Atletica Paralimpica: cos’è e come si svolge!

Rio 2016. Pista di allenamento dell’Air Force University. Atletica Paralimpica

Circa un mese fa,  dal 7 settembre al 18 settembre, si sono svolte le Paralimpiadi di Rio 2016 nelle quali si sono affrontati, nelle 23 discipline paralimpiche ben 4300 atleti provenienti da 176 paesi del mondo.

Per l’Italia l’edizione 2016 è stata la migliore del nuovo millennio con 39 medaglie (10 ori, 14 argenti e 15 bronzi).

La nostra Elisa Bettini, da poco ex nazionale di Prove Multiple ed ora allenatrice di Atletica Leggera e collaboratrice del Settore Tecnico Lombardo, ha partecipato a questa edizione delle Paralimpiadi come guida nei 100 e 200 metri e come assistente nel salto in lungo. Gli abbiamo fatto alcune domande per scoprire qualcosa di più riguardo il “mondo paralimpico”.

Iniziamo con una domanda molto semplice, il bilancio di questa esperienza è stato positivo?

Assolutamente positivo. Gareggiare nella più grande manifestazione sportiva a livello internazionale, riempie di emozioni impagabili e ripaga di tutte le fatiche fatte per arrivarci. Inoltre nel villaggio olimpico c’è sempre un clima di festa, e vivere per 3 settimane insieme a tantissimi atleti provenienti da tutte le parti del mondo è uno stimolo molto importante.

Entriamo maggiormente nel dettaglio per quanto riguarda la parte sportiva. Chi gestisce in Italia l’attività per persone con disabilità?

In Italia esiste il CIP (Comitato Italiano Paralimpico), che ha funzioni similari a quelle del CONI nello sport per normodotati; nello specifico regola, gestisce e promuove le attività sportive in ambito nazionale, garantendo a tutti i soggetti disabili il “diritto allo Sport”. A tal fine si avvale della collaborazione di 36 Federazioni Paralimpiche, tra cui la FISPES per l’atletica leggera (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali), 13 Enti di promozione Sportiva Paralimpici e 5 Associazioni Benemerite. Inoltre favorisce la preparazione atletica delle rappresentative paralimpiche delle diverse discipline in vista degli impegni nazionali ed internazionali e, soprattutto, dei Giochi Paralimpici, estivi e invernali, che si svolgono circa due settimane dopo i Giochi Olimpici nelle stesse sedi e strutture utilizzate per le Olimpiadi. A Rio le Paralimpiadi si sono svolte dal 7 al 18 settembre 2016.

Si occupa, inoltre, dell’avviamento alla pratica sportiva delle persone con disabilità, attraverso protocolli d’intesa con l’INAIL, con le Unità Spinali e con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per coinvolgere gli studenti con disabilità e integrarli nel tessuto scolastico.

Per un ragazzo disabile, com’è possibile avvicinarsi al mondo dello sport paralimpico?

I Centri di Avviamento allo Sport Paralimpico (C.A.S.P.) costituiscono lo strumento per mezzo del quale il CIP favorisce la costruzione di un processo educativo sportivo nelle persone con disabilità allo scopo di formare ai valori paralimpici e simultaneamente favorire l’emersione dei giovani talenti; i CASP sono presenti all’interno di vari Centri di Riabilitazione e Unità Spinali di diversi Istituti Ospedalieri italiani.

Molto importante è anche la convenzione tra CIP ed INAIL; per fare un esempio, si sente parlare del centro protesi INAIL di Budrio, polo di eccellenza per persone con amputazione di uno o più arti superiori e/o inferiori; qui esiste il “Progetto Sport” come strumento riabilitativo che offre agli assistiti la possibilità di provare e quindi avviarsi ad una disciplina sportiva secondo loro interessi e possibilità.

Rio 2016. Villaggio Olimpico. Atletica Paralimpica
Rio 2016. Villaggio Olimpico. Atletica Paralimpica

 

Come sono organizzate le gare di atletica leggera FISPES?

Nelle gare FISPES, diversamente da quanto accade per le gare FIDAL, non si gareggia suddivisi per categorie in base all’anno di nascita ma in base al tipo di disabilità (profili funzionali):

  • Da 11 a 13: cecità totale o parziale
  • Da 31 a 38: cerebrolesione
  • Da 40 a 41: bassa statura
  • Da 42 a 44: amputazione arti inferiori
  • Da 45 a 47: amputazione arti superiori
  • Da 51 a 57: paraplegia/tetraplegia/lesione midolarre

Davanti al numero che definisce la categoria si inserisce il prefisso “T” per le gare di corsa su pista e di salto, “F” per i lanci e “P” per il pentathlon; per ogni categoria sono previste soltanto alcune specialità a seconda della gara in oggetto, ad esempio alle Paralimpiadi di Rio per la categoria T51 (tetraplegia grave) erano previste soltanto le gare di 100m, 400m e lancio del martellone.

Come è iniziata la tua avventura nel mondo paralimpico?

In modo del tutto inaspettato e improvviso!

Il Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, di cui faccio parte da 13 anni, ha stipulato un protocollo d’intesa con il CIP, che regola l’attività sportiva di atleti disabili di interesse nazionale, garantendo ai tesserati presso di loro una completa assistenza tecnico sportiva ed un supporto di carattere logistico, tecnico, sanitario, finanziario ed impiantistico; grazie a ciò, nel mese di febbraio, si è creato un progetto specifico che mi ha visto coinvolta come atleta guida di Arjola Dedaj, una ragazza non vedente (categoria T11), affinché lei potesse allenarsi al meglio in vista di una possibile convocazione per Rio.

Visti i risultati, direi che questo progetto è andato a buon fine….

Pass per Rio ottenuto, record italiano nel salto in lungo fatto, personal best nei 100m (eguagliato) e nei 200m fatti: direi proprio che l’obiettivo è stato raggiunto e il progetto si è concluso positivamente!

Tu avevi abbandonato l’attività agonistica già da qualche tempo, come è stato tornare in pista ad allenarsi?

Non è stato facile, soprattutto dal punto di vista fisico; io avevo smesso di praticare atletica a livello agonistico a causa di numerosi infortuni che non mi permettevano di allenarmi adeguatamente; quando a marzo ho ripreso gli allenamenti in maniera costante e metodica, sono riemersi vari problemi fisici che avevo da tempo dimenticato! Nello stesso tempo ho dovuto imparare, e anche abbastanza velocemente, a diventare una “guida”, quindi adeguare la mia tecnica di corsa a quella dell’atleta, gestire la gara e rimediare ad eventuali errori. E’ ovviamente importantissimo stabilire una grande sintonia tra atleta e atleta-guida perché nel momento in cui ci si mette sui blocchi si è di fatto un atleta unico.

Rio 2016. Maracanà alla cerimonia di apertura. Atletica Paralimpica
Rio 2016. Maracanà alla cerimonia di apertura. Atletica Paralimpica

Ci racconti nello specifico come si svolgono le gare per la vostra categoria (T11, atleti non vedenti)?

Allora, nelle gare di corsa atleta e guida sono legate da un cordino che dev’essere lungo al massimo 50cm che si tiene in mano oppure si lega al polso; la corsa è ovviamente speculare così come anche la partenza dai blocchi; ogni coppia ha a disposizione 2 corsie quindi in una pista di 8 corsie gareggiano 4 atleti insieme a 4 guide. E’ importante che la guida faccia solo da “guida” all’atleta e che non lo spinga altrimenti si incappa in una squalifica, stessa sorte che si subisce nel caso il traguardo venga tagliato prima dalla guida e non dall’atleta.

Nel salto in lungo invece non si parla di “atleta-guida” ma di “assistente”: questo posiziona l’atleta al punto di partenza della propria rincorsa e poi si colloca davanti allo stacco; a questo punto chiama l’atleta con segnali sonori vocali o battendo le mani in modo che l’atleta possa seguire la corretta direzione e staccare dopo un numero definito di passi (in genere 12-14). La pedana è da 1m e la misurazione avviene dal punto preciso di stacco. E’ ovviamente un compito dii grande responsabilità, ed è per questo che tra atleta e guida/assistente è necessario che ci sia il massimo della fiducia.

 

Ringraziamo Elisa Bettini per la diponibilità a rispondere alle nostre domande. Complimenti per i risultati ottenuti sia da atleta, sia da tecnico che come guida e assistente nelle gare paralimpiche.

 

Ti è piaciuto questo articolo? CONDIVIDILO SULLA TUA PAGINA FACEBOOK CLICCANDO SUL TASTO A SINISTRA!!!

Ti è piaciuto? Condividilo...
75
Ti è piaciuto? Condividilo...
75