Lo sviluppo e l’incremento della resistenza muscolare;

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La pianificazione di un programma di allenamento finalizzato al miglioramento delle qualità psicofisiche di un atleta, necessita di una specifica programmazione, attraverso tipologie e mezzi di allenamento che enfatizzino l’ aspetto condizionale e funzionale che la disciplina richiede.

Facendo seguito al precedente articolo “ Concetto di resistenza “ parlerò della specialità dell’ ultramaratona, ed in particolare di un mezzo di lavoro importante e determinante ai fini prestativi:

Lo sviluppo e l’ incremento della resistenza muscolare;

Premesso che, l’ attività sportiva in generale nonché quella agonistica sottopone l’organismo dell’atleta a sforzi importanti,  per intensità e/o per durata, ma anche per il fatto che si ripetono con frequenza, come sicuramente accade nella specialità dell’ultramaratona dove il grande volume di lavoro espresso in km sia in fase di preparazione sia in competizione, risulta uno degli aspetti principali ai fini della performance.

Ne consegue che, lo sviluppo e l’ incremento della resistenza muscolare nella specialità dell’ ultramaratona (e nelle altre gara di endurance) riveste un ruolo determinante quanto l’ allenamento aerobico metabolico, anzi a mio parere è uno degli sviluppi metodologici che merita una più accurata attenzione.

Possiamo affermare con certezza  che per la nostra disciplina il muscolo deve esprimere forza di tipo resistente, sollecitato e condizionato  attraverso carichi di lavoro tendenti ad enfatizzare il principio della resistenza muscolare.

Pertanto anche qui vige il concetto della resistenza, intesa come espressione muscolare, cioè la capacità del muscolo di resistere a lungo a tutte quelle contrazioni e sollecitazioni ripetute per molti km.

ALLENARE  “LA RESISTENZA ALLA FORZA”, PERCHE’ ?

La resistenza alla forza rappresenta la capacità dell’organismo di opporsi e contrastare l’affaticamento in prestazioni di forza di lunga durata, oltre ad economizzare il gesto atletico nella corsa per un minor dispendio energetico.

  • I fattori della fatica negli sforzi prolungati sono di origine sia neuro-muscolare che energetica.
  • La fatica ha come conseguenza la riduzione della tensione muscolare e della capacità di esprimere forza
  • I danni provocati dall’azione muscolare sono in parte responsabili del calo di performance in quanto alterano le caratteristiche del muscolo.
  • Lo stress eccessivo dovuto al ripetersi degli allenamenti, può essere considerato il fattore primario degli infortuni sportivi
  • I muscoli affaticati tendono a rimanere in uno stato di contrazione e ciò aumenta la loro vulnerabilità alle lesioni.

OBIETTIVI DELL’ ALLENAMENTO  SPECIFICO DI “RESISTENZA ALLA FORZA”

  • Modifica del profilo delle fibre muscolari
  • Miglioramento dell’attività degli enzimi aerobici e anaerobici
  • Incremento della produzione di forza
  • Aumento del glicogeno intra-cellulare
  • Migliorare la fase di traslazione e spinta per un gesto di corsa più economico

MEZZI DI ALLENAMENTO “SPECIFICO”

  • Corsa prolungata in salita a velocità media con pendenze varie – distanze 15/30 km
  • Corsa continua in salita veloce – distanze 8/10/12 km
  • Ripetute in salita su distanze medie – (400-500-600-1000 m)
  • Sprint in salita su distanze brevi – (100-200 m )

MEZZI DI ALLENAMENTO “ ASPECIFICO “

  • Palestra: ( Circuit – Training )
  • Campo: Circuit – Training  Modificati

 

REGOLA N 1: ABITUARE L’ATLETA AL LAVORO COSTANTE  SULLA FORZA, IN TUTTE LE FASI DELLA PROGRAMMAZIONE.  

REGOLA N 2:

L’ allenamento della forza nelle discipline di endurance = MIGLIORAMENTO DELLA PERFORMANCE.

 

Articolo a cura di Maurizio Riccitelli

 

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