Salto in alto: la tecnica Fosbury

Fosbury Flop - da Wikipedia.it
Fosbury Flop – da Wikipedia.it

Il salto in alto con valicamento dorsale, detto Fosbury Flop (flop), presenta elementi tecnici originali rispetto agli stili precedenti della disciplina, ma anche rispetto agli altri salti dell’atletica.

La tecnica è caratterizzata da:

  • rincorsa, una parte della quale è curvilinea;
  • stacco, che avviene col piede esterno rispetto ai ritti;
  • valicamento, che presenta in passaggio dorsale;

Dopo vittoria dell’oro olimpico del 1968, da parte del suo ideatore, la tecnica Fosbury si diffuse in tutto il mondo e tuttora è la preferita dalla maggior parte degli allenatori e saltatori di questa disciplina.

Di seguito descriviamo nei dettagli la tecnica flop.

 

Le fasi

L’obiettivo del salto è superare l’asticella senza abbatterla e per fare questo è necessario imparare a gestire le seguenti fasi del salto:

  • RINCORSA, nella quale il saltatore accelera e si prepara per lo stacco;
  • STACCO, nella quale l’atleta genera la velocità verticale ed inizia la rotazione necessaria per il superamento dell’asticella;
  • VOLO e valicamento, nella quale il saltatore sale verso l’asticella e poi la supera;
  • ATTERRAGGIO, nella quale l’atleta completa in sicurezza il salto, atterrando sul materasso.

 

 

La rincorsa

Rincorsa salto in alto - fase rettilinea
Rincorsa salto in alto – fase rettilinea

La rincorsa, nel salto in alto, ha l’obiettivo di generare la velocità ottimale ad ottenere uno stacco efficace nella componente verticale.

Gli atleti utilizzano solitamente una rincorsa di 6-10 passi (in alcuni casi 12), con eventualmente un preavvio per le rincorse più corte

La lunghezza della rincorsa e la relativa velocità raggiunta al momento dello stacco dipendono dalle caratteristiche dell’atleta e dal suo livello di preparazione

  • la partenza può avvernire da fermi (principianti) oppure con un preavvio di alcuni passi (camminando o correndo)
  • la rincorsa ha una forma a J: dritta nella prima fase (3-6 appoggi), poi curva nella seconda parte (4-5 appoggi)
  • nella prima fase l’appoggio è sull’avampiede;
  • l’inclinazione del busto è leggermente in avanti nella prima parte della rincorsa;
  • la velocità aumenta progressivamente nella rincorsa;
  • la direzione della parte rettilinea è perpendicolare al piano dei ritti;
  • il raccordo, nel passaggio tra corsa in curva, è uno dei momenti più delicati del salto: la corsa diventa progressiva, meno cadenzata, più frequente e più aderente al terreno

La rincorsa: appoggi finali.

Rincorsa salto in alto - appoggi finali
Rincorsa salto in alto – appoggi finali

Qui l’obiettivo è minimizzare la perdita di velocità e prepararsi ad uno stacco efficace.

  • la frequenza degli appoggi aumenta continuamente;
  • il corpo si piega in avanti, l’angolo dipende dalla velocità della rincorsa;
  • l’inclinazione in avanti si riduce ed il corpo si raddrizza;
  • il Centro di Gravità si abbassa leggermente nel penultimo appoggio;
  • la spinta del piede destro (per chi stacca di sx) nel penultimo appoggio è attiva (di tutta pianta o di tallone)

L’allenatore deve assicurarsi che non vi sia una decelerazione negli ultimi appoggi della rincorsa.

Traiettoria rincorsa salto in altoTraiettoria rincorsa salto in alto

Preparazione allo stacco: gli arti liberi.

Nella fase che precede lo stacco, il movimento degli arti liberi (inferiori e superiori) è molto importante per rendere efficace il salto:

  • l’arto inferiore libero è slanciato con una flessione più o meno accentruata al ginocchio.

Nell’uso degli arti superiori, negli ultimi appoggi, si possono utilizzare 3 modalità diverse:

  • Oscillazione alternata delle braccia con elevazione del braccio simmetrico all’arto di stacco;
  • Oscillazione alternata con elevazione del braccio simmetrico all’arto libero;
  • Slancio sincrono delle braccia.

 

 

Lo stacco

Salto in alto - stacco e valicamento
Salto in alto – stacco e valicamento

Fase importantissima per ogni specialità di salto, nel Fosbury flop ha l’obiettivo di trasformare la velocità orizzontale della rincorsa in velocità verticale, decelerando il meno possibile e iniziare la rotazione necessaria per il superamento dell’asticella.

  • Il posizionamento del piede è attivo, veloce e di tutta pianta, con un movimento “griffato” (giù e dietro);
  • Il piede di stacco è indirizzato verso la zona di atterraggio;
  • Il tempo di contatto e il piegamento della gamba di stacco vanno ridotti al minimo;
  • Il ginocchio della gamba libera è portato in alto fino a quando la coscia non risulta parallela al terreno;
  • Alla fine dello stacco il corpo è verticale.

 

 

Volo e valicamento

Salto in alto - valicamento ed atterraggio
Salto in alto – valicamento ed atterraggio

La fase di volo del salto in alto, detta anche valicamento, ha l’obiettivo di superare l’asticella senza farla cadere e risulta caratterizzata da 3 movimenti rotatori attorno agli assi del corpo:

  1. il 1° per portare l’atleta col dorso parallelo all’asticella;
  2. il 2° per consentire il ribaltamento nell’azione di valicamento;
  3. il 3° per completare il raddrizzamento e proseguire nel valicamento.

Valicamento: caratteristiche tecniche.

  • La posizione di stacco è mantenuta man mano che il corpo sale;
  • Il braccio destro è bloccato o viene portato in alto e sopra l’asticella;
  • Le anche vengono portate alte sull’asticella, mediante l’inarcamento della schiena e l’abbassamento delle gambe e della testa;
  • Le ginocchia sono aperte per permettere un inarcamento maggiore.

Una corretta tecnica di valicamento è fondamentale, oltre che per superare al meglio l’asticella, per atterrare sul materasso posto dietro in maniera sicura e senza rischi.

 

Atterraggio

Alla fine del valicamento, dopo lo svincolo degli arti inferiori, l’arrivo sulla zona di caduta avviene sul dorso. L’atleta deve posizionare il mento verso il petto e mantenere le ginocchia divaricate, per evitare il contatto col viso. La corretta tecnica d’atterraggio è fondamentale ai fini della sicurezza e per evitare spiacevoli infortuni:

  • La testa viene portata al petto;
  • L’atterraggio avviene sulle spalle e sulla schiena;
  • Le ginocchia sono separate al momento del contatto col materasso.

 

Qui sotto il video, in slow motion, del salto di 2,34 metri di Marco Fassinotti (record italiano indoor), realizzato dal Centro Studi&Ricerche Fidal

 

 

Bibliografia:

“Correre, saltare, lanciare. La guida ufficiale IAAF per l’Insegnamento dell’Atletica” dal Centro Studi & Ricerche della Fidal

“Il nuovo manuale dell’istruttore di Atletica Leggera” dal Centro Studi & Ricerche della Fidal

“Il manuale dell’istruttore di Atletica Leggera” dal Centro Studi & Ricerche della Fidal

http://it.wikipedia.org/wiki/Salto_in_alto

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