Martello: la tecnica

Il lancio del martello è, come il lancio del disco, una disciplina molto tecnica dell’atletica leggera. Anche in questo lancio l’atleta deve compiere delle rotazioni del corpo per accelerare l’attrezzo da lanciare.
Da far notare che, come per il disco, anche il martello è presente nelle competizioni a partire dalla categoria allievi, pertando molto spesso risulta difficile trovare atleti che hanno le abilità e la coordinazione necessaria per affrontare la meglio questo lancio.
Ecco le fasi tecniche principali diel lancio del martello:
  1. PREPARAZIONE, o preliminari, l’atleta muove il martello, mediante delle rotazioni, per imprimere una velocità iniziale che favorisce maggior dinamismo all’inizio dei giri;
  2. I GIRI, è la fase di costruzione del lancio nella quale il lanciatore utilizza 3/4 giri su se stesso per dare accelerazione all’attrezzo;
  3. RILASCIO, viene prodotta un’ulteriore accelerazione che viene trasferita al martello immediatamente prima che venga mollato
  4. NON vi è la fase di recupero in quanto, a differenza degli altri lanci rotazionali (disco e peso), i giri sono effettuati sul posto, senza un avanzamento del lanciatore.

Come per ogni lancio è fondamentale insegnare al lanciatore una corretta impugantura, per effettuare in maniera efficace l’intera sequenza di lancio.

 

L’impugnatura

Una buona impugnatura permette di resistere alla trazione e di avere pieno controllo dell’attrezzo:

  • I destrimani tengono la maniglia con la sinistra;
  • La maniglia è posta nell’articolazione tra 2° e 3° falange;
  • La mano destra si sovrappone a quella sinistra;
  • Il pollice destro si incrocia sopra quello sinistro;
  • L’impugnatura è salda ma le braccia sono rilassate e naturalmente distese.

 

Preparazione

Nella fase preparatoria l’atleta effettua i preliminari, delle rotazioni del martello intorno al corpo del lanciatore, la cui esecuzione permette di iniziare l’accelerazione e di mettere in orbita l’attrezzo.

Posizione di partenza:

  • L’atleta si colloca all’inizio dalla pedana col dorso verso la direzione di lancio, i piedi paralleli, a cavallo della linea mediana e con una larghezza simile a quella delle spalle (superiore max del 10%)

L’oscillazione può essere compiuta secondo 2 tecniche diverse:

  1. Il martello è posto (per il destrimane) sul terreno nella parte posteriore a destra del lanciatore e viene tirato in avanti alto verso sinistra;
  2. Il martello viene oscillato con un movimento a pendolo degli arti inferiori del’atleta.

Queste le caratteristiche tecniche della fase preparatoria:

  • Il movimento iniziale della sfera è generato dai piedi e, mediante una torsione attiva del tronco, si trasmette agli arti superiori e all’attrezzo;
  • Il peso del corpo si sposta per assecondare l’orbita del martello;
  • Il tronco è in torsione a destra quando il martello raggiunge, a sinistra, il punto più elevato dell’orbita e le braccia si flettono;
  • Il punto più basso dell’orbita del martello deve passare davanti al piede destro dell’atleta;
  • La velocità ha un invcremento progressivo ad ogni preliminare

 

I giri

Fase cruciale del lancio, l’atleta effettuando delle rotazioni su sestesso accelera l’atrezzo in preparazione della fase di rilascio. Questa fase si compone di 4 sottofasi:

  1. Attacco al 1° giro;
  2. 1° giro;
  3. 2° giro;
  4. 3° giro

Attacco al primo giro

Rappresenta la fase di collegamento tra i preliminari ed il primo giro e può essere definita anche “avvio”. Martello ed atleta iniziano a ruotare insieme attorno ad un asse comune, per accelerare tutto il “sistema uomo ed attrezzo”.

In questa fase si possono avere due tecniche differenti.

  • rotazione sul tallone, nella tecnica a 3 giri;
  • rotazione sull’avampiede, nella tecnica a 4 giri;

Ecco le caratteristiche techiche di questa fase (tecnica a 3 giri):

  • Le gambe si caricano piegando le ginocchia, il busto resta dritto e le braccia si distendono;
  • Il piede destro inizia a spingere quando la sfera sta scendendo e a muoversi, quando questa raggiunge il punto più basso dell’orbita;
  • La spinta del piede destro aiuta l’apertura del sinistro sul tallone, con lo sguado rivolto in avanti;
  • Il lato destro del corpo ruota attivamente attorno a quello sinistro, che resta fisso.

1° giro

L’obiettivo è accelerare il martello nella fase di doppio appoggio e creare una pretensione/anticipo nella fase di appoggio singolo:

  • Iniziano le rotazioni del piede sinistro con un’azione tacco-punta (destrimani);
  • La rotazione spinta dell’avampiede destro continua fino a quando non si completa l’apertura del sinistro sul tallone;
  • Il piede sinistro si stacca da terra;
  • Primo passaggio dal tallone all’avampiede dell’arto sinistro;
  • Ritorno alla fase di doppio appoggio, nel più breve tempo possibile, riappoggiando il piede destro a terra;
  • La rotazione deve avvenire con una posizione di caricamento degli arti inferiori e di centratura attorno all’asse sinistro;
  • Tutta l’azione avviene mantenendo l’orbita dell’attrezzo ampia

2° giro

Anche qui l’atleta deve accelerare ulteriormente, come nel primo giro:

  • Il piede sinistro ruota passando dal tallone all’avampiede (tacco-punta);
  • Il peso del corpo rimane prevalentemente sul sinistro con entrambe le gambe piegate;
  • L’atleta è saldamente posizionato con gli A.I. in carico;
  • L’asse delle braccia e delle spalle forma un triangolo isoscele;
  • Le anche vengono spinte, dalla gamba destra, in avanti e in anticipo rispetto alla linea delle spalle

3° giro

Ulteriore accelerazione del sitema atleta-attrezzo:

  • Il piede sinistro continua a ruotare passando dal tallone all’avampiede;
  • La distanza tra i piedi è minore rispetto agli altri giri;
  • La velocità di rotazione è maggiore rispetto agli altri giri.

 

Rilascio

Nella fase di rilascio, detta anche “finale di lancio”, l’atleta cerca di strsferire al martello la velocità accumulata dal sistema “lanciatore-attrezzo”:

  • La spinta del piede/gamba destra è attiva, in modo da portare l’anca destra nella direzione della rotazione;
  • Le gambe, dopo aver dator l’ultimo impulso, si estendono rapidamente quando il martello raggiunge il punto di rotazione corrispondente al piede sinistro;
  • Il lato sinistro dell’atleta viene bloccato quando l’anca destra punta nella direzione di lancio

 

 

Posizionamento dei piedi

I piedi nelle varie fasi cambiano la loro posizione, per trasferire la maggiore accelerazione possibile all’attrezzo:

  • Durante le oscillazioni preliminari i piedi sono posizionati ad una larghezza leggermente superiore a quella delle spalle (70 cm circa);
  • La distanza tra i piedi si riduce progressivamente ad ogni giro;
  • L’avampiede destro appoggia ad ogni giro 10 cm più dietro del sinistro;
  • La direzione delle punte dei piedi va verso destra (220°-280°), al raggiungimento del doppio appoggio.

 

 

Movimento dell’orbita

Durante i vari giri la direzione dell’orbita varia leggeremente per ottenere un posizionamento corretto al rilascio. Ad ogni giro:

  • L’orbita diviene sempre più inclinata;
  • Il punto basso dell’orbita si sposta verso sinistra e quindi verso il centro della pedana;
  • Il punto alto dell’orbita si sposta verso destra e quindi in modo opposto del sinistro, ma verso il centro della pedana.

 

 

Aspetti aerodinamici

Nel lancio del martello l’impatto aerodinamico è scarso ed inoltre è una variabile difficilmente manovrabile dalle scelte del lanciatore, ciò nonostante è comunque importante conoscere anche questi aspetti.

Secondo uno studio di Dapena ed AA del 2003 sui lanci di 73 metri circa per gli uomini e
67 per le donne, la differenza tra la lunghezza reale del lancio e quella teorica nel vuotoè di circa 2,4 m per i primi e di circa 5,3 m per le seconde.
L’impatto dell’aria è maggiore per il martello femminile (4kg) rispetto a quello maschile (7,26kg), in quanto all’incrementare delle dimensioni lineari dell’attrezzo, la massa incrementa in proporzione al cubo mentre la sezione frontale, e quindi la resistenza frontale dell’aria, incrementa al quadrato.
Secondo il medesimo studio, inoltre, metà della resistenza da parte dell’aria è data dalla testa del martello mentre l’altra metà da filo e maniglia.
L’incidenza del vento contrario (o a favore) sulla lunghezza del lancio è stimata attorno a 0,50 m (- 0,50 m) ogni 2 m/s.
L’aria incide anche nella fase di accelerazione del martello ed aumenta all’aumentare all’aumentare della velocità tangenziale, quindi negli ultimi giri, e soprattutto con riferimento alle parti più periferiche dell’attrezzo.

 

 

3 o 4 giri?

Nel lancio del martello l’atleta compie solitamente 3 o 4 giri.

La scelta tra le due tecniche viene fatta in base alle capacità, da parte dell’atleta, di eseguire movimenti ad elevata frequenza ed alle sue caratteristiche coordinative e dinamiche.
Solitamente i 4 giri sono utilizzati dagli atleti evoluti, che lanciano più lontano. Ciò non significa che tutti devono utilizzare 4 giri: lancierà più lontano l’atleta che al momento del rilascio dell’attrezzo avrà raggiunto la velocità controllabile maggiore.
L’utilizzo troppo precoce della tecnica a 4 giri potrebbe portare l’atleta ad avere una decelerazione nell’ultimo giro, vanificando così il lavoro fatto fino a quel momento.

 

 

Qui sotto un video in slow motion per apprezzare le varie fasi della tecnica del lancio del martello.

 

 

Bibliografia:

“Correre, saltare, lanciare. La guida ufficiale IAAF per l’Insegnamento dell’Atletica” dal Centro Studi & Ricerche della Fidal

“Il nuovo manuale dell’istruttore di Atletica Leggera” dal Centro Studi & Ricerche della Fidal

“Il manuale dell’istruttore di Atletica Leggera” dal Centro Studi & Ricerche della Fidal

http://it.wikipedia.org/wiki/Prove_multiple

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