Salto in lungo: la tecnica

Tra i 4 salti, il salto in lungo è quello più naturale e facile, in quanto correre e saltare sono schemi motori di base dell’uomo.

Il salto in lungo si divide in 4 fasi:

  1. RINCORSA, nella quale il saltatore accelera fino al raggiungimento, in prossimità dell’asse di battuta, della massima velocità compatibile con una corretta esecuzione tecnica dello stacco;
  2. STACCO, nella quale l’atleta crea una componente di velocità verticale (parabola di volo) e minimizza la perdita di velocità orizzontale;
  3. VOLO, il saltatore si prepara per l’atterraggio, mediante 3 differenti tecniche:
    • RACCOLTA;
    • VELEGGIATO;
    • PASSI IN ARIA;
  4. ATTERRAGGIO, avviene nella buca di sabbia dove l’atleta tocca prima con i talloni che lasciano o dovrebbero lasciare sulla sabbia la “traccia” dalla quale si misura.

 

La rincorsa

In questa fase l’obiettivo è quello di raggiungere, in prossimità dell’asse di battuta, elevate velocità compatibili con una corretta esecuzione dello stacco:

  • La lunghezza della rincorsa varia da un minimo di 10 appoggi, per gli atleti principianti, a 20 – 22 appoggi, per saltatori esperti (alto livello);
  • La tecnica di corsa è simile a quella dello sprint;
  • Vi è un marcato sollevamento delle ginocchia dovuto al rimbalzo energico dei piedi a terrra;
  • Il bacino viene tenuto “alto”;
  • Il busto è eretto (in linea), ma “penetrante”;
  • L’azione delle braccia è sincronizzata a quella delle gambe;
  • L a velocità aumenta progressivamente fino alla pedana di stacco.

È importante assicurarsi che nella fase di rincorsa vi sia la massima decontrazione, e che l’atleta non rallenti in prossimità dello stacco (pensare a correre per “lanciare” il proprio corpo il più lontano possibile senza pensare allo stacco durante la fase di rincorsa, che porterebbe ad un irrigidimento del corpo con inevitabile perdita di velocità sull’asse di battuta).

 

Lo stacco

Nella fase di stacco l’obiettivo è minimizzare la perdita della velocità orizzontale della rincorsa, e la creazione di una componente di velocità verticale (parabola di volo):

  • La pianta del piede è attiva e veloce con un movimento “giù e dietro” (griffato);
  • Il contatto del piede alla battuta avviene di “tutta pianta” (tutto il piede);
  • Il tempo di stacco è ridottissimo (100 – 150 mill/sec nei campioni), con un piegamento minimo del ginocchio della gamba di stacco;
  • La coscia dell’arto libero è portata in posizione orizzontale (femore parallelo al terreno), con un azione che parte dalle anche;
  • Caviglia, ginocchio ed anche sono si estendono completamente.

 

Fase di volo: le tecniche

La fase di volo è sicuramente la più spettacolare del salto, ma i movimenti fatti in volo non modificano la lunghezza del salto, e servono semplicemente a trovare l’equilibrio ideale per compensare le componenti rotatorie create allo stacco, alla ricerca di una chiusura efficace.

Per fare questo esistono 3 diverse tecniche, che descriveremo in ordine di difficoltà esecutiva (dal più semplice al più complesso): “a raccolta”, “veleggiato”, “passi in aria”.

Fase di volo “a raccolta”.
Tecnica ideale per gli atleti principianti:

  • La gamba libera viene tenuta nella posizione di stacco (ginocchio alto, parallelo al terreno);
  • Il tronco resta dritto (in linea con la gamba di stacco) e verticale;
  • La gamba libera rimane dietro per la maggior parte della parabola di volo ascendente;
  • Nella fase discendente la gamba di stacco si piega e si porta avanti-alto, affiancando l’arto libero mentre le braccia si portano in avanti-basso verso la fine della fase di volo;
  • Il busto si piega avanti ed entrambe le gambe si estendono in avanti in preparazione dell’atterraggio.

Fase di volo “veleggiato”.
Tecnica ideale per i saltatori nella fascia 6-7 metri:

  • La gamba libera si abbassa ruotando a livello dell’articolazione dell’anca;
  • Le anche vengono portate avanti;
  • La gamba di stacco è parallela alla gamba libera;
  • Le braccia sono posizionate “dietro-alto”;
  • Nella parabola discendente le braccia vengono portate “avanti-basso” mentre le gambe si spingono contemporaneamente per “avanti-alto”, il busto si flette in avanti.

Fase di volo “passi in aria”.
Tecnica utilizzata dai saltatori d’élite (oltre i 7,5 metri):

  • L’atleta in volo effettua dei “passi di corsa” in aria, solitamente 2 e ½ e 3 e ½;
  • L’azione di corsa in aria è supportata da oscillazioni alternate delle braccia;
  • Il ritmo dei passi in aria non dovrebbe variare;
  • L’azione di corsa deve essere completata all’atterraggio, con entrambe le gambe estese avanti;

Fondamentalmente la tecnica “a raccolta” non è altro che “1 passo e ½ in aria” con una fase di stacco e tenuta dell’arto libero può accentuata, che può evolversi, man mano che l’atleta migliora la sua prestazione metrica, con il 2 e ½ e, in caso di prestazioni oltre gli 8 metri, con i 3 e ½.

 

L’atterraggio

In questa fase, detta anche chiusura del salto, l’obiettivo è di ridurre al minimo la perdita di misura raggiunta: l’atleta spinge i piedi il più lontano possibile dalla proiezione verticale del bacino, e toccata la sabbia le gambe si piegano e l’atleta atterrerà, in sicurezza sopra la “traccia” lasciata dai piedi.

Un attimo prima di toccare la sabbia:

  • Le gambe sono quasi completamente estese e parallele tra loro;
  • Il tronco è piegato avanti;
  • Le braccia sono spinte in “basso-dietro”;
  • Le anche sono portate avanti sul punto di contatto con il terreno.

L’atleta atterra prima con i talloni, che lasciano sulla sabbia la “traccia” da dove si misura. Il corpo per inerzia passa sul segno dei talloni terminando l’atterraggio:

  • Seduti a ginocchia piegate;
  • Su un fianco a ginocchia piegate;
  • In avanti o lateralmente la buca dopo aver toccato la sabbia con entrambi gli arti inferiori ed aver ammortizzato la “caduta” con una profonda piegata delle ginocchia.

 

 

Bibliografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Salto_in_lungo

“Correre, saltare, lanciare. La guida ufficiale IAAF per l’insegnamento dell’atletica”,Centro Studi & Ricerche della Fidal

Appunti dalle lezioni del Prof. Mazzaufo al corso allenatori 2014 a Formia

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