Fase della specializzazione: 15-19 anni

CIAM3 (2)

In questa serie di articoli stiamo cercando di affrontare il tema dell’allenamento giovanile, di capire quali sono le fasi di sviluppo psicomotorio nei bambini e nei giovani, dando delle linee guida generali da seguire per l’allenamento delle categorie giovanili.

Nei due articoli precedenti abbiamo affrontato due fasi davvero importanti per creare le fondamenta verso l’alta prestazione sportiva:

Nel seguente articolo vediamo di capire cosa andrebbe fatto nella fase successiva: specializzazione sportiva (15-19 anni)

 

Fase di specializzazione sportiva: 15-19 anni

Come abbiamo già descritto più volte le varie fasi di crescita psicofisica non sono uguali per ogni atleta, infatti questo sviluppo è molto soggettivo. In questa fase potrebbero trovarsi già atleti di età di 13/14 anni (i così detti precoci) che potrebbero trovarsi nella fase successiva già all’età di 18 anni. Per quanto riguarda atleti “ritardatari” nello sviluppo psicofisico il loro ingresso in questa fase potrebbe avvenire anche all’età di 16-17 anni e terminare a 20-21.

Un altra problematica di questa fase è poi la grande differenza sessuale: maschi e femmine, grazie al forte impulso ormonale della pubertà presentano ora caratteristiche molto differenti che vanno tenute presente nella costruzione di un programma di allenamento.

Questa fase della preparazione sportiva segue quella della crescita denominata adolescenza che, indicativamente è compresa tra i 13 ed i 18 anni nelle femmine e dai 15 anni ai 20 anni circa nei maschi:

  1. Diminuzione dei parametri della crescita e dello sviluppo;
  2. Crescita “in larghezza”, armonizzazione delle proporzioni ed effetto positivo sulle capacità coordinative;
  3. Aumento della forza massima;
  4. Inizio dell’allenamento, in maniera graduale, alla massima intensità, delle capacità condizionali e coordinative;
  5. Si riscontrano elevati miglioramenti prestativi e la capacità di apprendimento di movimenti molto complessi;
  6. 2° età aurea per l’apprendimento;
  7. Inizio di un allenamento con volumi ed intensità elevate;
  8. Utilizzo di tecniche sempre più specifiche;

 

Gli atleti in fase di specializzazione, o almeno quelli che fino a quel momento si sono “allenati” tenendo conto delle varie fasi di crescita, sono in grado di tollerare maggiori richieste di allenamento e di gara, rispetto a quelli nelle fasi precedenti.

Le variazioni più significative dal punto di vista dell’allenamento si svolgono durante questa fase.

Gli atleti che hanno svolto, fino a questo momento, un programma di sviluppo motorio multilaterale saranno ora in grado di concentrarsi maggiormente sull’esecuzione di maggiori esercizi ed esercitazioni specifiche con l’obiettivo di migliorare le prestazioni in uno sport specifico.

L’allenatore dovrebbe monitorare attentamente volumi ed l’intensità di allenamento per garantire agli atleti i giusti adattamenti volti al miglioramento delle prestazioni, mantenendo però basso il rischio di lesioni.
Alla fine di questa fase (18-20 anni) gli atleti dovrebbero essere in possesso di buone capacità tecniche per la specialità che stanno allenando. Da questo momento, l’allenatore può lasciare il ruolo di insegnante per vestire il ruolo di coach.

Le seguenti linee guida aiuteranno nella progettazione di programmi di allenamento per gli atleti che si specializzano in uno sport particolare:

  • Seguire da vicino lo sviluppo di atleti durante questa fase;
  • Sviluppare strategie per far fronte ad un aumento delle esigenze fisiche e psicologiche in allenamento e in gara;
  • A questa età vi è anche il rischio di trovarsi in situazioni fisiche e psicologiche difficili dovute ad un eccesso di allenamento;
  • Controllare sistematicamente, per migliorare progressivamente le abilità motorie dominanti per lo sport prescelto, i sistemi energetici, la capacità anaerobica, un coordinamento specifico e la mobilità dinamica;
  • Aumentare il volume di allenamento per gli esercizi e le esercitazioni specifiche per agevolare un miglioramento delle prestazioni;
  • Il corpo deve adattarsi a incrementi specifici del carico di allenamento, per prepararsi in modo efficace per alle competizioni;
  • Pertanto, questo è il momento di sottolineare la specificità;
  • Aumentare l’intensità di allenamento più rapidamente rispetto al volume, che sarà invece aumentato in maniera più progressiva;
  • Preparare gli atleti a svolgere un’attività particolare o esercitazioni tecniche specifiche con il ritmo e la velocità appropriata;
  • L’allenamento dovrebbe simulare le azioni che si svolgono durante le gare;
  • La fatica è un risultato normale nell’allenamento ad alta intensità, tuttavia è importante che gli atleti non raggiungano lo stato di esaurimento;
  • Coinvolgere gli atleti nel processo decisionale, quando possibile;
  • Continuare a sottolineare lo sviluppo motorio multilaterale, in particolare durante la preparazione (precompetitiva);
  • Iniziare tuttavia a dare sempre maggiore importanza alla specificità e all’utilizzo di metodi di allenamento e di tecniche che svilupperanno un elevato livello di efficienza sport- specifico, in particolare durante la stagione agonistica;
  • Incoraggiate gli atleti a prendere confidenza con gli aspetti teorici dell’allenamento;
  • Enfatizzare il rinforzo e le esercitazioni di muscoli che gli atleti utilizzano principalmente quando sviluppano le competenze tecniche;
  • Lo sviluppo della forza dovrebbe iniziare a riflettere le esigenze specifiche dello sport prescelto. Gli atleti che si allenano con i pesi possono iniziare ad eseguire esercizi che richiedono un minor numero di ripetizioni e sovraccarico maggiore;
  • Evitare l’allenamento della forza massima, nella quale gli atleti eseguono meno di quattro ripetizioni di un esercizio, in particolare per coloro che sono ancora in crescita (all’inizio della fase);
  • Lo sviluppo della capacità aerobica è una priorità ogni tutti gli atleti, soprattutto per coloro che partecipano a sport di resistenza.
  • Aumentare progressivamente il volume e l’intensità dell’allenamento anaerobico;
  • In questa fase gli alteti sono in grado di far fronte all’accumulo di acido lattico, ma l’allenamento di questa componente energetica va sviluppato in maniera progressiva;
  • Migliorare e perfezionare la tecnica dello sport prescelto. Selezionare esercizi specifici per garantire agli atleti l’utilizzo delle abilità in maniera biomeccanicamente corretta e fisiologicamente efficiente. Gli atleti dovrebbero sviluppare competenze complesse e difficili spesso durante le sessioni di allenamento, incorporate ad esercitazioni tecnico-tattiche specifiche, che saranno poi applicate durante le competizioni;
  • Migliorare le tattiche individuali e di squadra. Utilizzare esercitazioni specifiche in sessioni di addestramento tattico. Selezionare le esercitazioni che sono interessanti, che sfidano l’atleta e lo stimolano dal punto di vista motorio, e che richiedono decisioni rapide, azioni veloci, concentrazione prolungata, e un alto livello di motivazione da parte degli atleti;
  • Gli atleti dovrebbero dimostrare capacità di iniziativa, autocontrollo, un sano spirito competitivo, un senso etico e di fair play in situazioni competitive;
  • Aumentare il numero di gare progressivamente, in modo tale che alla fine di questa fase, gli atleti siano in grado di competere, dal punto di vista della frequenza delle gare, quanto gli atleti assoluti;
  • È importante fissare obiettivi per le gare che si concentrano sullo sviluppo di competenze specifiche, le tattiche e le abilità motorie. Anche se vincere diventa sempre più importante, non sopravvalutate questo;
  • Gli atleti dovrebbero praticare sistematicamente l’allenamento mentale: insegnare esercizi che migliorano la concentrazione, il controllo nervoso, l’attenzione, il pensiero positivo, l’autoregolamentazione, la visualizzazione e la motivazione sono fondamentali per migliorare le prestazioni sportive.

 

Di Andrea Dell’Angelo

 

Bibliografia:

“L’Allenamento ottimale” di Jurgen Weineck, Calzetti & Mariucci Editore

“Total Training for Young Champions. Proven conditioning programs for athletes ages 6 to 18″ di PhD. Tudor O. Bompa, Human Kinetics

 

 

 

Ti è piaciuto? Condividilo...
61
Ti è piaciuto? Condividilo...
61