Intervista a Benedetta Cuneo

Benedetta Cuneo

Di seguito l’intervista a Benedetta Cuneo, la triplista Italiana Juniores del momento. Benedetta, all’esordio stagionale all’aperto con la maglia delle Fiamme Gialle, domenica 14 giugno, in occasione dei Campionati Italiani J/P di Rieti, nella finale del salto triplo JF ha stabilito il nuovo Primato Italiano con un volo di 13,73 metri, che l’ha portata a vincere  il titolo di Campionessa Italiana di categoria (il precedente record di 13,69 era stato stabilito nel 2014 da Ottavia Cestonaro, sempre sulla pedana di Rieti). Recentemente la triplista delle Fiamme Gialle è anche stata convocata tra i 74 atleti che rappresenteranno l’Italia agli Europei Under 2o di Eskiltuna (Svezia) dal 16 al 19 luglio.

Innanzi tutto complimenti. Ti abbiamo visto a Rieti ed hai regalato una bellissima gara agli appassionati di atletica leggera, con la ciliegina del Record Italiano. Quali sono a questo punto i tuoi obiettivi per il futuro?
Grazie mille davvero! Pensando agli appuntamenti futuri, ma ormai molto vicini, sicuramente, il primo della lista è il Campionato Europeo in Svezia dal 16 al 20 di luglio, dove spero di ottenere un buon risultato, nonostante i numerosi piccoli infortuni e le poche sedute tecniche. Subito dopo ci saranno i Campionati Italiani Assoluti ai quali spero di partecipare, per la prima volta: la gara è molto stimolante e mi piacerebbe farmi notare tra le più forti tripliste italiane.
Per quanto riguarda i prossimi anni ancora non ho in mente nulla in particolare, preferisco vivere il bel momento che sto passando senza troppi progetti futuri, anche se sono consapevole che tutto l’allenamero che sto facendo sarà una base fondamentale per la mia carriera da atleta professionista.

Quale è il tuo allenamento preferito?
Scontato dirlo, la seduta di tecnica di salto è la più divertente in assoluto. Balzerei tutti i giorni ma per noi triplisti non è possibile vista la specialità così traumatica.

Quale quello che ti piace meno?
Odio veramente tanto il giorno che devo fare le ripetute sui 200 metri, le prove sono poche ma ad elevate velocità e io mi sento male dopo le prime, da “fedele saltatrice”, ahahaha

Hai qualche oggetto, rituale scaramantico prima/durante le gare?
Come tutti gli atleti ho la mia fase di preparazione precedente alla gara. Ogni volta mi vesto, mi trucco e preparo lo zaino allo stesso modo e agli stessi orari. Inoltre, porto sempre con me un piccolo anellino che ho comprato il giorno in cui sono entrata nel gruppo sportivo delle già Fiamme Gialle .

Com’è il rapporto con il tuo allenatore?
Sarò anche di parte, ma considero il mio allenatore uno dei più bravi in Italia se non a livello internazionale. In molte cose, poi, siamo simili e questo ci permette di comunicare con maggiore complicità. Paolo* mi ha seguita fin dall’inizio ,quando avevo 13 anni e quello che sono adesso è solo merito suo. 
* Paolo Tenti

Chi è, o è stato, il tuo “esempio”/idolo/mito nell’atletica?
Adoro come atleta il mitico Jonathan Edwards, detentore del record del mondo nel salto triplo. Egli rappresenta alla perfezione il salto.

Atleti all’estero: cosa si può trovare all’estero, dal punto di vista dell’allenamento, che manca in Italia?
Secondo me in Italia manca la possibilità di portare avanti lo studio con lo sport, quindi il potersi creare una vita piena di esperienze e vissuta nel profondo. Io non sono un’atleta che vive esclusivamente per lo sport, questo sarebbe limitativo.
Inoltre all’estero hanno strutture che qui sono inimmaginabili.

La frase guida del sito ilcoach è: “Lo sport ha bisogno di progettazione,innovazione ed impegno costante” (P.Mennea), cosa ne pensi?
Forse è la frase che meglio rappresenta lo sport che facciamo, sembra un luogo comune dire che l’atletica è fatta di continui sacrifici, che poi per noi non sono proprio delle rinunce ma che portano comunque fatica e continua concentrazione psichica e fisica..

La stagione in corso ti sta regalando molte soddisfazioni, credi che alla base ci sia quanto descritto dalla frase di Mennea?
Si credo che alla base ci sia tutto questo aggiunto al sostegno dei miei genitori che ringrazio moltissimo.

R. Goffi

 

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