La corsa campestre

Campaccio 2016

(immagine di copertina Ph. Roberto Passerini)

La corsa campestre, conosciuta anche con i termini inglesi cross o cross country (che si può tradurre come “corsa attraverso la campagna”) è una specialità sia maschile che femminile dell’atletica leggera che viene praticata soprattutto nel periodo invernale. in cui si corrono distanze che vanno dai 6 ai 10 km e viene svolta su fondo sterrato o erboso e con percorsi che prevedono salite, discese e cambi di direzione repentini.
È una specialità quindi molto impegnativa dal punto di vista fisico e psicologico, che prevede sia gare individuali che a squadre.

La corsa campestre è stata specialità olimpica, sia come gara individuale che a squadre, dai Giochi olimpici del 1904 a quelli del 1924. 
Attualmente, a cadenza biennale e negli anni dispari, la IAAF organizza i Campionati del mondo di cross country. Vengono organizzati abitualmente anche i vari campionati continentali e diverse singole competizioni (ad esempio il Campaccio o la 5 mulini in Italia)

 

Le gare di cross sono spesso utilizzate, da atleti con caratteristiche molto diverse e appartenenti a specialità del mezzofondo e del fondo davvero svariate (dall’800 ista al maratoneta) come competizione ma anche in ottica di preparazione atletica, in quanto lo svolgimento su fondi sconnessi, scivolosi e la presenza di cambi di direzione e di salite e discese rendono queste gare molto utili per il potenziamento muscolare specifico (degli atleti di endurance) e per lo sviluppo della propriocettività e dell’equilibrio. Utilissime anche dal punto di vista psicologico per migliorare la resistenza mentale alla fatica (resilienza).

 

La gara di cross country

Le gare di cross iniziano solitamente con un lungo rettilineo, l’ideale sarebbe compreso tra i 400 metri ed i 1000 metri di lunghezza (ma a volte è minore) che permette di evitare “la congestione degli atleti” nella fase di partenza.
Gli atleti partono allo sparo della pistola dello starter.

Dopo il rettilineo iniziale gli atleti affrontano uno o più giri di un percorso prestabilito la cui distanza può variare da competizione a competizione. Secondo la IAAF una gara ideale di corsa campestre dovrebbe avere con un giro che misura dai 1750 metri ai 2000 metri di distanza (dai 3 ai 6 giri in base alla categoria)

La variabilità delle condizioni dei percorsi di gara rende la corsa campestre molto variabile anche nei risultati. Ogni gara ha le sue naturali e distinte caratteristiche di terreno. Il percorso può includere piccoli ostacoli, naturali oppure artificiali, salite e discese, cambi di direzione etc. Vi possono essere atleti che si esprimono meglio su percorsi fangosi, altri su terreni duri (sterrati o ghiacciati) e questo dipende sicuramente dalle caratteristiche individuali di ciascun atleta oltre che dalla tipologia di allenamento.

Campaccio 2016 (2)
Campaccio 2016. Ph. Roberto Passerini

 

Sono previste sia gare individuali che competizioni a squadre, le quali prevedono un punteggio in base ai piazzamenti dei vari atleti.

Nelle campestri è praticamente obbligato l’uso delle scarpe chiodate, con chiodi che vanno dai 15 mm per i terreni pesanti ai 9 mm per quelli erbosi o veloci.

 

Dal punto di vista fisiologico e psicologico

Da un punto di vista fisiologico la corsa campestre è molto simile alle gare di mezzofondo prolungato (5000 e 10000 metri) ma come abbiamo accennato sopra a differenza delle gare in pista, vi è una grande imprevedibilità dovuta alla variabilità del tipo di percorso, con la possibilità di dover affrontare terreni sconnessi, fangosi, innevati, duri o morbidi, sassosi, con salite e con ostacoli naturali o meno.

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Campaccio 2016. Ph. Roberto Passerini

 

La corsa campestre può essere considerata la sintesi della potenza aerobica di un atleta con la sua resistenza muscolare e con la capacità di variare ritmo, che spesso non è solo fisiologica, ma ha una marcata tendenza psicologica. Gli atleti che prediligono i ritmi regolari, senza strappi, difficilmente possono emergere nelle gare di corsa campestre.

Il cross, inoltre, non si corre contro il tempo, ma contro gli avversari e quindi favorisce chi è dotato di particolare carica agonistica.

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