I 100 metri piani

Starting blocks - da commons.wikimedia.com
Starting blocks – da commons.wikimedia.com

I 100m piani, specialità sia maschile che femminile, sono la più corta e veloce gara outdoor dell’atletica leggera, che si svolge su uno dei due rettilineo della pista di atletica leggera.

La prestazione sui 100m è il risultato delle abilità esplosive ed elastiche dell’atleta, alimentate principalmente dal sistema anaerobico alattacido.

 

La gara

Come per tutte le specialità di sprint dell’atletica leggera anche i 100m hanno inizio con la partenza dai blocchi, regolata dai seguenti segnali sonori:

  • “ai vostri posti” (ready);
  • “pronti” (set);
  • “colpo di pistola”

Al colpo di pistola, gli atleti, con tempi di reazione rapidissimi “escono dai blocchi” e si portano verso il traguardo: i tempi di percorrenza sono brevissimi, spesso inferiori ai 10 secondi.

Frequentemente per conoscere il vincitore è necessario visionare il cosiddetto fotofinish.

Il tempo viene rilevato al momento esatto del superamento della linea d’arrivo con il torso.

Le 2 fasi principali della gara dei 100 metri sono:

 

FASE DI ACCELERAZIONE (0-30 metri circa):go

  1. Portare la gamba posteriore in avanti mantenendo il piede basso fino a quando la gamba propriamente detta (stinco) si trova a 45° rispetto al suolo; a questo punto spingere il piede verso il basso, andando ad impattare sul terreno dietro al centro di massa dell’atleta;
  2. completare la spinta posteriormente;
  3. Per i 7/8 passi successivi l’angolo tra gamba e terreno prima dell’appoggio a terra aumenterà progressivamente, fino ad arrivare all’altezza dei 10m ad essere di 90°;
  4. In questa fase l’atleta deve pensare a rimanere basso con il busto, puntando lo sguardo sulla pista leggermente davanti a se;
  5. Il busto e la testa si trovano in linea con la gamba posteriore (di spinta);
  6. I muscoli del viso e del collo devono rimanere rilassati, le braccia si muovono con un’azione fluida avanti-dietro;
  7. Man mano che la distanza aumenta, l’azione delle gambe si trasforma sempre più in un passo di corsa, con il piede della gamba di richiamo che viene portato verso il gluteo, il busto si verticalizza sempre più e gli appoggi al terreno diventano sempre più rapidi;
  8. Tra i 20 e i 30m l’atleta si troverà quasi completamente verticale con il busto (rimarrà una leggera inclinazione avanti ed avrà raggiunto all’incirca il 90% della propria velocità massima;

FASE LANCIATA (30-100 m)Corsa lanciata

Una volta che il busto è verticalizzato, l’atleta inizia la corsa vera e propria, detta anche fase lanciata, dove le spinte a terra dei piedi si trasformano in rimbalzi e il movimento degli arti liberi diventa circolare (vedi tecnica di corsa lanciata)
In questa fase è fondamentale avere:

  1. lo sguardo concentrato verso il traguardo;
  2. la testa in linea con la colonna vertebrale;
  3. i muscoli del viso, del collo e delle spalle rilassate (vedere atleti di colore);
  4. le braccia si muovono in maniera decisa ma rilassata in avanti-dietro, le mani comandano l’azione muovendosi in avanti-alto, dietro-basso con i gomiti piegati a 90° circa;

La corsa lanciata si divide a sua volta in 2:

  1. fase di sviluppo della velocità massima (30-60 metri), alla fine della quale l’atleta arriva a raggiungere la propria velocità massima;
  2. fase di decelerazione (60 – 100 metri), dove la velocità dell’atleta inizia a calare; per evitare di rallentare eccessivamente all’atleta viene consigliato:
    • restare rilassato, non contrarsi, non forzare la corsa;
    • correre a ginocchia alte, in maniera fluida e decontratta;

La lunghezza delle varie fasi dipende dalla qualificazione dell’atleta: per atleti d’elite la fase di decelerazione sarà più corta rispetto ad un atleta principante.

 

Cosa deve controllare l’allenatore nella corsa lanciata

  1. Azione “alta”: l’atleta deve essere in appoggio sull’avampiede, la schiena è estesa e la gamba d’appoggio deve flettersi il meno possibile; evitare il più possibile un’azione di corsa “seduta”;
  2. Decontrazione: i movimenti devono essere fluidi, senza tensioni, evitando di correre forzando i movimenti; la decontrazione muscolare è alla base di un’ottima fase lanciata;
  3. Azione circolare: l’azione degli arti liberi deve essere il più possibile circolare, le gambe devono passare sotto al corpo come fossero una ruota;

Il fotofinish

Molto spesso capita che nei 100 metri gli atleti si gocano la vittoria “sul filo del rasoio”: quando due atleti arrivano sul traguardo con lo stesso crono, i giudici visionano una fotografia ad alta velocità scattata nel momento stesso dell’arrivo sul traguardo; il vincitore della gara sarà quello che presenta il busto più avanti rispetto all’avversario sulla linea d’arrivo.fotofinish

Per questo motivo in questa gara in dirittura d’arrivo (95 metri circa) molti atleti flettono in maniera potente il busto in avanti, cercando di guadagnare qualche centesimo di secondo.

 

 

 

 

Qui  sotto il video in slow motion della finale dei 100 metri, ai Mondiali di Mosca 2013, vinta da Usain Bolt in 9″78. Utile per comprendere la tecnica di corsa negli atleti d’elite.

 

I record: il dominio degli afroamericani

BoltIl record del mondo attuale nei 100m maschili è detenuto dall’atleta giamaicano Usain Bolt, capace di correre nel ai Mondiali di Berlino del 2009 in 9”58; suo anche il record olimpico di 9”63 corso a Londra nel 2012;

Attualmente sono 94 gli atleti maschi che nel corso della storia sono riusciti a correre sotto al muro dei 10”.

 

 

Il record del mondo femminile è della statunitense Florence Griffith-Joyner che nel 1988 ad Florence_Griffith_Joyner_(cropped)Indianapolis corre in 10”49, che detiene anche il record olimpico di 10”62, corso a Seul nell’edizione del 1988.

 

 

 

 

 

Il record europeo maschile è detenuto da Francis Obikwelu, atleta Portoghese ma di origini Nigeriane, che alle Olimpiadi di Atene del 2004 ha corso in 9”86 classificandosi al 2° posto.
Quello femminile è di Christine Arron, atleta francese che agli Europei di Budapest del 1998 ha vinto l’oro correndo in 10”73.
L’unico atleta bianco in grado di correre per due volte sotto il muro dei 10” è stato Christophe Lemaitre, atleta francese che nel 2010 a Rieti ha corso in 9”97 e nel 2011 a Albi (Francia) ha corso in 9”92.

In Italia il primato nazionale maschile è datato 1979, e appartiene a Pietro Mennea, figura simbolo dell’atletica italiana negli anni ’70 ed ’80, capace di correre a Città del Messico in 10”01
Il record nazionale femminile è di Manuela Levorato, che a Losanna nel 2001 ha saputo correre i 100 metri in 11”14.

La gara di Florence Griffith-Joyner, corsa in 10″49 ad Indianapolis nel 1988.

 

 

Bibliografia

“Correre, saltare, lanciare. La guida ufficiale IAAF per l’insegnamento dell’Atletica (seconda edizione)” dal Centro Studi & Ricerche della Fidal

“Il nuovo manuale dell’istruttore di Atletica Leggera”, Centro Studi & Ricerche della Fidal

“Le gare di velocità” di Carlo Vittori e C., Centro Studi & Ricerche della Fidal

http://it.wikipedia.org/wiki/100_metri_piani

 

 

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