Gare di fondo: il concetto di resistenza

mario_fattore

Ho accettato volentieri l’invito di Andrea Dell’Angelo a scrivere articoli tecnici sulle metodiche di preparazione alle gare di fondo ed ultra-maratona e lo ringrazio di cuore per la stima e la preparazione.
L’ultramaratona in particolare è, a mio avviso, una bellissima ed affascinante disciplina, purtroppo ancora non riconosciuta dal CONI, ma la sua nazionale Italiana riesce sempre ad ottenere ottime prestazioni in ambito internazionale.
Come responsabile tecnico e selezionatore della Nazionale di 100 km, ho cercato nel corso di questi anni (dal 2004), di contribuire alla crescita di questo movimento sportivo, mettendo a disposizione la mia modesta esperienza da Tecnico Fidal.

Con questo articolo, il primo di una serie, cercherò di trasmettere la mia esperienza da allenatore, trattando di quelle discipline dove la capacità di resistenza è predominante per la prestazione sportiva:

  • Mezze maratone;
  • Maratone;
  • Ultra maratone.

Concetto di resistenza

Uno dei problemi più importanti per i tecnici delle discipline di endurance è quello di riuscire ad individuare ed adottare mezzi di allenamento che tendano a migliorare tutte le caratteristiche della resistenza.
L’allenamento nelle gare di fondo deve essere proposto in maniera differenziata a seconda della tipologia degli atleti, tenendo conto delle loro caratteristiche fisiche, muscolari e psicologiche, dalle condizioni del percorso che si va ad affrontare proponendo nella stessa unità di allenamento sistemi ampi e vari con diverse finalità.

Una cosa è certa: la prerogativa principale di base per l’allenamento degli atleti di endurance è costituita dal grande volume, questo preciso caso di corsa, senza il quale non è pensabile ottenere dei risultati soddisfacenti o di alto livello.

Da questo contesto possiamo impostare una programmazione con dei concetti abbastanza chiari, che tendono a sviluppare le seguenti tipologie di lavoro:

  1. Sviluppo ed incremento della resistenza muscolare;
  2. Sviluppo de incremento della resistenza aerobica estensiva;
  3. Sviluppo ed incremento della resistenza aerobica intensiva;
  4. Sviluppo ed incremento della resistenza aerobica specifica.

Come si può notare si parla sempre e soltanto di un concetto da sviluppare: la resistenza!!!

Chiaramente ogni mezzo di allenamento, come vedremo in seguito, avrà le sue intensità, i suoi volumi e le sue modalità di recupero, cercando di enfatizzare sempre più la resistenza specifica.

Che non si faccia confusione pensando che la resistenza si acquisisca solo correndo a lungo e lentamente, questo pensiero è riduttivo.

Lo sviluppo del concetto di resistenza può essere legato alla capacità dell’organismo di resistere alla fatica attraverso fattori che vanno dal gesto atletico da ripetere, dal suo livello di intensità, per la sua durata nel tempo ai fini della prestazione.

La resistenza è legata anche a problematiche di origine muscolare e nervosa: metodiche come quelle per lo sviluppo della resistenza muscolare permettono di creare nel muscolo gli adattamenti ideali per mantenere queste caratteristiche utili per resistere a lungo.

Gli obiettivi principali nell’allenamento degli sport di endurance sono:

  • Miglioramento della capacità di fornire energia in giusta misura, e la capacità di saper utilizzare, senza sprecarla, questa energia (economia di corsa);
  • Agire sul sistema cardiocircolatorio;
  • Agire sul sistema muscolare;
  • Agire sul sistema nervoso, con proposte che tendono a migliorare le caratteristiche psicologiche dell’atleta anche in condizioni di fatica.

 

Per concludere quindi, il concetto di resistenza è abbastanza complesso e va analizzato e proposto con estrema specificità (in base al tipo di gara che si andrà ad affrontare).

Con i prossimi articoli cercherò affrontare maggiormente nello specifico questo tema.

 

Articolo a cura di Maurizio Riccitelli

Nella foto in alto Mario Fattore, ultramaratoneta specialista della 100 km, distanza di cui è stato Campione del Mondo per due volte consecutive,nel 2002 a Torhout e nel 2003 a Taiwan. Inoltre ha vinto per due volte la 100 km del Passatore, nel 2003 e nel 2005,[1] e tre titoli italiani (2001,2003 e 2005). 

Se sei interessato ad altri contenuti sull’atletica visita la nostra sezione “specialità”

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