Avviamento salto in alto nelle categorie esordienti e ragazzi

salto in alto young

Scopo dell’articolo è mostrare un approccio per avvicinare i piccoli atleti al salto in alto.

Non mi soffermerò sulle esercitazioni da proporre a chi già, dalla categoria ragazzi, mostra spiccate doti di salto e una capacità tecnica sopra la media, perché saranno trattate a parte in maniera più dettagliata, ma su quegli esercizi che un tecnico può proporre ad un gruppo di atleti misto anche abbastanza numeroso. Approfondirò inoltre le norme di sicurezza utili per evitare gli incidenti più comuni.

Per un allenatore, decidere di dedicare parte di un allenamento al salto in alto può essere frustrante, perché la prima impressione che si ha è che i ragazzi “non staccano” oppure “si buttano subito sul materasso” e “non sanno saltare con 1 piede solo”.

Nei bambini l’idea del “saltare verso l’alto”, si sviluppa solo successivamente a quella di “saltare verso il basso” e “saltare in lungo”. È doveroso quindi tenere conto di questa sequenzialità ogni volta che ci si approccia all’alto.

 

Il salto in basso è un ottimo spunto per tutta una serie di esercitazioni che sono utilissime sia per stimolare la capacità di salto in sé, sia come propedeutica all’atterraggio; non va dimenticato infatti che sono molti quei ragazzi che, anche se inconsciamente, hanno paura del materasso e quindi rivolgono gran parte della loro attenzione ad arrivare velocemente e nel modo che loro ritengono più sicuro, e cioè appoggiando subito le mani, rischiando però di provocarsi un infortunio. E’ importante che con gli anni, vengano insegnate le regole per un corretto atterraggio, sulla parte alta della schiena e con le ginocchia divaricate per evitare colpi sul naso, in modo da rendere più semplice poi l’apprendimento della tecnica fosbury.

  • Giochi liberi sul materasso: anche durante il riscaldamento o alla fine dell’allenamento, si fa prendere confidenza col materasso lasciando liberi i ragazzi di correre e saltare (sempre sotto la nostra supervisione).
  • Cadute dall’alto (da una panchina, da un gradone o dalla spalliera) con atterraggio in piedi a gambe leggermente divaricate e piegate su un materassino rigido.
  • Stesso esercizio atterrando in posizione seduta rannicchiata, con la testa posizionata tra le ginocchia leggermente divaricate su materassino morbido.
  • Cadute all’indietro a corpo rigido con partenza dal materasso o da una panchina leggermente più alta; per evitare contraccolpi al collo si può proporre di ruotare la testa verso destra o sinistra mantenendo il mento vicino al collo.
  • Stesso esercizio ma partendo frontali alla zona di atterraggio: durante la caduta si chiede di ruotare su se stessi di 180° in maniera compatta.

Primo punto fondamentale è la sicurezza della zona di salto.
Nel caso si utilizzi una palestra (abbastanza comune per i CAS) è importante che i materassi siano posizionati in modo che non si spostino durante l’atterraggio, quindi fermi contro il muro e con una seria di materassini intorno utili nel caso in cui qualcuno cada fuori per errore.

I materassi devono essere comunque piuttosto morbidi e abbastanza grandi.

L’uso dell’elastico al posto dell’asticella è favorevole quando si lavora con i più piccoli, perché permette loro di saltare senza paura, ma non andrebbe più utilizzato con i ragazzi che vogliono fare una gara di salto in alto, perché loro si devono abituare a non aver timore dell’asticella. Nel caso si utilizzi un elastico legato a ritti si del tipo leggero “da palestra”, può succedere che questi vengano trascinati addosso all’atleta, nel caso quest’ultimo abbia sbagliato il salto e si sia di fatto “buttato” contro l’elastico.

Una buona alternativa è quella di usare una funicella rigida zavorrata alle estremità; in questo modo, la corda potrà cadere senza trascinarsi i ritti.

Bene, abbiamo sistemato tutta la zona di salto, gli atletini sono pronti…si può saltare!!!!

 

La serie di esercitazioni di salto frontale vanno benissimo per tutte le età giovanili e sono da preferire soprattutto nelle fasi iniziali.

Si possono inserire 2/3 esercizi in un riscaldamento (e poi magari fare altre specialità) oppure inserire una sequenza di esercizi, magari dividendo il materasso in 3 zone e allestendo una sorta di circuito in modo che tutti lavorino con tempi di attesa molto brevi.

Si richiederà sempre di staccare prima con 1 piede e poi con l’altro, cercando di rendere i ragazzi consci del piede che si è utilizzato. Ad esempio si può proporre (a partire dagli esordienti C):

  • 3 salti tutti col piede dx + 3 salti tutti col piede sx.
  • 3 salti chiedendo di staccare o col dx o col sx casualmente; dopo ogni salto si chiede al ragazzo: “con che piede hai staccato?” Sembra una banalità, ma tanti non riusciranno a dare una risposta certa.
  • 3 salti col piede con cui si è trovati meglio. Non è il ragazzo che deve decidere quale piede prediligere, ma è l’allenatore che deve capire quale gamba viene usata in maniera più naturale e cercare di fare in modo che in tutti i salti venga usata poi la stessa gamba di stacco.

Il punto di stacco è un argomento molto delicato, perché la maggior parte dei ragazzi, se lasciati liberi di saltare, hanno la tendenza ad avvicinarsi troppo alla zona centrale dell’asticella, se non addirittura al secondo ritto; sarebbe opportuno indicare in maniera visibile o con un cerchio colorato oppure con dei gessetti, il punto di stacco, poiché un punto errato e quindi una percezione della distanza tra corpo e asticella sbagliata, è difficile da correggere in fase più avanzata.

  • Corsa + salto di torri costruite con oggetti morbidi e atterraggio su materassini rigidi (ideale per le categorie esordienti).
  • Salti frontali sul materasso (alto almeno 50 cm) con atterraggio in piedi in equilibrio e stacco a 1 piede dentro a 1 cerchio; si richiederà di staccare prima con 1 piede e poi con l’altro e di essere coscienti di quale si è utilizzato.
  • Stesso esercizio ma durante il salto si cercherà di toccare con la mano l’elastico che è stato posto ad un’altezza di circa 1.80m-2m a seconda dell’età.
  • Stesso esercizio con una palla morbida di gomma in mano che si cercherà di lanciare al di là dell’elastico verso il basso.
  • Salto frontale con rotazione del corpo di 180° e atterraggio in posizione seduta; questo è utile per valutare chi è più portato istintivamente a ruotare in senso orario o antiorario e può quindi essere utile per aiutare il ragazzo a prediligere uno stacco di sinistro o di destro; questo si può far eseguire sia con stacco a 1 piede che a piedi pari.
  • Stesso esercizio ma con atterraggio sulla schiena, possibilmente sulla parte alta.

Salti laterali con rincorsa dritta:

  • Salto a sforbiciata con atterraggio in piedi: per le categorie esordienti è sufficiente il materasso se già abbastanza alto, per i ragazzi/e si inserisce anche l’asticella (o elastico).
  • Salti laterali con stacco e atterraggio sullo stesso piede di stacco (dagli esordienti C in su)

A questo punto si possono inserire salti con rincorsa laterale in curva, ma di questo si parlerà in modo più specifico in articolo successivo.

 

A cura di Elisa Bettini

 

Gli altri articoli di Elisa:

Raduno Enzo del Forno sul salto in alto

 

 

 

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