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Intervista a Giovanni Galbieri e Alessandro Nocera

Nocera Galbieri
Lunga ed interessante intervista a Giovanni Galbieri, che a Tallin ha fatto gioire l’atletica italiana vincendo il titolo di Campione Europeo Under 23 nei 100 metri, e al suo coach Alessandro Nocera, tecnico torinese che ha iniziato il proprio percorso da allenatore con Daniela Graglia e che fino allo scorso anno ha seguito Fabio Cerutti, attualmente oltre a Giovanni segue Giacomo Tortu e Davide Manenti. 
(la parte relativa ad Alessandro nella seconda pagina dell’articolo)
Ciao Giovanni, appena terminati i Campionati Europei di Tallinn, dai quali torni con una medaglia d’oro e due personali, 10″20 ventoso in semifinale e 10″33 regolarissimo in finale. Eri consapevole di essere così in forma quando sei partito? Ti saresti aspettato un risultato del genere?
Ciao a tutti. Devo dire che a livello cronometrico ero consapevole di poter valere intorno ai 10″30 chiaramente centesimo più centesimo meno. È stata una sorpresa il 10″20 ma per le sensazioni avute nel riscaldamento devo dire che ambivo ad un under30″, peccato per il vento irregolare ma guardando avanti va bene così, perché lascio un margine colmabile a breve (si spera). 10″33 è un tempo di tutto rispetto considerato che: la pista era “normale”, c’erano 13 gradi, il vento era nullo e avevo un paio di turni sulle gambe. Infine la finale è sempre una gara a se e chiaramente sono contento di aver fatto il personale li, nel posto giusto e al momento giusto.
Campionati Europei under 23
Parlaci un po’ di te (come e perché hai iniziato a fare atletica, cosa fai nella vita oltre all’atletica, quali sono i tuoi hobby e le tue passioni).
Ho cominciato a fare atletica nel 2003 in quarta elementare, come la si può fare in quel periodo ma ho sempre prediletto la corsa in qualsiasi forma (ho fatto anche le campestri). La mia seconda grande passione è la musica, scrivo canzoni da un po di anni. Attualmente suono e canto in un gruppo. Ascolto molta musica italiana e il mio artista preferito è Danilo Sacco (ex cantante dei nomadi)
Oltre al Titolo Europeo Under 23 nei 100 metri, una stagione in costante crescita, con la vittoria del Titolo Italiano Promesse, sempre nei 100 metri. Cosa pensi sia cambiato rispetto agli scorsi anni, dove sembravi essere in una situazione di “stallo”, dal punto di vista tecnico e dal punto di vista della preparazione atletica?
Mah io penso che la situazione di stallo lo sia stata in modo relativo, poiché, salvo infortuni, sono sempre riuscito a migliorarmi anno dopo anno, magari non come ci si aspettava, ma voi sapete meglio di me quanto sia dura confermarsi su certi livelli soprattutto tecnicamente.
Dopo gli Europei Juniores 2012 dove sei arrivato 5° in semifinale, hai passato un paio di stagioni difficili a causa di un brutto infortunio. È stata dura gestire quel periodo? Cosa ti ha fatto andare avanti a credere in te stesso e a continuare ad allenarti invece di smettere?
Il periodo è stato di transizione. Ho cambiato prima società, passando alla Riccardi Milano ( che non smetterò mai di ringraziare) e poi allenatore, Alessandro. Devo dire che oltre al costante aiuto della mia famiglia, Alessandro è stato determinante: non ha smesso un secondo di credere in me, ha avuto moltissima pazienza (e tutt’ora ne ha..), perseveranza e precisione, un mix vincente che ha fatto salire giorno dopo giorno in maniera esponenziale la mia autostima e la mia voglia di tornare in pista protagonista.
Galbieri
Galbieri durante il riscaldamento
Quali sono gli obiettivi per il futuro?
Ora puntiamo a fare bene gli assoluti, a mantenere una media costante attorno a certi tempi, prevenendo il più possibile infortuni, per quanto possibile, nella speranza di avere continuità negli allenamenti e nelle stagioni a venire.
Hai in mente di correre qualche 200 in questa stagione?
In allenamento qualche 200 è stato fatto, ma per adesso non è una mia priorità. Devo farlo più mio, familiarizzare con la curva e con la botta di acido che arriva puntualmente dopo il 150 (se non prima). Ma è nei nostri programmi fare un 200, anche in previsione di una miglior scioltezza nel 100 metri
Quale è il tuo allenamento preferito?
L’allenamento che preferisco sono le sedute di accelerazioni sui 20/30 metri. Quelle non massimali ma molto tecniche. È li che sviluppo maggior sensibilità che mi ritorna tutta nella gara,sviluppando, per quanto possibile, alcuni automatismi.
Quale quello che ti piace meno?
Senza ombra di dubbio le prove che superano i 200 metri. Odiose
Hai qualche oggetto, rituale scaramantico prima/durante le gare?
Diciamo che prima delle gare tendo a diventare un po paranoico e voglio che tutto sia al proprio posto. Lucido le scarpe, compagne d avventura…
Com’è il rapporto con il tuo allenatore?
Oltre a quello già detto nella domanda 4), aggiungo che è una guida tecnica estremamente precisa. Ha un occhio che nessun altro ha, tratta diversamente ogni suo atleta distinguendone pregi e difetti attuando un programma diverso e personalizzato per ognuno di essi. Ha portato 3 atleti alle olimpiadi, mi fido ciecamente dei suoi programmi, questo penso sia fondamentale per l’atleta e per la sua serenità.
A tuo avviso, quali sono le difficoltà principali che un atleta (non militare) deve affrontare nel nostro paese?
Beh appunto la mancanza di un supporto economico costante preclude un’ attività di livello top. Penso che sarebbe utile nell’atletica un intervento privato a colmare lacune finanziarie che ci sono all’interno del nostro sport. Ma io stesso tentennerei all’idea di investire sull’atletica che, per quanto sia lo sport più bello del mondo, non è televisivo.
Tortu Galbieri (2)
In Italia si parla molto del modo di allenare all’estero, molti atleti si sono trasferiti fuori dall’Italia per provare nuovi metodi di allenamento, cosa ne pensi? Hai mai pensato di farlo anche tu?
Penso che andare all’estero per fare un esperienza sia del tutto legittimo purché sia una scelta fatta con criterio. Andare all’estero per vantarsi di avere 20 bilancieri quando ne usi solo uno mi sembra un po limitato. Se si sfrutta tale occasione per migliorare, allenarsi con gente più forte di te e provare metodi di allenamento alternativi allora si, sono d’accordo. Personalmente per ora no, l’idea non mi sfiora, sto bene dove sono e ho tutto quello che mi serve.
Chi è, o è stato, il tuo “esempio”/idolo/mito nell’atletica?
Il mio esempio italiano è sempre stato Ciccio Scuderi, lo conosco personalmente lo stimo come atleta ma soprattutto come persona. Come atleta preferito ho sempre avuto Liu Xjang: è sempre stato una spanna sopra a tutti, quando lo vedevo correre mi dava l idea di disciplina, purezza e determinazione tutto in una sola persona. La sua tecnica era perfetta. A Pechino quando non ha corso, mi è dispiaciuto molto.
Cosa ti piace dell’atletica leggera, rispetto ad altri sport?
Mi piace perché ti forgia il carattere. È uno sport individuale la squadra non esiste nemmeno nella staffetta (bada bene, ho detto squadra non gruppo). Se perdi la colpa è tua e impari a prenderti le tue responsabilità senza dare la colpa a nessuno. Se vinci pero la soddisfazione è doppia se non tripla.
Quale consiglio daresti ai giovani atleti (non che tu sia vecchio), meno esperti di te?
Ai giovani consiglio di non avere fretta, di non specializzarsi subito di rimanere fino a quando possono poliedrici. Ma soprattutto consiglio di prendere come modelli ed esempi atleti che sono partiti dal basso e sono arrivati a fare grandi cose. Il talento purtroppo non è per tutti e non lo si può allenare, la differenza in molti casi la fa la perseveranza, la precisione e la voglia di arrivare un alto.
Per te oro Europeo nei 100 metri Promesse, ma dietro di te sembra vedersi un movimento di giovani atleti che, guardando le prestazioni, fanno ben sperare la velocità Azzura. Pensi che il settore velocità italiano possa tornare a vincere una competizione internazionale anche nella categoria assoluta?
Io penso di si. L’italiano ha la capacita di rialzarsi nei momenti difficili ed è storicamente dimostrato che è un fattore di indole. Credo nel movimento atletica, ne abbiamo bisogno!!!

 

Nella seconda pagina dell’articolo l’intervista ad Alessandro Nocera, coach di Giovanni, che ci racconta un po la sua filosofia di allenamento e cosa c’è dietro gli ottimi risultati con gli atleti che allena.
Gruppo Nocera

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