6-10 anni: fase di introduzione all’attività sportiva.

6-10 anni

Nel precedente articolo abbiamo cercato di capire quali sono le fasi di sviluppo psicomotorio nei bambini e nei giovani, dando delle linee guida generali da seguire per l’allenamento delle categorie giovanili.

Per fare questo abbiamo voluto “semplificare” queste tappe di crescita in 4 fasi principali per l’insegnamento e l’allenamento motorio:

  1. Fase di introduzione all’attività sportiva: 6-10 anni 
  2. Fase dello sviluppo atletico: 11-14 anni 
  3. Fase della specializzazione: 15-19 anni 
  4. Fase delle alte prestazioni: oltre i 19 anni

In questa serie di articoli, rivolti alle categorie giovanili, ci occuperemo solamente dei primi 3 stadi di sviluppo.

Oggi tratteremo della fascia d’età tra i 6 ed i 10 anni. Anche in questo caso quelle che daremo saranno delle linee guida, che andrebbero tenute presente nell’educazione motoria e nell’allenamento di queste fasce d’età.

 

Fase di introduzione all’attività sportiva: 6-10 anni

Come già detto nel precedente articolo, i bambini in questa fascia d’età (6-10 anni), detta anche 1° età scolare, presentano:

  1. Piacere verso il movimento ed interesse verso la pratica degli sport;
  2. Buon equilibrio psichico, ottimismo, spensieratezza, capacità critica, capacità di concentrazione, capacità di differenziazione fine;
  3. Apprendimento motorio facile, quasi istantaneo, ma con difficoltà a fissarlo nel tempo: in questo periodo ciò che viene appreso va ripetuto un numero sufficiente di volte per renderlo un movimento stabile nel repertorio del bambino;

In questa fascia d’età (6-10 anni), estremamente sensibile, si vanno a creare adattamenti importanti per lo sviluppo delle capacità motorie che saranno importanti per la pratica sportiva futura. Come avviene in molti paesi sia Europei che extraeuropei, la scuola a quest’età dovrebbe avere un ruolo fondamentale per lo sviluppo di tali competenze, ma come sappiamo l’Italia non è certamente all’avanguardia da questo punto di vista. Anche la famiglia ha un ruolo molto importante, in quanto dovrebbe favorire il movimento dei bambini, la scoperta di giochi e movimenti nuovi e la pratica di attività creative e dinamiche.

Le indicazioni di seguito riportate potranno essere utili ai tecnici, allenatori, insegnanti delle scuole elementari, ma anche agli stessi genitori (che spesso sono i primi a voler vedere i propri figli primeggiare sugli altri) che vogliono comprendere l’importanza del movimento nei più piccoli.

Rivolgendo il discorso agli allenatori/istruttori, bisogna essere consapevoli che spesso l’attività motoria proposta a queste fasce d’eta (6-10 anni) dalle associazioni sportive è talmente ridotta (1/2 ore a settimana) che risulta molto difficile dare stimoli adeguati a soggetti di per se molto sedentari, mentre i miglioramenti potrebbero essere notevoli in ragazzini già molto attivi durante il resto della giornata.

In questa fase ai bambini (6-10 anni) dovrebbero essere proposti programmi di allenamento a bassa intensità dove l’obiettivo primario è il divertimento. Questo in quanto la maggior parte dei bambini non è in in grado di far fronte alle esigenze fisiche e psicologiche degli allenamenti ad alta intensità o delle competizioni.

I programmi di allenamento per questi giovani atleti devono focalizzarsi sullo sviluppo atletico generale e non sulle prestazioni specifiche per un determinato sport. È importante una formazione multilaterale e polisportiva, per garantire l’apprendimento di un ampio bagaglio motorio; da tenere presente quando si allenano i giovani tra i 6 e i 10 anni:

  • Il corpo a queste età sta cresce ad un ritmo costante e i gruppi muscolari più grandi si sviluppano con maggiore velocità rispetto a quelli più piccoli.
  • Il sistema cardiorespiratorio si sta sviluppando e la capacità aerobica è adeguata per la maggior parte delle attività.
  • La capacità anaerobica è limitata: i bambini hanno scarsa tolleranza per l’accumulo di acido lattico.
  • I tessuti del corpo sono sensibili ai danni: i legamenti si stanno rinforzando, ma le estremità delle ossa sono ancora cartilaginei e devono ancora completare la calicificazione.
  • La capacità di attenzione è breve: i bambini di 6-10 anni sono orientati all’azione, quindi non è consigliabile tenerli fermi ad ascoltare spiegazioni per lunghi periodi di tempo.
  • È particolarmente importante che l’allenamento in questa fase sia vario e creativo.
  • Bisogna dare enfasi al divertimento e alla partecipazione di ogni bambino.

Le seguenti linee guida aiuteranno nella creazione di programmi di allenamento che sono ideali per i bambini in questa fascia d’età (6-10 anni):

  1. Attività per lo sviluppo multilaterale con l’introduzione di una vasta gamma di competenze ed esercizi tra i quali correre, saltare, prendere, lanciare, trasportare, rotolare, arrampicarsi, equilibrio, ritmo, etc…
  2. Lasciare ad ogni bambino il tempo necessario per sviluppare adeguatamente le competenze, senza avere fretta di saltare le tappe; 
  3. Creare rinforzi positivi (gratificazioni e complimenti) con i bambini che si impegnano e sono autodisciplinati;
  4. Incoraggiare i bambini a sviluppare la mobilità articolare, la coordinazione e l’equilibrio;
  5. Incoraggiare i bambini a sviluppare diverse e svariate abilità motorie a bassa intensità, in modo da evitare i traumi. Ad esempio, il nuoto è uno sport da tenere in grande considerazione per lo sviluppo del sistema cardiorespiratorio, in quanto riduce al minimo le sollecitazioni sulle articolazioni, i legamenti ed i tessuti connettivi;
  6. Selezionare un adeguato numero di ripetizioni per ogni abilità, ed incoraggiare i bambini a eseguire correttamente la tecnica di ogni esercizio;
  7. Dare grande importanza all’etica, al fair play e alla correttezza verso i compagni (e gli avversari)
  8. Dare l’opportunità ai ragazzi e alle ragazze di partecipare insieme alle varie attività;
  9. Incoraggiare la pratica multisportiva, cioè di sport vari e diversi, per creare una vasta gamma di stimoli motori.

In tutte le categorie giovanili, soprattutto tra i 6-10 anni, l’enfasi va data all’insegnamento e all’educazione motoria, psichica e comportamentale dei giovani.

In queste categorie bisognerebbe parlare di istruttore-educatore e non di allenatore, in quanto l’obiettivo primario dovrebbe essere l’insegnamento di tutte le abilità motorie utili ad una successiva alta prestazione.

Evitare quindi di premiare, enfatizzare la prestazione e la vittoria, ma concentrarsi e “premiare” il miglioramento delle abilità e delle capacità motorie, la buona educazione, il rispetto delle regole ed il rispetto di tutti gli altri bambini.

 

A cura di Andrea Dell’Angelo

 

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Bibliografia:

“L’Allenamento ottimale” di Jurgen Weineck, Calzetti & Mariucci Editore

“Total Training for Young Champions. Proven conditioning programs for athletes ages 6 to 18″ di PhD. Tudor O. Bompa, Human Kinetics

 

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