Intervista ai campioni Italiani di Prove Multiple Indoor: Vigliotti e Cestonaro

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Ph. Roberto Passerini

Vincenzo Vigliotti ed Ottavia Cestonaro sono i due nuovi Campioni Italiani Assoluti delle prove multiple. Ottavia ieri, ai Campionati Italiani Indoor J/P di Ancona ha vinto il 24° titolo italiano questa volta nel salto triplo.

Li abbiamo contattati per far loro alcune domande oltre ai complimenti per l’ottimo risultato conseguito.

1) Al di là di quelli che sono i proclami di ogni tecnico, spesso è difficile trovare un giusto equilibro fra specializzazione e preparazione multilaterale. Spesso, nonostante sia dipinta come il male assoluto, si applica la specializzazione anche in ambito giovanile, insistendo su quelle gare (a volte solo una) in cui l’atleta si esprime al meglio. La multilateralità è invece esaltata anche oltre il dovuto ma, nei fatti, poco considerata. Tu, che sei sia atleta da multiple che specialista, come fai a bilanciare nei tuoi allenamenti i due tipi di filosofie?

Ottavia Cestonaro:
Si tratta di trovare un equilibrio, come in tutte le cose. Parlando alla luce di quello che è il mio percorso personale, io ho avuto la fortuna di crescere con un allenatore e in un ambiente societario dove tutti credono molto nella multilateralità e ritardano il più possibile il momento della specializzazione. Per farti un esempio, la maggior parte dei miei compagni di squadra dell’Atletica Vicentina ha fatto almeno una prova multipla in vita sua e ancora adesso si diverte a provare specialità diverse dalla propria. Io sono molto orgogliosa di quello che è stato il mio percorso di crescita multilaterale e ringrazierò sempre il mio allenatore e chi mi ha permesso di costruirmi a 360 gradi come atleta perché quando si entra nel mondo del professionismo ci si accorge subito di chi sta lavorando in modo specifico già da molti anni e di chi invece comincia a farlo ora, ma possiede una base solida e differenziata da cui partire. Come facciamo a bilanciare le due cose? Continuiamo ad allenarci con lo spirito che avevo da bambina, ma con le attenzioni e il carico di lavoro di una professionista. Il che vuol dire anche passare sotto lo sguardo di diversi tecnici: due salti in alto con il prof. Zoccante, tre lanci del peso con “Paolone” Dal Soglio, cambio le scarpe e via a fare la tecnica di ostacoli con Lorenzo Muraro, per poi tornare al lavoro di ogni giorno col mio babbo-allenatore Sergio. Poi arriva il momento delle gare importanti di salto triplo, allora ci concentriamo su quello grazie al confronto con un’atleta di esperienza come Barbara Lah ed il mio tutor (ormai da 3 anni) Paolo Camossi. La multilateralità dei tecnici, intesa come perenne confronto e scambio di idee, è importantissima.

Ottavia Cestonaro (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) - Ph. Roberto Passerini
Ottavia Cestonaro (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) – Ph. Roberto Passerini

 

Vincenzo Vigliotti:
Non credo di essere il primo a dire che le prove multiple sono importantissime per la crescita di un giovane atleta, in quanto ti permette di sviluppare capacità motorie che una singola specialità non potrebbe mai darti. Personalmente credo che in italia siamo tanto dietro oppure tanto avanti(non lo so), qui l ‘importante è fare il risultato il prima possibile anche a 17 anni per entrare in un gruppo militare, per poi arrivare a 21anni già ai limiti. Qui c’è l’ idea che il multiplista deve essere lo scarto delle altre discipline, ma un certo Ashton sarebbe capace di vincere in italia in ogni singola disciplina. Personalmente riesco a bilanciare le due cose, lavoriamo il doppio, e alla fine facciamo i conti.

Vincenzo Vigliotti - Salto in lungo (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini
Vincenzo Vigliotti – Salto in lungo (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini
2) Il successo nelle multiple indoor vale principalmente come tappa di passaggio verso la stagione all’aperto. Quali sono i tuoi programmi?

O. C. : Ci tenevo a partecipare a questi campionati italiani di prove multiple nonostante ci sia arrivata con qualche lacuna tecnica a causa di un piccolo risentimento muscolare che abbiamo preferito risolvere stando a riposo qualche giorno. Le multiple sono parte di me da sempre e, come molti si augurano, continuano a tornare nel mio percorso di atleta. E’ stato un risultato importante e sono contenta di averlo portato a casa per il mio Gruppo Sportivo Forestale e per la mia società di base, l’Atletica Vicentina. Quest’anno ci siamo posti qualche obbiettivo importante come lo standard di partecipazione agli Europei outdoor di Amsterdam, per il resto continuiamo a lavorare duro e a non smettere di sognare.

V. V. : Si, a dire il vero non ci siamo preparati a massimo per l’occasione, ma gli allenamenti fatti hanno ripagato, per le outdoor mi aspetto grandi cose, e non è detto che sia nel decathlon…

3) Descrivici il tuo tecnico e spiegaci che caratteristiche deve avere per te il tecnico giusto…e quali quello giusto per te? 

O. C. : Io non penso esista “il tecnico giusto” e tanto meno “il tecnico giusto per Ottavia”, perché sono la prima a sapere di non essere “l’atleta giusta”. Ogni tecnico è diverso, così come ogni atleta lo è. Penso si tratti piuttosto di lavorare assieme per costruire “gli attimi giusti”, quelli che ti ripagano per tutto il lavoro fatto assieme. So di certo di avere un allenatore molto preparato grazie agli studi che ha fatto e tutt’ora compie e alla grande esperienza in campo che ha. Ammiro molto la passione che ha per il nostro sport, che trasmette allo stesso modo ai piccoli che vengono al campo a giocare e a noi professionisti. Ammiro la sua capacità e volontà di mettersi in discussione e l’intelligenza di riconoscere i propri limiti, cose per niente scontate in un mondo dove ormai sono tutti esperti di tutto. Ecco ad esempio la nostra scelta di avere un tutor tecnico come Paolo Camossi e di affrontare un percorso di crescita per entrambi. Non posso dire che Sergio Cestonaro sia il tecnico giusto o perfetto, ma posso dire con orgoglio che è il padre migliore del mondo e che, per quanto cerchiamo di separare il professionismo dagli affetti, questo aspetto è talmente profondo e forte da fare la differenza nei momenti davvero importanti. Non è facile da gestire, ma quando l’amore viene usato bene, è la forza più grande di tutte.

V. V. :  Il mio coach, Serghey Derckach , è un allenatore che da tanto ai suoi atleti  e richiede altrettanto, l’allenamento non si salta mai tranne casi straordinari,  crede in te e tu devi credere in lui, e penso che questa sia la base nel rapporto allenatore-atleta. Io credo che a certi livelli l’allenatore cosi come l’atleta deve essere un professionista, se vuoi raggiungere certi risultati non hai tempo per altri impegni.

Ottavia sul gradino più alto del podio (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph Roberto Passerini
Ottavia sul gradino più alto del podio (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph Roberto Passerini

4) Da atleta che ha potuto sperimentare di vivere una dimensione internazionale in ambito giovanile ( Ottavia addirittura il successo continentale U20), quale credi sia il passo in avanti che dovrai fare ( o hai fatto, o stai compiendo) per esprimerti allo stesso livello anche nel mondo degli adulti?

O. C. : Sicuramente l’esperienza internazionale a livello giovanile è molto importante perché ti proietta in un mondo completamente diverso e ti permette di conoscere e confrontarti con realtà completamente diverse dalle nostre. Il mondo degli atleti evoluti però è un’altra cosa. Si tratta di professionisti in tutto e per tutto, si parla di atleti super dotati a livello fisico e spesso molto forti anche a livello mentale. Bisogna curare tutto nei minimi particolari: allenamento, alimentazione, riposo, prevenzione fisica, aspetto mentale… Ma allo stesso tempo bisogna rimanere con lo spirito dei bambini che andavano al campo con il semplice intento di divertirsi.

V. V. :  In ambito giovanile un ragazzo più sviluppato degli altri o semplicemente più preparato con talento, bene o male riesce a partecipare ad un evento internazionale con la nazionale. La differenza però sta nel crescere nel mondo dei grandi per competere con loro, e in italia ahimè ce ne sono pochi… ( sarà che si pensa a crescere troppo in fretta?!?)

Multiplisti (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini
Multiplisti (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini

5) Per poter raggiungere un certo livello di qualificazione servono altre al talento anche delle risorse tecniche e logistiche fondamentali (strutture, assistenza fisioterapica etc.). Ci descriveresti, anche dal punto di vista “ambientale”, in che tipo di situazione si svolge la tua preparazione?

O. C. : Sicuramente tutti sappiamo che esistono nazioni con budget sportivi maggiori che possono permettersi strutture molto più avanzate delle nostre in cui gli atleti possono allenarsi in modo più confortevole ed avere migliori opportunità. Io credo però che, con un po’ di iniziativa e di spirito inventivo, anche noi possiamo crearci i presupposti per lavorare nel modo giusto. Grazie al sindaco Variati e all’assessore Nicolai, a Vicenza avremo presto una pista nuova in cui molti atleti della nazionale italiana potranno allenarsi senza il rischio di continui infortuni dati dalla pista vecchia. A Vicenza d’inverno poi fa molto freddo e gli allenatori della Vicentina e della società giovanile CSI Fiamm hanno creato dal nulla da una vecchia struttura una palestra che ci permette di allenarci nei giorni di mal tempo e freddo eccessivo. La federazione italiana ci permette inoltre di fare dei raduni durante l’anno nelle strutture Coni come a Formia o all’estero e ci aiuta per quanto riguarda la parte medica e fisioterapica. Fortunatamente io ho in casa una fisioterapista, mia sorella Maria Vittoria, che mi segue personalmente e quando ho bisogno di terapie o di sedute posturali mi reco nel Centro San Marco dove lavora, un team super qualificato ed efficiente.

Ottavia Cestonaro - Salto in lungo (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini
Ottavia Cestonaro – Salto in lungo (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini

V. V. : Ti parlo da ragazzo del sud, per noi non è semplice iniziare, io sono stato fortunato a trovare persone splendide che mi hanno aiutato ad iniziare e crescere, ma fare tutti i giorni 2 ore di auto per trovare un campo di atletica non è divertente. Ora mi alleno a formia grazie al supporto della federazione, e per me è un paradiso per chi vuole fare questo.

6) Vedendovi gareggiare, abbiamo imparato a conoscere quelli che sono gli atleti Vincenzo Vigliotti ed Ottavia Cestonaro nel momento delle gare. Che tipo di atleta sei durante gli allenamenti?

O. C. : Ho la fortuna di allenarmi in un gruppo composto da ragazzi molto diversi tra loro e questa è la nostra forza. Ognuno fa qualcosa di diverso, sia in campo che nella vita, ma tutti condividiamo la voglia di fare e la passione per questo sport. Ci piace motivarci a vicenda, fare delle piccole sfide come con la mia amica e compagna Ilaria Casarotto, giavellottista primatista italiana giovanile. Ci piace scherzare e divertirci e spesso ci alleniamo con le casse al massimo volume e, tra una prova e l’altra, balliamo anche. L’allenamento deve essere un momento di concentrazione e lavoro serio, ma allo stesso tempo bisogna che ci sia anche il divertimento altrimenti non duri più di un mese.

V.V. : In allenamento a me non piace prenderla troppo sul serio, allenandomi 8-9 volte a settimana sarebbe troppo stressante poi. La battuta tra uno squat e l’altro ci deve essere sempre, poi ovviamente quando bisogna essere seri sono il primo ad esserlo.

Vincenzo Vigliotti - Arrivo 1000 metri (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini
Vincenzo Vigliotti – Arrivo 1000 metri (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini

7) Qual è l’allenamento che preferisci?

O. C. : Mi piacciono le sedute di forza perché mi carico da morire e le sedute di tecnica, anche se essendo molto severa con me stessa e non accontentandomi facilmente, a volte finisco l’allenamento non molto soddisfatta. La cosa dura al massimo un’ora, mi passa e mi stimola per fare ancora meglio la volta dopo.

V. V. : l’ allenamento di velocità!!!

Ottavia Cestonaro - Getto del peso (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini
Ottavia Cestonaro – Getto del peso (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini
8) E quello che “digerisci” meno facilmente?

O. C. : Sicuramente gli allenamenti di corsa lunga sono quelli più faticosi per me, perché ho una struttura fisica e muscolare poco adatta a prove lunghe. Devo dire però che sono quelli che, alla fine, sebbene stanca morta mi regalano più soddisfazione perché mi aiutano a diventare più forte a livello mentale e a superare i limiti che mi do da sola.

Otavia Cestonaro - Salto in alto (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini
Otavia Cestonaro – Salto in alto (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini

V. V. : l’allenamento aerobico!!!

9) Nel bene e nel male, lo sport di alto livello è uno spettacolo ed oggi volenti o nolenti bisogna convivere con il mondo del social.  IlCoach stesso li utilizzerà diffondendo anche questa intervista. Qualcuno oggi li subisce. Qualcun’altro li sfrutta. Il caso di Michelle Jenneke dimostra che, non solo Usain Bolt, può catalizzare attenzione (e risorse) con l’atletica. Tu che ne pensi? Ti piacerebbe raggiungere tutta quella popolarità? Non credi che l’atletica potrebbe sfruttare meglio i propri campioni per diffondere il proprio messaggio?

O. C. : Penso che, come in ogni cosa, bisogna cercare di non esagerare da nessuna delle due parti. Se da una parte il mondo dei social networks è importantissimo per noi atleti, per iniziative sportive e per publicizzare il nostro mondo, dall’altra parte bisogna prestare attenzione a non farsi manipolare da un mondo che, in fin dei conti, è solo virtuale. La gente è libera di usare i social come crede e questo, nel bene e nel male, bisogna accettarlo. Penso che come per tutte le cose, dovremmo fare lo sforzo di usare anche questo strumento potentissimo solo per fare del bene e creare opportunità utili. Smettiamola di usarli per giudicare, offendere o dire cose senza senso perché dietro a questo mondo virtuale c’è il mondo vero, che è molto più vasto ed interessante. Nessuno dovrebbe giudicare una persona o un fatto senza prima conoscere tutto quello che ha fatto o che è successo per arrivare fino a quel momento. Comunque sia, in ottica ottimistica, usiamo i social per trasmettere le bellissime lezioni di vita che ci dà lo sport e per sostenerci a vicenda, nel bene e nel male.

V. V. : Credo che i social sfruttati bene possono darti quell’attenzione che non tutti hanno. Sarebbe bello avere tanti personaggi come Michelle Jenneke, se in italia l’atletica non è conosciutissima forse è anche per la mancanza di tante Michelle che richiamano l’attenzione, ma non tutti hanno il coraggio di mettersi in gioco e subire critiche. Ovviamente devi essere prima un gran campione…

Vincenzo Vigliotti - Salto con l'asta (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini
Vincenzo Vigliotti – Salto con l’asta (Campionati Italiani Prove Multiple Indoor 2016 a Padova) / Ph. Roberto Passerini

10) Due campioni di prove multiple non si possono accontentare di uno sport solo. Anche se è bello ed articolato come l’atletica. Che atleta sei e quale sport pratichi fuori da piste e pedane?

O. C. : Amo qualsiasi tipo di sport e adoro sia guardarli che praticarli. Sono sempre stata molto competitiva quindi, anche a scuola o durante tornei estivi, penso si a divertirmi ma do comunque il massimo perchè mi viene proprio da dentro. Mi diverte guardare le partite dei miei amici che praticano sport di squadra come il basket, il rugby, la pallavolo. Forse uno dei pochi sport che non amo molto è il calcio, ma non come sport in sé, bensì per tutto l’ambiente che ci gira attorno e questo un pò mi dispiace. Nulla a che fare con qualsiasi altro sport, tutti belli da morire.
V.V. : L’atletica ti richiede tanto tempo ed energie per occuparti di altro, ma quando posso un calcio ad un pallone vado a tirarlo..

Grazie ad Ottavia e a Vincenzo per la disponibilità ed il tempo dedicatoci, auguriamo ad entrambi un enorme “in bocca al lupo” per la loro vita atletica e non!!!

 

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