L’organizzazione del tecnico di atletica – La scuola USA

Organizzazione del tecnico di atletica

Quando si parla di preparazione e capacità dei tecnici di atletica leggera, in Italia molto spesso è più facile pensare al singolare, riferendosi ad individualità che lavorano in solitudine piuttosto che a gruppi tecnici di lavoro che programmano e sviluppano un lavoro di equipe.

La scarsa organizzazione delle nostre società e la pressoché totale assenza di istituzioni scolastiche che operano in maniera professionale nel nostro settore, lasciano spesso alla buona volontà, alla iniziativa e all’autodisciplina di “uomini soli”,la gestione e l’organizzazione del lavoro del tecnico di atletica leggera.

In questo senso si potrebbe imparare qualcosa dalle associazioni sportive dilettantistiche degli sport di squadra, riconoscendo che calcio, pallavolo e pallacanestro anche in categorie molto basse sono meglio organizzati di noi, senza necessariamente disporre di mezzi economici inimmaginabili.

Per molti versi il nostro è un problema “culturale” che porta al proliferare di tuttologi che talvolta si devono occupare, oltre che di allenamento, di fisioterapia e riabilitazione, dal momento che spesso anche queste figure non fanno parte dell’organigramma delle nostre società.

Se poi guardiamo nel concreto nel panorama delle numerosissime società di atletica, ben poche si occupano di tutte le specialità o, perlomeno, si propongono di allenare tutti e i gruppi di specialità in maniera soddisfacente.

Il manuale dell’allenatore  della federazione di atletica americano, a differenza dell’omologo italiano, si occupa invece anche di problemi organizzativi.

Ad esempio ci sono delle indicazioni su come dovrebbe essere organizzata una manifestazione e su come si debbano comunicare e promuovere gli eventi del club e delle manifestazioni a cui si partecipa o di cui ci si fa promotori.

Per quanto riguarda propriamente lo staff tecnico l “USA Track & Field Coaching Manual” dà delle indicazioni precise suggerendo possibili combinazioni in cui dividere le responsabilità e le mansioni dei tecnici all’interno di una squadra.

USA Track & Field Coaching Manual Organizzazione del tecnico di atletica
USA Track & Field Coaching Manual – Organizzazione del tecnico di atletica

Ovviamente le situazioni relative ad un college o ad una high school americana non sono direttamente sovrapponibili a quella che può essere l’esperienza di una associazione dilettantistica italiana.

Allo stesso modo alcune combinazioni ci paiono abbastanza singolari essendo legate a dinamiche e a logiche particolari e probabilmente non applicabili tout court alla realtà italiana.

Tuttavia riteniamo che riproporre i suggerimenti sul modo organizzare il lavoro di uno staff tecnico possa essere anche uno spunto di riflessione da introdurre nei nostri club che spesso, se non disorganizzati, sono semplicemente privi di organizzazione alcuna. Per questo motivo di seguito proponiamo la traduzione del capitolo del “USA Track & Field Coaching Manual” relativo a tale tematica.

 

L’organizzazione del tecnico di atletica.

L’organizzazione del proprio staff

Sia che voi siate l’unico coach per i vostri atleti piuttosto che siate a capo di uno staff di allenatori, quelle che di seguito esponiamo sono strategie valide per organizzare la preparazione di tutte le specialità.
Uno staff di sei allenatori competenti sarebbe magnifico, ma spesso economicamente irrealizzabile.

Dove c’è la volontà, una strada la si trova. (come ben sanno molti tecnici italiani! Ndr)

 

Staff di una sola persona

In alcune scuole, la mancanza di fondi potrebbe costringervi a lavorare completamente soli senza alcun aiuto. Questo non accade più con la frequenza di un tempo, ma può ancora essere possibile. Se vi trovate in questa situazione provate a reperire aiuto da volontari, collaboratori (della scuola ndr; della società nel nostro caso ndr) e dai genitori di qualcuno dei ragazzi. Se vi manca l’aiuto dei volontari, potreste ingaggiare qualcuno fra i responsabili del corpo studenti.

Provare ad allenare 15 o 16 differenti specialità da soli sarà davvero una sfida alle vostre capacità ( e in che percentuale sono infatti in Italia le società di atletica che riescono ad allenare decentemente almeno una specialità di corsa, una di salto e un lancio? Ndr), ma potrete comunque costruire una programma che produca atleti che imparano, si divertono e che sperimentano l’emozione della competizione.

Per far ciò avrete bisogno di stabilire come dividere il tempo a vostra disposizione fra tutte le specialità in modo di affrontarne ognuna almeno un paio di volte alla settimana.

La tabella seguente mostra un esempio di come potrebbe essere organizzato il lavoro in una settimana di 5 giorni.

Organizzazione del lavoro settimanale con un solo tecnico

  Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì
Prima ora Mezzofondo Velocità Ostacoli Mezzofondo Velocità e Ostacoli
Seconda ora Salti in elevazione Lanci Salti in estensione Lanci Tutti i salti
Terza ora Pesistitica e preparazione generale di ogni specialità
Mezzofondo e Lanci Velocità e salti Mezzofondo e Lanci Velocità e salti Lanci

Un’organizzazione di questo tipo richiede che gli atleti che non sono allenati un determinato giorno svolgano il proprio allenamento in autonomia. Questo richiede che siano loro assegnati dei compiti che possono affrontare da soli in sicurezza.  Tenete questi atleti occupati con attività che non richiedano grandi difficoltà o il massimo sforzo, evitando attività pericolose.

Gli atleti più esperti e più grandi possono essere di aiuto motivando i compagni e dirigendo l’allenamento durante sedute. Uno buon team manager può inoltre dare un’occhiata ai ragazzi impegnati in queste attività mentre, nel frattempo, voi siete impegnati con altre specialità.

La cosa più importante in questa situazione è l’organizzazione.

Occorre predisporre una tabella di allenamento per mantenere sempre attivi  tutti gli atleti.

I momenti di attività senza supervisione del coach spesso rischiano, dando libertà agli atleti di trasformarsi in attività scatenate e senza controllo e ad ogni modo improduttive.

 

Staff di 2 persone 

Con uno staff di due persone è teoricamente possibile raddoppiare il tempo dedicato allo sviluppo di ciascuna specialità.

Il modo di dividersi i compiti dovrebbe dipendere dalle differenti competenze e dai differenti interessi di ciascun allenatore.

Esempio:

  • Allenatore A: Tutte le specialità di corsa
  • Allenatore B: Tutti i concorsi

Dal momento che questa suddivisione necessita di affrontare una specialità diversa ogni giorno, funziona molto bene con le specialità di corsa. Tuttavia, in ragione della complessità tecnica dei concorsi, l’allenatore che si occupa di questi ultimi dovrà restare sul campo per più ore rispetto al collega che si occupa di corse. Per questo motivo l’allenatore delle corse potrebbe occuparsi di un concorso. Dal momento che ostacolisti e velocisti spesso sono anche buoni saltatori, l’allenatore di questi atleti potrebbe anche occuparsi di una specialità di salto.

 

Staff composto da tre tecnici

Con uno staff di tre allenatori  le opportunità di dividersi i compiti si ampliano verso impostazioni più efficaci:

Esempio 1

Allenatore A: Mezzofondo e salti (American oddity!! ndr)

Allenatore B: Velocità, ostacoli e due specialità di salto

Allenatore C: Lanci, pesistica per tutte le specialità

 

Esempio 2

Allenatore A: Mezzofondo e ostacoli

Allenatore B: Velocità, staffette e salti

Allenatore C: Lanci, salto con l’asta ( vedi sopra…ndr)

 

Esempio 3

Allenatore A: Mezzofondo e salto con l’asta

Allenatore B: Velocità , ostacoli e salto in lungo

Allenatore C: Lanci, salto in alto

Ci sono molte altre combinazioni (Per fortuna!ndr). Il numero di specialità di salto o di lancio varia da stato a stato (si riferisce al programma di gare dei giochi studenteschi ndr). In alcuni stati sono previsti il giavellotto o il martello, mentre altri possono includere peso o disco. In altri stati i tradizionali salto in lungo, in alto e con l’asta sono affiancati dal triplo.

Il salto con l’asta è una disciplina molto complessa e difficile da padroneggiare che richiede una speciale attenzione dell’allenatore perché siano assicurate indicazioni puntuali e la sicurezza degli atleti.

Stesso discorso si può fare per il giavellotto, il disco e il martello. Il peso invece, pur richiedendo le stesse attenzioni per garantire la sicurezza, è meno complesso rispetto agli altri lanci e il tempo di apprendimento può essere minore (che ne pensano i tecnici dei lanci? Ndr).

Tutti questi fattori devono essere tenuti in considerazione quando si dividono i diversi compiti fra gli allenatori.

 

 

Staff composto da quattro tecnici

Con uno staff di quattro allenatori  le opportunità di dividersi i compiti crescono ulteriormente:

Esempio 1

Allenatore A: Fondo e mezzofondo

Allenatore B: Salti

Allenatore C: Lanci

Allenatore D: Velocità, ostacoli e staffette

Questa è diventata una delle impostazioni più comuni, che da allo staff degli allenatori il tempo di lavorare con gli atleti di ogni gruppo su base giornaliera. Ma sono possibili altre varianti come le seguenti:

 

Esempio 2

Allenatore A: Fondo e mezzofondo

Allenatore B: Ostacoli e salto con l’asta

Allenatore C: Velocità e staffette

Allenatore D: Lanci e pesistica per ogni specialità.

 

Esempio 3

Allenatore A: Fondo e mezzofondo

Allenatore B: Ostacoli e salto con l’asta

Allenatore C: Velocità e staffette

Allenatore D: Lanci e pesistica per ogni specialità.

 

Esempio 4

Allenatore A: Fondo e mezzofondo e salto in alto (…!!ndr)

Allenatore B: Velocità, staffette e salto in alto

Allenatore C: Ostacoli, salto con l’asta

Allenatore D: Lanci

 

 

Staff composto da cinque tecnici

Con 5 persone, potreste usare una delle seguenti combinazioni:

Esempio 1

Allenatore A: Fondo e mezzofondo

Allenatore B: Velocità, staffette

Allenatore C: Ostacoli

Allenatore D: Lanci

Allenatore E: Salti

 

Esempio 2

Allenatore A: Fondo e mezzofondo

Allenatore B: 400, staffetta 4×400  e ostacoli bassi

Allenatore C: Velocità, staffetta 4×100 ed ostacoli alti

Allenatore D: Lanci

Allenatore E: Salti

 

Staff composto da sei tecnici

Con 6 persone, potreste usare una delle seguenti combinazioni:

Esempio 1

Allenatore A: Fondo e mezzofondo

Allenatore B: Velocità, lungo e triplo

Allenatore C: Ostacoli e staffette

Allenatore D: Lanci

Allenatore E: Salto in alto

Allenatore F: Salto con l’asta

 

Esempio 2

Allenatore A: Fondo e mezzofondo

Allenatore B: Velocità e staffette

Allenatore C: Ostacoli, lungo e triplo

Allenatore D: Salto con l’asta

Allenatore E: Lanci

Allenatore F: Mezzofondo e ostacoli bassi

 

Conclusioni 

Come visto, la suddivisione dei compiti proposta dal manuale dell’allenatore USA, talvolta segue logiche che sfuggono alla comprensione di un allenatore italiano.

Probabilmente tali scelte vanno ricondotte alle tradizioni o all’organizzazione interna delle scuole e delle competizioni scolastiche statunitensi.

Tuttavia non possiamo non notare alcuni pregi nell’affrontare una problematica che negli omologhi manuali italiani semplicemente non viene considerata.

Innanzi tutto sarebbe auspicabile stabilire sempre in anticipo quali siano le responsabilità, i compiti e gli obbiettivi di ogni tecnico all’interno dell’associazione in cui lavora.

In secondo luogo l’obbiettivo di ogni associazione dovrebbe essere quella di sviluppare degli staff di lavoro i più ampi e coordinati possibili, al fine di offrire ai nostri atleti  l’opportunità di confrontarsi con tutte le specialità dell’atletica leggera.

 

Realizzazione pratica e reale di quanto scritto

Di seguito mostriamo un esempio reale di organizzazione, utilizzato con buoni riscontri dagli atleti dell’ Audaces Nave nella stagione passata.

L'organizzazione del tecnico di atletica - Audaces Nave
L’organizzazione del tecnico di atletica – Audaces Nave

L ‘impostazione, con qualche elasticità, è stata replicata anche nel periodo primaverile, quando si è abbandonata l’ attività del lunedì in palestra a favore del campo di atletica. Il gruppetto che mi è stato affidato è stato quello dei cadetti e delle cadette, a cui è stata richiesta la frequenza ad almeno tre sedute di allenamento settimanali, a fronte di un’offerta articolata su cinque giorni. In ogni caso, a prescindere dai giorni di allenamento prescelti, ci si è assicurati che agli atleti di questa categoria fosse data la possibilità di acquisire la padronanza della tecnica di base della corsa, di almeno un lancio e di un salto. I cadetti  inoltre condividevano parte dell’attività  con atleti di categorie superiori, in fase di specializzazione, impegnati in tutte e cinque le sedute e, dalla categoria promesse in poi, anche il sabato.

Gli atleti piú evoluti han frequentato inoltre una sala di muscolazione un paio di volte alla settimana. La compresenza di atleti giovani con atleti più evoluti(una dozzina  in un range dai 15 ai 24 anni), è stata resa possibile anche dall’attivitá del gruppo ragazzi/e, che in realtà ha funzionato anche da “incubatrice” per i 14/15 enni alle prime esperienze atletiche. La categoria cadetti e cadette a mio parere risulta essere  particolare, presentando al suo interno ragazzi con esigenze psicologiche e tecniche molto diverse. Anche per questo motivo il passaggio dal gruppo ragazzi a quello cadetti non è stato organizzato in maniera rigida ed obbligatoria. Grazie a questa impostazione sia gli atleti che hanno optato per un approccio più ludico ed educativo, che quelli più orientati verso un discorso di costruzione delle basi della performance, hanno avuto ottimi riscontri sia dal punto di vista tecnico che formativo. Con riferimento al mio gruppo, il problema principale è stato quello di far convivere atleti in fase di costruzione con atleti alla ricerca della prestazione.

La soluzione è stata quella di organizzare i pomeriggi al campo secondo un criterio simile a quello utilizzato per regolare gli orari settimanali delle materie scolastiche. In pratica, a seconda del giorno e dell’ora, gli atleti trovavano, oltre a me, la specialità che dovevano prepare. Questo è stato possibile grazie ad una buona disponibilità di tempo, che mi ha permesso di essere al campo spesso per 4 o più ore consecutive. L’attività dei cadetti/e  ovviamente differiva da quella dei più grandi (oltre che per obiettivi), per quantità, qualità e durata delle sessioni, anche se veniva svolta in contemporanea e condividendo gli stessi ” temi”  principali in ogni seduta. Per alcune specialità quali asta, giavellotto e disco mi sono avvalso della collaborazione di tecnici specialisti. La necessità di ricorrere ad altri tecnici per colmare le mie lacune in queste specialità, è stata peró da attribuire ad esigenze  e limiti di carattere meramente tecnico e non logistico. Sfruttando i comuni denominatori delle specialità dell’atletica e regolando tempi e modalità di accesso al campo di atleti di diversa esperienza e capacità , questa organizzazione infatti permette ad un solo tecnico, fino ad un livello di discreta qualificazione,  di gestire grandi e piccoli, specialisti e multiplisti in tutto lo spettro delle gare comprese in un eptathlon e in un decathlon. Nella stagione appena trascorsa, considerato anche l ‘ulteriore requisito di avere ragazzi motivati e responsabili, è stato possibile  preparare per i campionati italiani ottenendo  risultati che ritengo soddisfacenti, atleti negli: 80 hs, nell’esathlon, nel salto in alto cadetti, nel salto con l’asta Juniores femminile, nell’ eptathlon promesse femminile, nell’epthatlon e decathlon assoluti,  nei 100 hs assolute e promesse.

 

A cura di Andrea Uberti

Coach di 4° Livello IAAF in Sprint, Relays & Hurdles

Tecnico 3° Livello Fidal (Prove Multiple)

 

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