Influenza della stiffness nella corsa prolungata (3° parte e conclusioni)

tesi mazzucchelli new

3° ed ultimo articolo estratto dalla tesi di Laurea “Influenza della stiffness nella corsa prolungata” di Alberto Mazzucchelli

Ecco gli argomenti trattati:

indice 3

 

La valutazione

3.1 Test (analisi video, stiffness)

Analisi video della corsa

Analisi effettuata tramite applicazione “Ubersense” su iphone6 con inquadratura laterale e posteriore per ogni step svolto dall’atleta su treadmill, calcolo tempi e angoli di appoggio.

Protocollo: 3 step -> 12km/h (jogging), 15km/h (ritmo lungo), 20km/h (ritmo gara 5000).

Analisi: 

12km/h 15km/h 20km/h
Sx Dx Sx Dx Sx Dx
Tempi d’appoggio 0.22” 0.25” 0.21” 0.21” 0.16” 0.17”
Angoli d’appoggio 96° 95° 89° 92° 87° 92°

 

Analisi video della corsa effettuata tramite applicazione “Ubersense” su iphone6 con inquadratura laterale e posteriore per ogni step svolto dall’atleta su treadmill, calcolo tempi e angoli di appoggio.
Figura 1: Analisi video della corsa su treadmill effettuata tramite applicazione “Ubersense”

 

Stiffness test eseguito con il dispositivo FreePower Jump Next – Sensorize.

Protocollo: 5 salti a gambe distese, arti superiori liberi a carico naturale e 5 salti con sovraccarico di 2.5 kg e 5

Si aggiunge sovraccarico per valutare variazione della stiffness rispetto a quella ottenuta a carico naturale. L’obiettivo della corsa è avere la stiffness che si ha con sovraccarico, a carico naturale; perché con sovraccarico aumenta rigidità del muscolo e si modifica elasticità, quindi a parità di tempi di contatto, aumenta la fase di volo o addirittura si ridicono i tempi di contatto. (figura 2)

Figura 2
Figura 2

 

Test di forza eseguito con il dispositivo FreePower Jump Next – Sensorize e bilancere.

Protocollo: 5 salti CMJ e SJ a gambe piegate con carico naturale e sovraccarico di 15kg, 30kg e 40kg

Valutazione della variazione dell’altezza del salto raggiunta con CMJ  e SJ a seconda del sovraccarico proposto, atta a verificare i livelli di forza e/o relativi deficit dell’atleta. Il carico ottimale per l’allenamento della forza esplosivo reattiva corrisponde al punto di massima distanza tra le due linee. (figura 3)

 

Figura 3
Figura 3

3.2 Analisi risultati/dati

Nell’analisi video si possono notare alcuni particolari molto importanti relativi alla biomeccanica della corsa dell’atleta:

 

  • tempi d’appoggio maggiori nel piede destro rispetto al sinistro a basse velocità, ma con l’aumentare di essa i tempi d’appoggio del piede destro tendono ad equipararsi con quelli del sinistro;
  • angoli d’appoggio inferiori nel piede sinistro rispetto al destro con l’aumentare della velocità, senza mai raggiungere uno stesso valore tra destro e sinistro; sinonimo di uno scarso senso propriocettivo e controllo del piede sinistro.

Nello Stiffness Test, considerando l’altezza, i tempi di volo e il contatto, si evidenzia come la stiffness cali con l’aumentare del sovraccarico. L’atleta ha una stiffness ottimale a carico naturale perché tende a calare subito, a contrario di quanto precedentemente affermato, ovvero che la stiffness dovrebbe essere maggiore con sovraccarico grazie ad una maggior rigidità del sistema muscolo- tendineo.

Il Test di forza permette di verificare i livelli di forza e di individuare il carico ottimale per allenare la forza dinamica massima.
In questo caso si nota come nello squat jump la forza tenda a calare nell’immediato con il sovraccarico rispetto a carico naturale e l’atleta dovrà migliorare la propria forza. Tutto ciò porterà a un miglioramento della stiffness stessa e conseguentemente ad una diminuzione dei tempi di contatto per l’allungamento della componente elastica in serie minori.

 

Conclusioni

La performance nella corsa prolungata risulta essere influenzata dal massimo consumo di ossigeno (VO₂max), massima percentuale di ossigeno utilizzato (%VO₂max) e costo energetico della corsa; quest’ultimo fattore è quello che più condiziona il livello di performance ottenibile.

Un’ottima stiffness migliora e riduce i tempi di contatto al suolo e il dispendio energetico dell’azione di corsa, la quale risulterà più efficace e più corretta tecnicamente.

Sottoporre l’atleta a una piccola serie di test è indispensabile per verificare il suo stato a livello di tecnica di corsa, di forza e  stiffness, in modo da attuare le strategie ottimali per migliorare e/o correggere gli eventuali deficit riscontrati.

Il miglioramento della stiffness si ottiene attraverso l’allenamento della forza esplosivo-reattiva/dinamica massima degli arti inferiori: maggiore è la forza, minore sarà la spesa energetica per compiere quel movimento e un movimento ciclico che sarà ripetuto molte volte nella corsa, risulterà influenzare il costo energetico e il risultato ottenibile in maniera importante.

 

Di Alberto Mazzucchelli
Laureato in Scienze Motorie

Bibliografia

  1. Mondoni, Basket e Biomeccanica, Libreria dello Sport, Milano, 2002
  2. Bisciotti, I tendini. Biologia, patologia, aspetti clinici, Calzetti Mariucci Editore, Ferriera di Torgiano (PG), 2013
  3. Bosco, La  forza  muscolare.  Aspetti   fisiologici  e  applicazioni pratiche,  Società Stampa Sportiva, Roma, 2002
  4. Di Prampero, La locomozione umana su terra, acqua, in aria. Fatti e teorie, Edi.Ermes, Milano, 1985
  5. Bosco, P. Lohtanen, Fisiologie e Biomeccanica applicata al calcio, Società Stampa Sportiva, Roma, 1992

Sitografia

www.runlovers.it

www.runnersworld.it

Ti è piaciuto? Condividilo...
97
Ti è piaciuto? Condividilo...
97