Eleonora Gatti: “la mia esperienza in Australia”

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In questo articolo Eleonora Gatti, lettrice del nostro sito, ci racconta la sua esperienza da allenatrice, ora in Australia. Questo in sintonia con il nostro project.

Ad Eleonora abbiamo chiesto di raccontarci come viene vissuto lo sport, come viene vissuto nelle scuole e quanto è considerata l’atletica nella “terra dei canguri”.

Chi sono…

eleonora_gatti_ilcoachCiao a tutti, mi chiamo Eleonora Gatti, ho 31 anni e sono nata Firenze in una famiglia sportivissima: mamma ex nuotatrice e ora insegnante di nuoto sincronizzato, babbo insegnante di educazione fisica e impegnato da sempre nel calcio.
Fin da piccola ho praticato sport tra i quali nuoto, tennis, un pò di softball fino ad arrivare in seconda media a lei all’ atletica, lo sport della mia vita.
Galeotta fu la campestre d’istituto quando, dopo la vittoria la professoressa, venne da me dicendomi: “Hai parecchio fiato, vai a provare l’atletica”.
Da quel momento non ho più smesso: ho sempre fatto mezzofondo, dilettandomi negli ultimi anni anche un po con i 400 hs, e mi piace definirmi una “Nanofondista”.
Sono cresciuta nella vecchia “Libertas Firenze”, oggi “Atletica Firenze Marathon”, e la maggior parte del mio tempo la spendo presso lo stadio “Luigi Ridolfi”.
Ho il brevetto di allenatore Fidal e al momento mi trovo in Australia, precisamente a Sydney dove sto facendo esperienza nel campo dello sport lavorando all’interno delle scuole come allenatore di atletica e ginnastica.

Australia: concezione dello sport

Lo sport per gli australiani è fondamentale e l’attività fisica è imprescindibile, sia che si svolga a livelli agonistici sia semplicemente per mantenersi in forma.
Le palestre sono frequentatissime e sono aperte quasi sempre: esistono anche quelle che offrono un servizio 24 ore su 24 per cui, volendo, si può andare anche nelle ore notturne strisciando un badge all’entrata.
I parchi cittadini sono pieni di persone che camminano o corrono e molti sono quelli che si fanno seguire da un personal training (pagato profumatamente) soprattutto durante l’ora di pranzo: gli uffici hanno molto spesso le docce per cui vestirsi e svestirsi e riprendere a lavorare senza problemi è semplice e non porta via troppo tempo.
Ogni fine settimana ci sono partite di rugby, cricket, hockey, netball, ecc. e molti si dedicano anche al nuoto e al surf, una delle attività preferite dagli Aussie: le spiagge, oltre a richiamare gli amanti della tavola, sono spesso popolate da cultori del fitness e per questo super attrezzate con sbarre per addominali, dorsali e esercizi a corpo libero.
Molto sfruttate e ancora ben tenute poi, le strutture del Parco Olimpico costruito nel 2000, soprattutto l’Athletics Centre (che ha visto tra l’altro l’esordio stagionale di Rudisha due mesi fa) ma ogni zona comunque, vicina o lontana dalla città che sia, ha almeno un parco e/o zona verde solo per fare sport, con campi da tennis e basket che il più delle volte sono ad ingresso libero.

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Australia: sport e scuola

La maggior parte delle scuole è dotata di strutture sportive o comunque di almeno un’area ricreativa che invoglia i bambini a fare molta attività, di qualsiasi genere.
Spesso, soprattutto quelle  elementari, si affidano ad aziende esterne che durante l’anno e per la durata di almeno un “term” (2 mesi), hanno il compito di insegnare uno sport preciso attraverso dei coach, che poi è quello che sto facendo io con l’atletica e la ginnastica per “Fit Futures”.
In alcuni casi, soprattutto negli asili, sono i genitori che pagano cifre simboliche affinché i propri bimbi possano prendere parte alle varie attività proposte dagli operatori esterni.
Proprio di recente il Governo australiano ha avviato, attraverso la propria Commissione Sportiva e il sostegno di oltre 30 organizzazioni nazionali, una grossissima operazione chiamata “Sporting Schools”: l’obbiettivo è promuovere e diffondere lo sport, far si che ci sia maggior collegamento tra scuole (e quindi insegnanti), istituzioni e club sportivi.
I bambini a differenza dei nostri non praticano uno sport solo, ne fanno diversi, arrivando addirittura a 3,4, con partite sia durante sia nel fine settimana.
Questo a parer mio va ad incidere lievemente sui risultati che si potrebbero avere dedicandosi ad uno solo in particolare, ma ha indubbiamente il vantaggio di sviluppare una discreta multilateralità.
A scuola vige la regola che tutti fanno tutto, ci si cimenta in ogni sport e nessuno è escluso: per quanto visto fino ad ora i bambini australiani hanno un altro modo di rispettare le regole, non si prendono in giro per una capriola sbagliata o uno scatto non troppo veloce anzi, applaudono il compagno che è rimasto indietro, inevitabilmente ultimo; allo stesso tempo però mi danno l’impressione di essere un po’ meno vivaci dei nostri, un po’ più impostati e ligi al dovere.

Australia: l’ Atletica leggera

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L’atletica non è uno tra gli sport più seguiti: a questa si preferiscono il rugby, il cricket e l’hockey.
Ci sono molti club amatoriali e molte piste dislocate intorno alla città (Sydney). Tenendo presente che il continente è grande quanto l’Europa, la Federazione è presente nei vari territori con dei dipartimenti e divisa sostanzialmente in due parti: l’“Athletics Australia” e “Little Athletics” che, in poche parole, è un po’ come se la Fidal fosse composta da una parte incaricata dell’organizzazione di gare ed eventi per adulti, ed una solo per i bambini e la promozione, sia in campo che nelle scuole. Per coinvolgere maggiormente questi ultimi è stato da poco attivato lo “IAAF Nestlé Healthy Active Kids Athletics”, uno dei più grandi programmi di sviluppo di base nel mondo dello sport, finalizzato a incrementare la partecipazione in atletica e aiutare i bambini tra i 7 e i 12 anni a mantenere uno stile di vita sano e attivo. Già apprezzato da oltre 1 milione e mezzo di utenti in oltre 100 paesi, è attualmente in fase di implementazione a livello nazionale proprio da “Athletics Australia”attraverso le comunità attive del dopo-scuola che aiutano i bimbi ad imparare e a divertirsi con l’atletica.

Per quanto riguarda l’attività agonistica direi che si svolge più o meno come da noi (eccetto per le stagioni invertite in quanto giugno è tempo di campestri): campionati regionali, nazionali e interstatali, oltre ai giochi del Commonwealth.

Australia: gli allenatori di atletica

Deleonora_gatti_ilcoach (2)al punto di vista degli allenatori molti fanno parte dell’“Australian Track & Field Coaches Association”, associazione fondata nel 1974 e responsabile dello sviluppo e della promozione delle metodologie di allenamento, migliorare la qualità delle prestazioni, il livello di partecipazione, incoraggiare l’accreditamento e la formazione dei tecnici.

Generalmente, un po come la maggior parte di noi tecnici italiani, allenano part-time perché di base sono insegnanti di educazione fisica e hanno le mattine impegnate, sia a scuola sia presso istituto sportivi, molti però sono volontari; c’è qualcuno poi che ha la fortuna di appartenere alla Commissione Sport del Governo e di allenare full-time, ma questo diciamo che vale solo per pochi eletti.

Io sono stata accreditata come “Level 2 intermediate club coach”, paragonabile ad un livello “Allenatore” italiano ma con capacità gestionali e manageriali all’interno del gruppo o del club a cui si appartiene. Non alleno sulla pista perché non posso permettermi di non essere pagata dato il costo della vita in Australia, ma sono felice lo stesso perché ho lavorato in una scuola con il progetto di “Little Athletics” che si chiama LAPS, “Little Athletics Schools Programme” e collaboro con l’”Athletics New South Wales” (lo stato dove vivo) dando mano ad organizzare eventi.
Sono stata poi accreditata come Coach nel progetto “Sporting Schools” e poi…poi chissà cosa mi riserva il futuro, la strada pare sia quella giusta…

Ringraziamo di cuore Eleonora per il tempo che ci ha dedicato, pensiamo che la sua esperienza, come quella di altri, possa essere utile per comprendere molte cose che avvengono all’estero.

Un grosso in bocca al lupo per la tua “avventura” da ilCoach!!!

A presto…

 

 

 

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