La marcia

La marcia è una specialità olimpica sia maschile che femminile dell’atletica leggera.

La marcia deriva dalla camminata, una successione di passi (senza fase di volo a differenza della corsa). Infatti il gesto tecnico non è altro che la camminata agonistica spinta alla massima velocità possibile: una progressione di passi eseguiti in modo che il marciatore sia sempre a contatto con il terreno, senza che si verifichi una perdita di contatto evidente, all’occhio umano.

La Marcia - da Wikipedia.it
La Marcia – da Wikipedia.it

Le gare di marcia si disputano ai Giochi olimpici su distanze di 20 km e 50 km per gli uomini e 20 km per le donne. Vista la lunghezza, la gara si svolge su un circuito stradale chiuso al traffico. Tale circuito, posto il più vicino possibile allo stadio, deve avere una lunghezza compresa tra i 2 km e 2,5 km, per le gare internazionali, e tra 1 km e i 2,5 km, per le altre.

Sul percorso sono posti i tabelloni indicanti le ammonizioni, i bagni (solo nelle gare disputate su distanze superiori ai 20 km), le postazioni di spugnaggio e di rifornimento.

Nelle categorie giovanili la distanza varia dai 1000 metri fino ai 10 chilometri.

 

La tecnica.

Come già detto la marcia è l’evoluzione atletica del cammino. Inoltre la marcia è regolamentata (Regola 230 IAAF) e durante le gare di questa disciplina gli atleti sono sottoposti al controllo visivo dei giudici e ai loro eventuali provvedimenti.

Di conseguenza la marcia è una disciplina in cui la tecnica e la sua comprensione sono fondamentali per allenatore ed atleta affinché quest’ultimo possa, nel completo rispetto della regola 230, competere al meglio delle proprie possibilità.

La tecnica di marcia è vincolata da 2 regole di questa specialità:

  • Un piede deve essere appoggiato a terra in ogni momento, il piede avanzante deve toccare il suolo prima che il piede dietro lo lasci;
  • La gamba avanzante deve essere tesa (non piegarsi al ginocchio) dal momento del primo contatto con il terreno, fino alla posizione verticale.

In base a queste, ogni passo di marcia si distingue in due fasi:

  1. FASE A SINGOLO APPOGGIO (anteriore e posteriore): prevede l’accelerazione e la preparazione all’appoggio del piede della gamba libera;
  2. FASE A DOPPIO APPOGGIO: necessaria per mantenere il contatto con il terreno in ogni momento.

Fase ad appoggio singolo posteriore.
L’obiettivo di questa fase è quella di accelerare e prepararsi alla fase a doppio appoggio.

  • La gamba d’appoggio è dritta;
  • La gamba d’appoggio rimane distesa il più a lungo possibile;
  • La gamba d’appoggio rimane dritta mentre il piede rulla sul bordo esterno della pianta, fino alla punta delle dita dei piedi;
  • La gamba libera passa su quella di sostegno con il ginocchio tenuto in basso;
  • Il piede anteriore si prepara all’impatto con il tallone.

Fase a doppio appoggio.
L’obiettivo di questa fase è il collegamento delle fasi di appoggio anteriore e posteriore.

  • Il piede anteriore prende contatto col terreno sul tallone, mentre il piede posteriore si trova sulla punta;
  • Entrambe le ginocchia sono distese;
  • Le braccia oscillano in modo alternato;
  • I piedi dovrebbero trovarsi quasi sulla stessa linea (visti di fronte).

Fase ad appoggio singolo anteriore.
L’obiettivo qui è quello di ridurre l’azione delle forze che possono influire negativamente sull’avanzamento del corpo.

  • Il piede d’appoggio effettua una “rullata attiva” mentre la gamba avanza con un movimento ampio di tirata verso dietro;
  • La fase di decelerazione è la più breve possibile;
  • Il ginocchio della gamba avanzante deve essere bloccato (esteso);
  • La gamba oscillante passa su quella di sostegno con il ginocchio e la parte inferiore della gamba più bassa possibile.

Nelle tre fasi analizzate è importante:
1. coordinare l’azione delle anche e delle spalle;
2. mantenere lo sguardo in avanti per mantenere la testa allineata;
3. mantenere le spalle rilassate ed “in avanti”.

Appoggio del piede.
Un corretto appoggio del piede è fondamentale per ottenere l’ampiezza ottimale del passo:

  • gli appoggi si susseguono su un’unica linea di progressione, le dita sono dirette avanti;
  • l’arrivo a terra (attacco) è sul tallone ed è seguito da una rullata sull’esterno della pianta del piede fino sull’avampiede;
  • la spinta parte dall’avampiede dell’arto posteriore ed è seguita da una rullata sino alla punta dell’alluce dell’arto anteriore.

Movimento delle anche.
Una buona rotazione delle anche aiuta a mantenere la posizione corretta del piede e una lunghezza ottimale del passo:

  • Il movimento laterale delle anche è visibile ma non deve essere esagerato;
  • è fondamentale un ottima mobilità delle anche;
  • Testa e spalle restano allo stesso livello (la testa non oscilla su e giù).

Movimento delle braccia.
Il movimento delle braccia è importante per l’efficacia dell’avanzamento e al mantenimento dell’equilibrio dell’azione di marcia:

  • La parte superiore del corpo dovrebbe restare rilassata;
  • Le spalle si abbassano per controbilanciare l’abbassamento dell’anca opposta;
  • I gomiti sono flessi con un angolo di circa 90° e oscillano vicino al corpo;
  • Le mani non dovrebbero andare più in basso del bacino né più in alto del petto;
  • L’azione delle mani è detta “dal petto alla tasca”
  • Pensare ad una veloce, ma rilassata ed ampia, azione delle braccia verso dietro-alto (“dietro-dietro”).

 

Le gare di marcia sono regolate dalla regola 230 della IAAF:
I marciatori devono mantenere per l’intera durata della competizione il passo di marcia, nel caso un atleta non rispetti uno dei due requisiti, i giudici potranno presentare una proposta di squalifica, oppure, segnalare un richiamo all’atleta con un avviso.

Nel caso di richiamo il giudice segnalerà all’atleta, tramite una paletta gialla, anche la tipologia di infrazione: sbloccaggio, nel caso la gamba non fosse tesa, segnalato con il simbolo di un angolo acuto (>). Perdita di contatto con il terreno, segnalato con il simbolo tilde (~). Ogni giudice può dare un unico richiamo per atleta.

La “proposta di squalifica” detta red card, dagli atleti volgarmente chiamato “bollino rosso” verrà data dal giudice nel caso l’infrazione sia vistosa, o l’atleta avesse già ricevuto dallo stesso un richiamo. Tale proposta verrà inviata al giudice capo, che la segnalerà sui tabelloni preposti dove gli atleti potranno controllare il loro stato; il giudice non segnalerà direttamente all’atleta il fatto, visto che lo stesso non potrà procedere ad una seconda proposta. Nel caso un atleta riceva tre proposte di squalifica da tre giudici differenti, il giudice capo dovrà segnalare all’atleta, tramite una paletta rossa, la sua squalifica immediata. Tale segnalazione potrà essere fatta anche dopo l’arrivo dell’atleta.

Giudice.
Il giudice di marcia è un ufficiale di gara preposto dalla federazione che durante le gare ha l’insindacabile compito di segnalare irregolarità nel gesto atletico dei concorrenti mediante richiamo (paletta gialla), ammonizione (red card o proposta di squalifica). Nelle gare internazionali i giudici devono essere di varie nazionalità e se un atleta riceve la proposta di squalifica da un giudice, un altro giudice della stessa nazionalità non potrà dargli un secondo ammonimento.

 

I record: 20km e 50 km di marcia

La 20 km di marcia.
Al maschile è la più corta distanza di marcia nelle gare internazionali, mentre al femminile è l’unica gara presente.

Il primato mondiale maschile nei 20 km è di 1h17’16”, corso dal Russo Vladimir Kanajkin, a Saransk (Russia) nel 2007. Russo anche il record femminile, di Elena Lašmanova che a Londra 2012 ha marciato in 1h25’02”.

Il primato italiano è di Alex Schwazer, che nel 2012 a Lugano ha fermato il crono a 1h17’30″; al femminile il record nazionale è di Eleonora Anna Giorgi in 1h27”05 (2014, Taican – Cina).

La 50 km.
Gara soltanto maschile: il record mondiale è del francese Yohann Diniz, che nel2014 a Zurigo ha percorso la distanza in 3h23’33”.

In Italia il primato appartiene ad Alex Schwazer che, a Rosignano Solvay nel 2007, ha percorso i 50 km in 3h36’04”.

 

 

Una fase della gara di 20 km di marcia ai Mondiali di Berlino 2009.

 

 

Bibliografia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Marcia_%28atletica_leggera%29

“Il manuale dell’allenatore di atletica leggera (prima parte)”, Centro Studi & Ricerche della Fidal

” Manuale multimediale dal Corso per formatori di Marcia giovanile” della Federazione Svizzera di Marcia, a cura di Emidio Orfanelli e Stefano La Sorda

“Correre, saltare, lanciare. La guida ufficiale IAAF per l’insegnamento dell’atletica”, Centro Studi & Ricerche della Fidal

 

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