Matthew Horsnell’s High Jumpers Training, un contributo tecnico dall’Australia

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Hi Andrea attached is a couple of still shots from our first mini tramp session. Athletes were a bit tentative at first is to be expected. They loved it by the end of the session.
I don’t like conventional boxes and mini tramps for technical work, as they change the dynamics of the foot strike.
I think this idea with the angled mini tramp allows the athlete to attain a very similar foot strike position.
Also the athletes really noticed when they rotated early, which is a bonus. Rotating produced not much power out of the tramp, which is the same as when they jump without any aids.
We did the mini tramp after they had 7 to 10 quality short approach jumps. As I didn’t want to affect what they are working on directly off the track.
Will be interesting how we go over the next 4 weeks.

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Ciao Andrea ti allego un paio di fotogrammi della prima seduta sul nostro mini trampolino (modificato ndr.). Gli atleti, come ci si poteva immaginare, all’inizio erano un poco esitanti. Alla fine della seduta erano entusiasti della nuova esercitazione.
Non mi piacciono le classiche pedane e i trampolini standard per il lavoro tecnico, dal momento che portano a cambiare le dinamiche dello stacco. Io credo che questa idea con il mini trampolino inclinato, permetta agli atleti di ottenere uno stacco molto simile alla situazione di stacco reale.
Gli atleti inoltre hanno percepito quando han ruotato presto, che questo dà un vantaggio. La rotazione non ha prodotto così forza centrifuga che porta fuori dal trampolino (rispetto ad un trampolino senza inclinazione n.d.r.), esattamente come quando si salta senza alcuna facilitazione.
Abbiamo svolto l’esercitazione al mini trampolino dopo aver fatto da 7 a 10 salti tecnici con rincorsa corta, al momento che non volevo interferire con quello su cui stanno lavorando direttamente fuori dalla pista.
Sarà interessante come procederemo nelle prossime 4 settimane.

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Prendiamo spunto da questo contributo di Matthew Horsnell, allenatore australiano che lavora nella splendida città di Sydney, per ribadire la piena disponibilità de ilCoach a condividere con voi tutti le più diverse esperienze di allenamento, che giungano dagli antipodi oppure siano a noi più vicine.

Il coach è un sito fatto da allenatori e per gli allenatori e riteniamo che qualsiasi spunto che ci proponiate meriti di essere preso in considerazione.

Ci piacciono varie cose del messaggio di Matthew Horsnell.

Innanzi tutto la creatività e lo spirito di iniziativa con cui si è creato questo nuovo mezzo di allenamento, che denotano una grande passione, la stessa che accomuna molti di noi.

In secondo luogo il fatto che la necessità di costruirsi il trampolino inclinato, sia nata dall’esigenza di provare a fornire un mezzo utile ai propri atleti, cercando di trovare soluzioni a quegli inconvenienti che in concreto ha riscontrato lavorando utilizzando altri mezzi.

Dalle poche righe di Matthew capiamo che l’introduzione del nuovo mezzo è stato oggetto di osservazione da parte del tecnico che, come ci ha confessato, ha notato che i propri allievi alle prese con il nuovo trampolino, prima di iniziare a “divertirsi” fossero un po’ “tentative”.

Ci è piaciuto anche i fatto che all’osservazione sia seguito il confronto con le sensazione provate dai suoi ragazzi :“Also the athletes really noticed”.

Un altro aspetto significativo e che sottolineiamo, è la preoccupazione di Matthew di inserire il lavoro con il trampolino in un contesto di programmazione più ampia, facendo attenzione che questo lavoro non vada a interferire con il programma generale e rimandando una nuova valutazione in seguito ad un arco di utilizzo di 4 settimane.

A quanto pare Matthew sta cercando di rendere questo mezzo un po’ più specifico, come dimostra ad esempio l’utilizzo della stuoia che permette di indossare le scarpe chiodate.

In Australia l’estate avrà il proprio culmine a fine dicembre e in questo momento la stagione sta entrando nel vivo.

Ricordiamo che Matthew opera in un contesto abbastanza diverso dal nostro e non è raro vedere sulla sua pagina FB i suo atleti che si allenano su piste di atletica con il manto in erba.

È in questo contesto che si devono valutare questi lavori.

Sappiamo bene che ognuno di noi avrà idee differenti su esercitazioni su rialzi, trampolini o pedane inclinate, piatte, vibranti o di qualunque tipo.

Il nostro obiettivo però non è mai quello di proporre uno o l’altro mezzo di esercitazione.

Tanto meno abbiamo la pretesa di valutare un singolo tipo di esercitazione al di fuori del contesto in cui viene proposta.

In questo caso abbiamo apprezzato l’approccio del nostro collega australiano nel tentare di dare una nuova soluzione e un vantaggio ai propri ragazzi.

Siamo convinti infatti che NON esistano esercizi buoni o cattivi. Quello che  piuttosto pensiamo è che, anche se non esistono esercizi capaci di rendere buono un allenatore, ci sono allenatori capaci a rendere buoni  alcuni esercizi.

 

Ringraziandolo ancora e augurando i migliori successi a Matthew e ai suoi allievi, riportiamo a questo link un’intervista di qualche anno fa che ci può dare un’idea del  suo profilo di allenatore:

COACH PROFILE and INTERVIEW: Matt Horsnell

Navigando sui social abbiamo scoperto che Chris Dodd, uno dei migliori atleti scoperti da Matthew, 4° miglior saltatore nel ranking Australiano, un paio di settimane fa ha avuto un grave incidente che, per ora, ha compromesso il sogno di partecipare alle prossime Olimpiadi di Rio.

In questa sfortunata occasione Chris ha dimostrato di avere, oltre al talento sportivo, grande generosità e coraggio, che ha saputo dimostrare mettendo a rischio la propria incolumità e la propria vita per salvare quella della figlia di 4 anni.

Al link la notizia ed una raccolta di fondi a suo favore:

Chris a true hero to his daughter

Anche noi de ilcoach gli facciamo un grande in bocca al lupo, augurandogli di tornare presto a saltare.

Chris Dodd durante un salto:

 

A cura di Andrea Uberti

 

 

 

 

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