale alla parte centrale dell’allenamento)
  2. Il passo stacco, le sue interpretazioni e le esercitazioni per miglioralo.

 Ovviamente le esercitazioni tecniche non fanno parte del sistema di allenamento svedese, ma sono frutto dell’esperienza e della visione personale di Stefano.

Ringraziamo Stefano per l’ottimo lavoro svolto!!!

 

A cura di Andrea Dell’Angelo

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