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Intervista: Salvino e Filippo Tortu

Flippo e Salvino Tortu

In questo articolo proponiamo l’intervista a Filippo Tortu, che nell’ultimo mese è diventato la nuova “promessa” della velocità Italiana (MPI Allievi nei 100 metri e nei 200 metri), e al suo allenatore nonchè babbo Salvino Tortu.

Iniziamo con l’intervista a coach Salvino (quella a Filippo nella seconda pagina dell’articolo!!)

1) Ciao Salvino, parlaci un pò di te, delle tue esperienze, la tua filosofia di allenamento…
Ho iniziato a fare atletica in Sardegna nel lontanissimo 1975. Pura vocazione in quanto non avevo a disposizione una pista, mi allenavo, per modo di dire, lungo una ferrovia. Ogni tanto andavo a Sassari per essere seguito da un bravissimo tecnico che poi avrebbe allenato Gianni Puggioni, Mauro Doppiu. Preparato come pochi. A Roma, all’epoca dell’università, sono stato seguito da Carlo Arrighi prima e dal mitico Plinio Castrucci poi. Non ero certo un fenomeno e correvo i 100 mt in 10″6. Ho smesso non appena laureato, nel 1983, ed ho ripreso da Master 12 anni più tardi seguito da Roberto Caglio, tecnico di grande livello se è riuscito “nell’impresa” di farmi correre da quarantenne in 10″8 i 100 mt. e 22″41 i 200 mt.
Ho iniziato ad allenare, casualmente, circa diciotto anni fa e la mia prima vittima è stato Il Duca, alias Ferdinando Savarese, cofondatore di Queenatletica. Attualmente oltre a Filippo seguo un gruppo ben assortito in cui spiccano i famigerati fratelli Rodella. Mio fiore all’occhiello Giancarlo D’Oro, ragazzino di cinquantatre anni. Tinge di bianco i suoi capelli ancora corvini per non fare sfigurare troppo i ragazzi con cui si allena. Sarebbe lungo parlare delle metodologie di allenamento perciò mi limito a dire che presto un’attenzione quasi maniacale nel cercare di trovare nei miei atleti una quanto più corretta azione di corsa

2) Filippo, grande talento, i tempi ottenuti quest’anno lo dimostrano. Cosa ne pensi di lui e delle sue possibilità di crescita?
Si tratta di un ragazzo dalle potenzialità enormi di crescita perché ancora non è terminata la spinta biologica. Proprio per questo motivo la nostra metodologia di allenamento è chiaramente indirizzata ad assecondare la crescita stessa.
Mi spiego con un esempio: un centimetro guadagnato in altezza ci obbliga a dovere reimpostare il corretto assetto di corsa. E questo avviene di frequente se si considera che Filippo nelle ultime due stagioni è cresciuto di circa 10 cm..

3) A tuo avviso quale è stato il percorso che vi ha portato a questo ottimo risultato?
Sono monotono. Il lavoro svolto sulla corretta tecnica di corsa. Le sue capacità hanno fatto il resto.

4) Nei 200 di domenica a Chiari ha corso in maniera particolare, distribuendo le energie in maniera diversa dagli altri (partenza in apparenza controllata, drive lungo, fase lanciata impressionante), senza mai irrigidirsi. Ci avete lavorato in allenamento oppure sono le sue caratteristiche naturali ad averlo portato a correre in questo modo?
Ci abbiamo lavorato tanto come ho detto, intervenendo sui punti di forza del ragazzo. Filippo ha sempre il controllo della corsa, naturalmente, unito ad un’azione decontratta e ad una capacità di “attivarsi” veramente notevoli.

5) Ha corso molto forte anche Pietro Pivotto, ma con una distribuzione ritmica diversa (partenza più esplosiva, da 100metrista, è passato alla fase lanciata prima, gli ultimi 50 metri è calato di ritmo ed ha iniziato ad irrigidirsi). Pensi possa migliorare il suo tempo soltanto provando a distribuire le energie diversamente?
Ha semplicemente distribuito in maniera differente rispetto a Filippo, chiudendo con un gran tempo. Pivotto ha sicuramente ampi margini di miglioramento che possono manifestarsi già nel corso di questa stagione.

filippo_tortu_ilcoach

6) Secondo te quali sono i punti “chiave” per un buon programma di allenamento di un velocista (e in particolare in un 200ista?)
Sono banale se insisto nell’aspetto legato alla tecnica di corsa? Tutto il resto è ovviamente necessario ma è comunque compendio.
Livio Berruti ha vinto un’Olimpiade in questo modo. Non voglio guidare un’auto con trecento cavalli e le gomme lisce, a meno che non decida di andare a passo d’uomo.

7) Si dice spesso che un genitore non possa essere un buon allenatore, sembra che questa sia l’eccezione che conferma la regola. Che ne pensi di questo?
Ho due figli velocisti, Giacomo vive a Torino ed è allenato da Alessandro Nocera, Filippo dal sottoscritto. Devo dire che tutto scorre con grande naturalezza ed il rapporto padre allenatore in entrambi i casi rimane fuori da casa. Per fortuna abbiamo tanti altri interessi al di fuori dell’atletica per cui ognuno di noi ha degli spazi propri.

8) Quali sono le difficoltà principali, a tuo avviso, che un allenatore di atletica leggera deve affrontare nel nostro paese?
Mancanza di vocazioni. Dobbiamo però essere noi i primi a fare un mea culpa se non riusciamo a fare appassionare i ragazzi.

9) Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
Continuare ad accompagnare la crescita di Filippo senza avere fretta. I risultati per ora sono indicativi, danno una grande spinta, ma non sono ancora fondamentali.

10) Quali sono le figure che hanno ispirato il tuo modo di allenare?
Castrucci, grande uomo “da campo”, lo ricordo con immensa nostalgia. Mi confronto spesso con Alessandro Nocera che stimo particolarmente.

11) Atletica ed allenamento all’estero: molti atleti italiani nell’ultimo periodi sono “emigrati” all’estero per allenarsi, cosa ne pensi?
Non voglio giudicare il lavoro di altri tecnici in quanto non ho avuto modo di conoscerne le metodologie di allenamento.

12) Fidal Nazionale: si criticano spesso il suo operato e le sue scelte tecniche. Che ne pensi a riguardo, da allenatore di un atleta di interesse nazionale?
La Federazione mi sta seguendo con particolare attenzione, mediante le figure di Alfio Giomi, come “Superadvisor”, e di Stefano Baldini come responsabile giovanile: devo dire che sono veramente attenti e presenti.
E’ giusto farlo notare visto che spesso si parla solo di cose negative riguardo la Fidal.

 

Nella seconda parte l’intervista a Filippo

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