La resistenza aerobica specifica nelle gare di endurance (ultrarace)

Resitenza aerobica specifica 1

Definizione di resistenza aerobica specifica

È lo stimolo più specifico, è la sintesi dei vari adattamenti.

 

L’ atleta, in questa fase della preparazione deve essere allenato a riconoscere quelle che sono le sue andature di massima velocità che dovrà sostenere in gara, per il tempo totale di percorrenza, in relazione al suo indice di consumo e alla sua disponibilità energetica.

La relativa crescita condizionale deve essere sviluppata in maniera graduale attraverso proposte di allenamento che mirano ad elevare sia il numero dei km percorsi, che la loro giusta intensità. Sono questi i mezzi di allenamento da proporre  all’atleta nel periodo specifico della preparazione, gli ultimi 90 giorni, dapprima in doppia seduta nell’arco di due giorni ravvicinati, poi una volta superata la fase di adattamento psicofisica, vengono eseguiti in lavoro di sintesi, questi a sua volta molto più condizionanti ai fini dell’allenamento.

Nel riferirci alle cifre, posso dire che nel caso del doppio allenamento si può arrivare a correre anche 80/90 km in due giorni, con intensità che vanno dal 90 a 120% del ritmo gara, nelle modalità esecutive in genere utilizzo per la prima proposta di allenamento un ritmo di qualità, in forma media, progressiva o variata, nella seconda seduta invece ci attestiamo sull’ ipotetico ritmo gara.

Nel caso dell’ allenamento “di sintesi”, ripeto più funzionale e produttivo ai fini del condizionamento specifico, possiamo iniziare da un primo test condizionale sui 60 km per arrivare a correre 80 km alla fine della programmazione, adesso il ritmo di corsa deve essere quello presunto della gara.

Quale è lo scopo di questi allenamenti?

In parte l’ho espresso sopra, come già detto in precedenza, sappiamo che l’atleta dispone di una scorta energetica di grassi quasi illimitata, al contrario invece non è cosi per gli zuccheri/glucosio, ma sappiamo anche, che per un processo biochimico i grassi non possono essere utilizzati da soli, se non in presenza degli zuccheri/glicogeno, si è constatato quindi che a seconda del rapporto tra frequenza cardiaca e intensità di corsa, c’è un diverso consumo a riguardo i substrati energetici degli acidi grassi, è chiaro allora che a livello metabolico diventano molto significativi questi tipi di stimoli allenanti, che consentono all’organismo di metabolizzare sempre più il processo lipidico, e all’atleta di riconoscere quelle che sono le giuste intensità di corsa per un corretto dispendio energetico.

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Pertanto, queste prove hanno anche e soprattutto lo scopo di addestrare l’ atleta a quelle sensibilità necessarie per gestire ed ascoltare le sensazioni che lo stimolo allenante produce in quel momento, nonché enfatizzare un assetto di corsa economico ed efficace ai fini di un corretto e minor dispendio energetico.

Infine mi piace evidenziare che queste tipologie di allenamento hanno per la loro specificità la prerogativa principale di preparare l’ atleta sotto l’ aspetto psicologico, mentale, componente quest’ ultima di primaria importanza.

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Ripeto quanto detto nei precedenti articoli: in questa disciplina la capacità di sopportazione dello sforzo è per l’atleta la caratteristica più difficile da allenare, qualità come resistenza alla fatica sia fisica che mentale si raggiungono attraverso anni di esperienza, con grande spirito di sacrificio e forti spinte motivazionali. Sono questi gli ingredienti giusti da perseguire che fanno di un uomo un atleta vincente.

Nell’immagine sopra (quella che presenta l’articolo, viene riportato l’esempio di Paolo Bravi, uno degli atleti della nazionale di 100 km sotto la mia conduzione tecnica, dalla quale si evince quella che è una corretta evoluzione in ambito aerobico lipidico in riferimento allo sviluppo della resistenza specifica, con conseguente crescita prestativa.

 

A cura di Maurizio Riccitelli

 

 

Gli altri articoli di Maurizio:

La resistenza aerobica intensiva e specifica

Lo sviluppo e l’incremento della resistenza muscolare

Gare di fondo: il concetto di resistenza

 

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