Relazione Raduno Lombardo J/P salto in alto (Enzo del Forno)

In questa relazione presento il lavoro svolto dal Prof. Enzo Del Forno, intervenuto sabato 14 marzo 2015 a Bergamo, in occasione del primo raduno riservato agli specialisti lombardi del salto in alto delle categorie Juniores/Promesse.

Il riscaldamento.
Già dalla classica corsa praticata durante il riscaldamento, si può distinguere facilmente chi è capace di effettuare un appoggio del piede attivo e “rimbalzante” da chi invece ha la tendenza a “strisciare” e a correre con il baricentro basso.
E’ importante poter seguire i propri atleti sin dal riscaldamento, soprattutto i più giovani, per far si che questo momento non diventi soltanto un occasione di svago e di chiacchiere con i compagni, ma diventi parte integrante del lavoro che si andrà a svolgere successivamente.

Anche la classica accoppiata “stretching statico seguito da una serie di andature varie” eseguita dalla maggior parte degli atleti, potrebbe diventare facilmente parte integrante dell’allenamento se svolta ad esempio in maniera combinata; è importante comunque adattare ogni volta il riscaldamento al tipo di allenamento che si dovrà svolgere.

Andature pre-seduta tecnica
Qui di seguito vengono elencati una serie di andature abbinate sia a stretching dinamico che ad esercizi di potenziamento che si possono eseguire prima di una seduta tecnica di salto:

  1. Flessione del busto sulle gambe a gambe divaricate.
  2. Punta-tallone.
  3. Tacco punta molleggiato che diventa skip: curare soprattutto che il piede venga appoggiato in maniera completa e che il busto sia decontratto.
  4. Marcia: curare il movimento delle anche ( la classica “entrata di anche”) che non dev’essere finta, ma dev’essere una diretta conseguenza della spinta dei piedi a terra.
  5. Corsa di tutta pianta: qui si deve prestare molta attenzione all’appoggio del piede che non dev’essere fatto marcatamente di tallone, ma di tutta pianta; molti saltatori hanno difficoltà ad eseguire in maniera corretta questo genere di esercizio.
  6. Balzo-stop laterale con atterraggio in perfetto equilibrio: i 3 angoli (caviglia, ginocchio, anca) devono essere di 90 gradi.
  7. Saltelli a gambe divaricate con i piedi in varie posizioni; questo esercizio si può eseguire sia in posizione frontale che sagittale.
  8. Esercizio di punta-tallone “da martellista”.
  9. Rimbalzi portando le ginocchia al petto: la qualità di questo esercizio fatto pochi giorni prima di una competizione, è un valido indicatore dello stato di forma dell’atleta.
  10. Con le gambe divaricate in posizione sagittale, posizione di equilibrio con un piede appoggiato di punta e l’altro di tallone.
    con le gambe divaricate
    esercitazione n° 10

Impostazione dello stacco

Per quanto riguarda l’apprendimento di una corretta impostazione allo stacco, ci si è soffermati maggiormente sugli esercizi eseguiti con l’ausilio di una palla medica;

  • Grande attenzione va posta nel passaggio da PU (penultimo) a U (ultimo) che non dev’essere assolutamente una caduta, ma un passaggio radente, fatto in modo tale che non ci siano mai entrambi i piedi a terra.
  • Quando l’U è a terra, il PU ha già spinto e si è già staccato da terra, ma senza aver fatto un saltello.
  • Curare che il passaggio sia radente, rapido, potente e fluido, e che il baricentro non si abbassi mai.

La rincorsa
Per quanto riguarda la corsa, non si deve dimenticare che per saper correre in maniera efficace in curva, è necessario aver stabilizzato una corretta tecnica di corsa in piano.

  • Bisogna abituarsi a correre con lo sguardo alto sempre rivolto all’asticella e con una postura rilassata.
  • Per i giovani è importante che la partenza avvenga da fermo e non in movimento, onde evitare di fare errori durante il pre-avvio.
  • Per apprendere la giusta inclinazione del corpo durante la rincorsa, si possono eseguire diversi tratti di corsa in cerchio, oppure seguendo cerchi concentrici.Corsa in cerchio
  • L’inclinazione deve riguardare tutto il corpo e non solo il busto o la testa come spesso avviene soprattutto tra i giovani.

Una corretta pianificazione della rincorsa deve prendere in considerazione le caratteristiche peculiari di ogni atleta: chi è piuttosto veloce potrebbe utilizzare una rincorsa più ampia e una maggiore inclinazione rispetto a chi è più lento e quindi predilige una rincorsa meno ampia e quindi minore inclinazione. In entrambi i casi bisogna verificare che il piede di stacco venga posto sempre sul proseguimento della linea di corsa, onde evitare spiacevoli infortuni causati da un piede eccessivamente ruotato verso l’esterno.

Al seguente link La presentazione di Del Forno al convegno dopo il raduno.

A cura di Elisa Bettini

 

 

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