CLIFF ROVELTO (14 ATLETI OLIMPICI): COME ALLENARE IL SALTO IN ALTO

Cliff Rovelto salto in alto

RELAZIONE CONFERENZA EUROPEA DEL SALTO IN ALTO: IL SISTEMA DI ALLENAMENTO DI CLIFF ROVELTO 

L’edizione 2016 della European Pole Vault and High Jump Conference organizzata dalla German Sport University di Colonia e rientrante negli eventi di formazione promossi dalla European Athletics ha visto la presenza di relatori di alto livello come lo svedese Stefan Holm e l’americano Cliff Rovelto per i momenti riservati al salto in alto.

In questo articolo viene riportata una relazione tecnico-esperienziale dei contenuti esposti nelle presentazioni teoriche e pratiche presentate da Cliff Rovelto. A breve sarà riportata anche la relazione del contributo del campione olimpico di salto in alto ad atene 2004, ora allenatore, Stefan Holm.

CLIFF ROVELTO

Cliff Rovelto è un allenatore americano di atletica leggera specializzato nel salto in alto. E’ il responsabile della squadra di atletica della Kansas State University (NCAA Division I) e, senza dubbio, è uno dei tecnici di riferimento per la disciplina in tutto il Nord America. Nella sua carriera ha allenato, e tutt’ora allena, saltatori e multiplisti di livello mondiale. I 14 atleti portati alle Olimpiadi da Atlanta 1996 a Rio 2016 rappresentano la cartina tornasole di un lavoro eccellente portato avanti insieme ai suoi atleti. Erik Kynard, Jessi Williams, Matt Hemingway e Jamie Nieto sono solo alcuni dei nomi di spicco che hanno raggiunto il loro picco prestativo sotto la guida di Rovelto. Oggi l’head coach di K-State University segue sia gli studenti-atleti del college che gli atleti top non frequentanti l’università.

Cliff Rovelto, la sua filosofia nell’allenamento del salto in alto

Il sistema di allenamento è fondato sullo sviluppo a lungo termine dell’atleta operando scelte in funzione dei benefici a lungo termine della prestazione. Questo concetto implica la costruzione delle fondamenta e delle basi che hanno la funzione di minimizzare il rischio di infortuni e consentire una certa consistenza della performance.

Il ruolo del coach è quello di insegnare: non è solamente una questione di competenze e conoscenze ma soprattutto l’abilità di comunicare le informazioni in maniera efficace. Il processo di coaching vede la definizione di una mission che è relativa al livello di aspirazione dell’atleta e all’individuazione di obiettivi personali, misurabili e tempo-specifici.

L’idea alla base dell’allenamento è quella di rendere gli atleti indipendenti senza vincolare la propria prestazione alla presenza dell’allenatore sul campo di gara. Gli atleti di grande talento sono anche considerati “geni del movimento” (motor genius), ma le caratteristiche dello sviluppo atletico e personale di questi passano sempre attraverso l’etica del lavoro, la pazienza, l’onestà e la perseveranza.

Principi per la preparazione fisica dei saltatori e delle saltatrici in alto

Secondo Cliff Rovelto l’obiettivo primario della preparazione fisica rimane quello di raggiungere il livello d’elite attraverso il raggiungimento del minimo di partecipazione per le maggiori manifestazioni, entrare a far parte del Team USA, qualificarsi per la finale e in ultimo competere per una medaglia. Il successo durante il periodo estivo è diretta conseguenza della qualità del carico di lavoro svolto durante il periodo autunnale e invernale. Lo sviluppo tecnico e lo sviluppo biomotorio sono in stretta relazione in quanto, in primis, l’atleta deve possedere le capacità fisiche per soddisfare i requisiti tecnici della disciplina. Non esistono scorciatoie per saltare più alto, anche per gli atleti di talento. Questi possono anche raggiungere ottime misure nel salto in alto, ma senza una adeguata progressione delle componenti tecniche e biomotorie non potranno esprimere una certa consistenza, che è quanto ricercato durante la stagione visto il calendario delle competizioni.

La componente di preparazione fisica durante il periodo preparatorio e agonistico vede l’instaurarsi di differenze fra i generi. In generale le donne sembrano capaci di lavorare con un volumi comparabili o addirittura più alti degli uomini, mentre per quanto concerne l’intensità essa è maggiore negli uomini. Nella fase competitiva gli uomini riducono il volume e mantengono alta l’intensità mentre le donne sembrano riportare maggiori vantaggi nel picco prestativo lavorando ancora con volumi alti ed intensità leggermente più basse.

L’importanza della rincorsa nel salto in alto

Considerando la relazione di causa-effetto dei fenomeni, la rincorsa gioca un ruolo primario nella costruzione del salto. La maggior parte degli errori riguardanti lo stacco del salto in alto sono causati da una rincorsa spesso inconsistente, non riproducibile allo stesso modo ad ogni tentativo. Quanto ricercato sta nella riproducibilità della rincorsa a velocità ottimali. Una rincorsa ottimale deve permettere all’atleta di accelerare in maniera uniforme e precisa vista la biomeccanica della corsa in curva. La corsa in curva pone l’accento sull’allineamento naturale e perpendicolare alla direzione di corse dell’asse delle anche e delle spalle.

L’organizzazione dell’allenamento secondo Cliff Rovelto: sedute ad impatto neuromuscolare e sedute ad impatto metabolico

Uno degli aspetti più importanti è ricoperto dalla preparazione generale che solitamente inizia nel mese di settembre per poi concludersi a dicembre. A questa segue la fase o il ciclo di conversione della potenza precedente l’inizio della stagione indoor. I periodi, o cicli di allenamento, sono suddivisi seguendo il classico schema della periodizzazione con 3 settimane di carico e una settimana affidata alla rigenerazione.

Il programma di allenamento settimanale per gli atleti del college è costituito da 4 sedute di (Lunedì, Martedì, Giovedì e Venerdì). Queste sono classificate in due grandi gruppi a seconda della natura del programma. Il primo e il terzo giorno di allenamento settimanale sono dedicati alla “componente neuromuscolare” invece la seconda e la quarta seduta alla “componente metabolica”. Gli allenamenti con enfasi neuromuscolare sono costituiti da lavori di potenza e reattività, mentre quelli con enfasi metabolica racchiudono esercitazioni di corsa, allenamento del core e circuiti di forza generale. Nel periodo agonistico l’organizzazione della settimana muta individuando una sessione leggera ad impatto muscolare due giorni, un giorno prima o la mattina prima della gara a seconda delle caratteristiche del singolo atleta. Il giorno dopo la gara è dedicato alla rigenerazione attraverso attività leggere ad impatto metabolico.

I circuiti di sviluppo generale della forza sono costituiti da 5 esercizi relativi alla parte superiore e altrettanti 5 esercizi per la parte inferiore del corpo. Sono circuiti a tempo che con il passare delle settimane diminuiscono la componente tempo delle serie di ciascun esercizio (esempio: 1min, 45 sec, 30 sec). Tutti gli esercizi dei circuiti vengono eseguiti con carichi medio-bassi, preferendo una rigorosa e corretta esecuzione tecnica piuttosto che alti carichi di lavoro. Inoltre il sistema di allenamento prevede l’utilizzo di esercizi isometrici sulla pedana a vibrazioni. Ancora le esercitazioni di corsa e accelerazione ricoprono distanze dai 20 ai 60 metri.

L’allenamento della tecnica di salto in alto secondo Cliff Rovelto

L’allenamento della tecnica di salto è una diretta conseguenza del lavoro della preparazione della componente biomotoria. Vengono svolti i classici salti con rincorsa ridotta e rincorsa completa ed a questi sono aggiunte sessioni con salti su una pedana rialzata nuovamente sia con rincorsa completa che con quella ridotta. Il numero annuo delle sedute non è mai superiore di 30-35 per anno. Nell’ultima stagione Erik Kynard ha svolto 29 sedute di tecnica, mentre Alyx Treasure, finalista a Rio 2016, 34 allenamenti.

Le esercitazioni per il salto in alto (con video)

Cliff Rovelto, durante il seminario a Colonia, ha presentato esercizi relativi allo sviluppo della rincorsa ed esercitazioni incentrate sullo stacco. Le prime prevedono esercitazioni di accelerazioni e corsa in curva (corsa su cerchio, corsa su 8, corsa in curva), mentre per quanto riguarda lo stacco l’enfasi è posta sugli ultimi due appoggi (pop-off e take-off) attraverso esercitazioni che collegano e dissociano il movimento tra questi due elementi chiave del salto in alto.

Nel video è possibile osservare alcune delle esercitazioni proposte al convegno da Cliff Rovelto

  • andature specifiche per l’azione della gamba libera su traiettoria curvilinea (circle popoffs);
  • un esercizio fra gli ostacoli (hurdle popoffs) relativo alla rapidità di esecuzione del penultimo appoggio in connessione allo stacco;
  • un esercizio di forza speciale (penultimate leg strengtnening) per il penultimo appoggio e lo stacco che può essere effettuato utilizzando bastoni e/o bilanceri.

 

Al seguente link potete trovare tutte le presentazioni, scaricabili, dei relatori del seminario di Colonia, compresa quella di Ctiff Rovelto

http://polevault-symposium.jimdo.com/downloads/

 

A cura di Alberto Franceschi

International Master in Performance Analysis of Sport

www.jumpexperience.weebly.com

 

Ti è piaciuto? Condividilo sulla tua pagina Facebook cliccando sull’icona a sinistra!

Ti è piaciuto? Condividilo...
2
Ti è piaciuto? Condividilo...
2