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Intervista: Benedicta Chigbolu e M.Chiara Milardi

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Dopo l’ottima gara disputata a La Chaux de Fonds, dove ha ottenuto il minimo per i Campionati del Mondo a Pechino, abbiamo intervistato la forte quattrocentista dell’Esercito Benedicta Chigbolu e la sua allenatrice M.Chiara Milardi

Ciao Benedicta, parlaci un po’ di te…
Ciao a tutti! Ho iniziato atletica all’età di sedici anni, quando il prof Massimo Paolini del liceo Vittorio Gassman mi ha indirizzato al campo della Farnesina da Fulvio Villa, che purtroppo da qualche anno è venuto a mancare. Con gli anni a seguire a Roma mi sono allenata con Arber Prifti e poi con Francesco Speranza, dopo aver stressato entrambi (ahimè) e conclusi gli studi universitari di scienze dell’educazione e con la possibilità di fare atletica al 100% delle mie possibilità, entrata nel gruppo sportivo dell’esercito, ho deciso di trasferirmi a Rieti e iniziare così il mio percorso con Chiara Milardi.
Nella mia famiglia sono la seconda di 6 figli, mia mamma è romana e mio padre nigeriano, provengo da una famiglia di grandi atleti, ma ho cambiato specialità! Mio nonno Julius Chigbolu è stato un grande campione del salto in alto, ha partecipato alle olimpiadi di Melbourne ed è per me un grande esempio da seguire!
Per quanto riguarda i miei interessi da qualche anno a questa parte dedico parecchio del mio tempo all’allenamento, sia la mattina che il pomeriggio, poi quando posso mi diverto a fare la modella, sono comparsa in diverse riviste e ho fatto molti shooting fotografici, è sempre una soddisfazione per noi donne! eheheh 

A La Chaux de Fonds hai corso i 400 davvero alla grande, 51”67 il tempo finale, minimo per Mondiali di Pechino? Commenti a riguardo?
È una grande soddisfazione! aspettavamo questo tempo da parecchio, è sempre stato nelle mie gambe ma non nella mia testa, nel senso che non lo credevo possibile, la differenza è stata questa, crederci veramente. Ora bisogna continuare a lavorare, prima gli Italiani e poi i Mondiali a Pechino.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
L’olimpiade di Rio!

Quando hai capito che i 400 sarebbero diventati la tua gara?
Quando al primo 400 non in programma che feci, iniziai con 57″91 molto facile..mentre sui 100 non essendo una gran partente facevo fatica ad avviarmi, così abbiamo deciso di iniziare a preparare i 400.

Quale è il tuo allenamento preferito?
Mi piacciono gli allenamenti di velocità, mentalmente sono proprio una velocista!

Quale quello che ti piace meno?
Non mi fanno impazzire gli allenamenti con le ripetute lunghe. Preferisco un bel lattato, se veloce! 

Hai qualche oggetto, rituale scaramantico prima/durante le gare?
Lo smalto, se la gara è tanto importante, deve essere nuovo di zecca e lo posso mettere solo io! Devo sentirmi bella! ehehehhe…Benedicta

Com’è il rapporto con il tuo allenatore?
Avendo un allenatrice giovane e bella a volte la scambiano per l’atleta! Andiamo d’accordo, mi segue molto e mi capisce bene, c’è un ottimo feeling, capita però anche di discutere come in tutte le relazioni!

Il tuo compagno di allenamento, nonché fidanzato, Matteo Galvan è anche lui un atleta militare di interesse internazionale e 400ista. Com’è conciliare vita privata ed allenamenti?
Si ci alleniamo insieme, ma oltre a lui ho un bel gruppo di allenamento composto da tanti altri ragazzi, in campo non sembriamo nemmeno fidanzati. Avere il fidanzato che fa il tuo stesso lavoro è di grande aiuto, può capire perché devi dedicare tanto tempo all’allenamento se vuoi raggiungere grandi risultati, inoltre sa darmi buoni consigli dato che ha molta più esperienza di me, condividiamo i grandi momenti insieme, certo ci sono anche i contro e quando posso scappo dalle mie amiche a Roma perché altrimenti stiamo troppo insieme!

In Italia si parla molto del modo di allenare all’estero, molti atleti si sono trasferiti fuori dall’Italia per provare nuovi metodi di allenamento. Anche tu questo inverno sei stata in raduno alla IMG Accademy in stage di allenamento. Quali differenze hai notato con l’Italia e cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Si ad aprile siamo stati all’IMG, ma oltre all’America un’esperienza significativa è stata in Sudafrica a gennaio, li abbiamo avuto modo di confrontarci con altri atleti di diverse nazioni sopratutto con gli inglesi, e così abbiamo visto i diversi modi di allenare, quello che più mi ha colpito è l’attenzione alla tecnica e alla sensazione di corsa più che al tempo e al cronometro.

Chi è, o è stato, il tuo “esempio”/idolo/mito nell’atletica?
Il mio esempio più vicino è Matteo Galvan, però il mio idolo non può che essere Allyson Felix, semplice bella e sempre più forte.

Cosa ti piace dell’atletica leggera, rispetto ad altri sport?
L’atletica è la regina degli sport e base per molti di questi, ma la cosa che fa la differenza è l’autonomia e individualità 

Quale consiglio daresti ai giovani atleti , meno esperti di te?
Ai giovani consiglio di divertirsi ma con la testa, di credere in quello che si fa insieme all’allenatore, di essere aperti e quindi di ascoltare molti ma fidarsi di pochi. Consiglio inoltre di pazientare quando i risultati non arrivano subito, perché se una persona semina prima o poi raccoglie!

Motto del nostro sito è la frase di Pietro Mennea “Lo sport ha bisogno di progettazione, innovazione, impegno costante”. Che ne pensi?
Condivido pienamente! Credo nell’importanza degli aggiornamenti e dei cambiamenti, a volte è difficile uscire dagli schemi comuni perché rischioso ma può essere la svolta, e come andare avanti senza un progetto che stimoli? E l’impegno? Insomma come la benzina per la macchina..

Nella seconda pagina l’intervista a M.Chiara Milardi, allenatrice di Benedicta (cliccare sul numero in basso a sinistra)

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