Intervista a Frank Dick

Frank Dick Ifac

Frank Dick è un allenatore di livello internazionale, è stato il coach alla base dei successi della leggenda del decathlon Daley Thompson; è stato anche il direttore tecnico della nazionale britannica ed attualmente è il presidente dell’EACA (European Athletic Coaches Association).

L’EACA ed IlCoach.net hanno avviato una collaborazione che ci inorgoglisce e così siamo molto felici di poter fare a Frank alcune domande:

Intervista a Frank Dick

1. “Collegare gli allenatori alle conoscenze” è il motto dell’EACA. Su questo siamo perfettamente d’accordo ed a tal proprosito IlCoach è pronto a dare il proprio contributo in questa direzione. Tuttavia noi crediamo che anche la qualità della conoscenza e l’affidabilità delle informazioni siano i fattori chiave che permettono di far crescere le competenze degli allenatori nell’era del Web. Come credi sia possibile distinguere tra “buona” e “cattiva” informazione sul web e, secondo te, come dovrebbe essere strutturato un canale si conoscenza per allenatori?

Per molti allenatori sarà molto difficile distinguere tra un’informazione buona ed una cattiva. Il migliore consiglio che io posso darvi è di essere molto selettivi su chi vi sta dando l’informazione.

E’ utile avere chi vi consiglia o un mentore che vi guidi in questo processo. Qualcuno che ha l ‘esperienza e la competenza potrebbe fornire una lista di fonti autorevoli dove cercare e che certamente possono essere considerati siti utili per discutere a riguardo di queste informazioni.

La questione non riguarda il fatto di vedere qualcosa come una cattiva informazione quando questa appare come contraria alle nostre opinioni. Si tratta di fare distinzione tra buona e cattiva pratica; se sia portatrice di buone prestazioni e principi dell’allenamento e cose di questo tipo.

Io credo che il collegamento stia nella propria attitudine ad imparare. Bisogna avere quella che io chiamerei “una curiosità irrequieta”. Questo significa capire che il percorso dell’apprendimento non ha fine. Non possiamo mai sapere tutto. C’è sempre un livello di approccio superiore; un ulteriore punto di vista. Ma per compriere il percorso occorre costruire costantemente le proprie risorse di conoscenza, sia che queste siano persone, libri o convegni. Ci sono opportunità e risorse per imparere ovunque. Cerca di capire dove trovarle.

2. Qual è il miglior modo per un allenatore per migliorare le proprie conoscenze?

A riguardo una risposta molto breve: nel settore o, se preferite, nell’esperienza pratica. Vi possono insegnare quelle che sono le competenze. Ma occorre poi imparere come usarle e optare per la decisione giusta su quali abilità usare e con chi, per sviluppare cosa, e sapere quando.

3. Secondo te, Frank, qual è il maggior vantaggio che internet può dare ad un allenatore? Ed accanto ai parecchi vantaggi, tu credi che ci possano essere alcuni rischi? E se sì, quali?

Una fonte autorevole sul web è davvero una via utile per insegnare le abilità, far conoscere gli strumenti disponibili sul mercato, i principi dell’allenamento e della prestazione e cose di questo tipo. Sono accessibili in ogni momento e ovunque nel mondo. Quindi sì, la rete è davvero utile per accedere alla conoscenza senza troppe difficoltà.

Tuttavia, la questione di distinguere le informazioni buone dalle cattive sorge di per se stessa come abbiamo già detto in precedenza.

Oltrettutto, non bisogna perdere di vista il fatto che l’attività di allenamento è una cosa che riguarda il rapporto con le persone. Ovviamente ci sono questioni tecniche, ma senza capacità interpersonali non si può allenare.

Quindi anche se è utile, internet da solo non fa nulla. E’ una risorsa che serve a fornirci dati nel nostro processo di decisione. Ma l’arte di prendere una decisione si impara attraverso l’interazione tra persone. La pratica dell’allenamento e le esperienze di vita guidate da una rielaborazione profonda, ci permettono di utilizzare le informazioni su internet nella direzione di un modello di allenamento e di vita in maniera saggia e consapevole.

Sapete qual è la differenza tra la conoscenza e la saggezza?

La conoscenza ci insegna che il pomodoro fa parte della frutta.

La saggezza ci consiglia di non metterlo in una macedonia!

4. A nostro parere, considerando la complessità dell’atletica, è davvero importante che la figura dell’allenatore professionista si sviluppi come alternativa a quella del volontario o del semivolontario. Qual è la tua opinione a riguardo?

Credo che non dovremmo confondere il fatto che se veniamo pagati allora possiamo ritenerci allenatori professionali.

Conosco parecchi volontari che hanno allenato Campioni Olimpici. E molti allenatori pagati che spesso han fatto davvero poco per il miglioramento delle prestazioni di un loro atleta. Il loro lavoro dovrebbe essere riconosciuto e supportato adeguatamente.

E’ chiaro che una quantificazione di questo lavoro ragionevolmente dovrebbe risiedere nel compenso economico o materiale di altro tipo come ho suggerito nello “Statuto dell’allenatore”. 

Credo che ora è tempo che quella dell’allenatore divenga una “professione mista” di volontari, semi volontari e professionisti a tempo pieno. Noi dobbiamo diventare una professione adeguatamente regolamentata.

5. Se tu oggi fossi un giovane atleta di talento, come sceglieresti il tuo allenatore? Qual è la qualità a cui non rinunceresti?

Cercherei un allenatore esperto e qualifcato con il quale potrei pensare di lavorare volentieri. Dovrebbe essere una relazione produttiva che oscilli fra l’essere dipendente e l’essere autonomo.

Credo che siano gli atleti a dover cercare l’allenatore e a chiedere di essere allenati. Non credo invece che sia l’allenatore che debba proporsi.

Sopra ogni altra cosa vorrei un allenatore moralmente integro. Questo è un punto imprescindibile.

6. Spesso siamo concentrati sul talento degli atleti….ed il talento non può essere insegnato. A tuo parere qual è il talento principale per un allenatore? Ed è possibile apprenderlo?

Un allenatore dovrebbe essere dotato della:

  • Capacità comunicativa, ossia deve essere in grado di far passare i messaggi;
  • Capacità osservativa; non deve solo guardare ma deve vedere; non solo ascoltare ma anche sentire;
  • Capacità di orientarsi per capire quale sia la direzione di quel che vede;
  • Capacità di prendere le decisioni giuste sotto pressione;
  • Capacità di saper imparare alla svelta cercando di capire se le cose siano andate bene o male.

7. L’IFac 2017 si terrà a Formia. Sarà, come sempre, una delle migliori opportunità per incontrare ed imparare dagli allenatori di alto livello. Ci puoi fare qualche anticipazione sulla prossima edizione?

L’IFAC come sempre è come un “supermercato della conoscenza”. Ogni allenatore che vi partecipa cerca quello che lui o lei vorrebbe mettere nel suo carrello o nella valigia .

Tra le varie sezioni:

  • una dedicata alla questione di portare i giovani talenti ad ottenere risultati da adulti;
  • una sulle le tendenze future nei cambiamenti nel mondo dell’alleanmento e la progettazione di programmi di allenamento davvero effìcaci
  • una vera lezione magistrale sullo sviluppo degli atleti per far proprie le decisioni che sul campo servono per vincere un oro Olimpico
  • un programma dedicato alle donne che si pongono alla guida dell’allenamento
  • la soluzione della crisi nel fondo in Europa
  • come far tornare al picco della forma gli atleti infortunati
  • una serie scelta di workshops specifici.

 

Ringraziamo Frank per la grande disponibilità e consigliamo di visitare il sito della EUROPEAN ATHLETICS COACHES ASSOCIATION, sul quale, a breve, saranno pubblicate informazioni riguardo l‘edizione 2017 dell’Ifac

Intervista a cura di Andrea Uberti. Traduzione a cura di A. Uberti e Matteo Rozzarin

 

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Scopri le nostre interviste nella sezione dedicata:

Interviste

Interview with Frank Dick

Frank Dick is an international level coach, he has been the coach behind the success  of decathlon legend Daley Thompson, is the former UK Athletics Federation Head Coach and now is the European Athletics Coaches Association president.

The EACA and Ilcoach.net have started a collaboration that make us very proud. So we are very glad to ask to Frank some questions.

1.”Bridging coaches to knowledge” is the Eaca motto. We are totally agree about this and indeed Ilcoach is ready to give is contribute in this direction. However we believe also that knowledge quality and informations reliability are the key factors to enhance coaches skills in the “www” era. How do you think is possibile to filter “good” and “bad” knowlede on web and, according to you,  how a coaching knowledge bridge should be designed?

For most coaches it will be difficult to differentiate between good and bad information. The best advice I can give here is to be very discerning in who is providing the information. It is useful to have an advisor or mentor to guide in this. Someone who has experience and expertise may provide a list of authorities to look out for and certainly are valuable to discuss this or that piece of information with. The issue is not about seeing something as a bad piece of information because it represents an opinion that is different from yours. It is about what is good or bad practice; whether it represents sound Performance and coaching principles and so on.

I think that the bridge is about your attitude to learning. You must have what I would cal a “Restless Curiosity”. This means understanding that the journey of learning has no terminus. We can never know everything. There is always another level of thinking; another way of thinking. But to make the journey you must be constantly building your knowledge resource whether that means people or on line or libraries or conferences. There are learning opportunities and resource everywhere. Know where to find them.

2. Which is a best way for a coach to improve his skills?

A very short answer here: in the field or, if you like, practical experience. You can be taught what the skills are. But you have to learn how to use them and to make the right decision on which skills with whom, to develop what, and to know when.

3. According to you which is the biggest advantage that internet can give to a coach? And beside many advanteges you believe there may be some risk? And if yes, which one?

A quality internet resource is a really effective way to be taught the skills , tools of the trade, coaching, training and performance  principles and so on. You can access such at moments of your choosing from anywhere in the world. So yes, very valuable for accessing knowledge easily. On its own, however, the question of filtering good from bad information arises as mentioned earlier.

In addition, you must not lose sight of the fact that Coaching as a people business. Of course it is a technical business, but with people skills you cannot coach.

So while it is valuable, the internet on its own does nothing. It is there to inform our decision making. But the art of decision making is learned through human interaction.
Coaching and life experience thoughtfully mentored allows us to use internet knowledge in pursuit of Coaching and life wisdom.

Do you know the difference between knowledge and wisdom?

Knowledge teaches us that a tomato is a fruit.

Wisdom advises us not to put it in the fruit salad!

4. According to us, in consideration of the complexity of athletics, is really important that coaching in a professional way as to develop as an alternative option to coaching on voluntary or semi voluntary basis.  What do you think about this?

I think we should not confuse being paid as meaning we are professional.

I know many voluntary coaches who have coached Olympic Champions. And many paid coaches who have made little real difference to an athlete’s performance. Being professional is about attitude in pursuit of excellence, not money.

That said, it would be quite appropriate to suggest that coaches are often undervalued within the culture of athletics. Their work should be properly valued and their work properly supported. Of course a measure of that might reasonably be economic or other material compensation as I proposed in the Coaches Charter.

I believe it is now time for coaching to become a “Blended Profession” of Voluntary, Part Compensated and Full Time Professionals. We must become a properly regulated profession.

5. If today you were a young talented athlete, how would you chose your coach? Which is the main quality you would never give up?

I would look for an experienced and qualified coach that I believe I would enjoy working with. It has to be a productive relationship that takes me from being relatively dependent to being relatively independent.

I think athletes should look for their coach and ask to be coached. I don’t think coaches should do the asking.

Above all else I would want my coach to have integrity. That is non negotiable.

6. Usually we are focused on athletes talent…and talent cannot be taught. In your opinion wich is the main talent for a coach? And is it possible to learn it?

A coach must be gifted in:

  • Communication skills to get learning messages across;
  • Observation Skills –  not just to look but to see; not just to listen but to hear
  • Orientation Skills to read correct meaning in what is observed
  • Call right shots under pressure
  • Learn fast whether things have gone right or not

7. Ifac 2017 will take place in Formia. It will be, as usual, one of the beast opportunity to meet and to learn from top level coaches. Con you give as any preview about the incoming edition?

IFAC as always is like a knowledge shopping mall. Each Coach attending is looking for what he or she needs to put into their shopping basket or trolley. This year there is an aisle on taking talents youth to senior achievement; Future trends in the changing world of coaching; Designing truly functional training programs; a real masterclass on developing athletes to own decisions in the arena to win Olympic Gold; A dedicated program for women taking the lead in coaching; Solving the endurance crisis in Europe; How to take injured athletes back to peak fitness; and a selection of focussed workshops.

 

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