Sprint

L’uomo nei secoli è sempre stato attratto dalla velocità: automobili, moto, treni sempre più veloci e performanti, sono stati progettati per abbattere la barriera del tempo.

Le gare di sprint dell’atletica rappresentano la volontà dell’uomo di sfidare il tempo con l’uso soltanto del proprio corpo, gli atleti di queste gare vengono visti quasi come “macchine” perfette in grado di sfrecciare sulla pista di atletica in pochi secondi.

La gara simbolo dello sprint e, negli ultimi anni, di tutta l’atletica leggera, è sicuramente la gara dei 100m, l’espressione della massima velocità dell’uomo.

Le gare di sprint dell’Atletica Leggera sono tutte quelle gare che prevedono il via dai blocchi di partenza, nelle quali l’atleta utilizza principalmente le proprie doti di velocità, prettamente anaerobiche.

 

Le gare di sprint Olimpiche

In alcune manifestazioni non olimpiche si trovano spesso queste distanze di sprint:

  • 50 m, per le categorie giovanili “esordienti” e “ragazzi/e”;
  • 60 m, nelle gare indoor del periodo invernale;
  • 80 m, nelle categorie giovanili “cadetti/e” e in alcune manifestazioni promozionali;
  • 150 m, in alcune manifestazioni promozionali;
  • 300m, per le categorie giovanili “cadetti/e” e in alcune manifestazioni promozionali;
  • 500 e 600m, competizioni a metà tra le gare di velocità prolungata (400m) e del mezzofondo veloce (800m)

 

Fasi di corsa

Tutte le gare di sprint prevedono 4 fasi principali:

  1. Partenza dai blocchi: l’atleta che si trova in posizione rannicchiata, deve partire dai blocchi (in gergo tecnico “uscire dai blocchi) il più velocemente possibile reagendo allo sparo di pistola del giudice;
  2. Fase di accelerazione: dove l’atleta cerca di raggiungere la velocità massima relativamente al tipo di gara che sta affrontando (questa velocità sarà maggiore in una gara di 100m e minore in un 400m), che deve essere la velocità che permette di “tagliare” il traguardo nel minor tempo possibile;
  3. Fase di mantenimento della velocità massima raggiunta: dove l’atleta cerca di mantenere la velocità raggiunta;
  4. Fase di decelerazione: nella quale la velocità dell’atleta inizia ad avere un calo, è presente in tutte le gare di velocità spinte ai massimi livelli, sia nei 100m che nei 400m.

La fasi 3 e 4 sono solitamente denominate “corsa lanciata” (fly) e si distinguono dal punto di vista tecnico dalla fase di accelerazione.
Nella fase di accelerazione prevalgono le fasi di spinta rispetto alle fasi di volo; nella fase lanciata la fase di volo è più lunga che nell’accelerazione e la spinta si trasforma in un rimbalzo avanti del piede d’appoggio.

 

 

Come sistemare i blocchi di partenza

Al principiante è convenzionalmente indicata questa “routine” per il posizionamento dei blocchi di partenza:

  1. Posizionare il fermapiede anteriore a circa 2 piedi dietro la linea di partenza;
  2. Il fermapiede posteriore va posizionato a circa 3 piedi dietro la linea di partenza;
  3. Regolare i 2 fermapiedi, anteriore e posteriore, all’inclinazione più bassa possibile e senza differenze tra i due blocchi.
  4. La posizione dei blocchi di partenza verrà poi regolata ed adattata alle caratteristiche dell’atleta via via che le sue abilità miglioreranno.

 

 

Partenza dai blocchi
La partenza a terra dai blocchi è regolata da 3 segnali sonori che il giudice da agli atleti:
• “AI VOSTRI POSTI” (ready), indica all’atleta di portarsi sui blocchi e di mettersi nella posizione iniziale;
• “PRONTI” (set), segnale che indica all’atleta di mettersi nella posizione ottimale per partire, sollevando il bacino verso l’alto;
• “VIA” (go), è il segnale che indica all’atleta che può lasciare i blocchi ed iniziare a correre: avviene mediante lo sparo di un colpo di pistola a salve da parte del giudice;
Allo sparo di pistola l’atleta che si trova nella posizione di “PRONTI”, reagisce il più velocemente possibile eseguendo la fase di spinta per uscire dai blocchi ed iniziare la fase di acelerazione.
Fare molta attenzione a non eseguire una falsa partenza, pena la squalifica dalla competizione.

Ai vostri posti (ready)

Al segnale “ai vostri posti” l’atleta si posizionerà sui blocchi seguendo questa procedura:

  1. Le punte di entrambi i piedi poggiano sul terreno (la pista);
  2. Il ginocchio della gamba posteriore è appoggiata sul terreno;
  3. Le mani poggiano sul terreno, distanziate tra loro circa quanto la larghezza delle spalle;
  4. Le dita sono arcuate e le braccia risultano naturalmente estese;
  5. La testa è rilassata, in linea con la schiena e lo sguardo è rivolto in basso.

L’allenatore dovrebbe controllare la postura dell’atleta compresa la posizione della testa, che non ci siano rigidità eccessive e che la posizione venga mantenuta nella maniera più rilassata possibile.
Sul fermapiedi anteriore andrebbe posizionato l’arto più forte (dovrà spingere più a lungo).

“Pronti (set)”
Al segnale “pronti” lo sprinter si sistemerà nella posizione più funzionale alla partenza:

  1. Sollevare il bacino con movimento lento e rilassato;
  2. Posizionare le piante dei piedi su tutta la superficie dei fermapiedi, arretrando in talloni;
  3. Il ginocchio della gamba anteriore ha un angolo di circa 90°
  4. Il ginocchio della gamba posteriore ha un angolo di circa 120°-140°
  5. Le anche (il sedere) si trovano ad un’altezza leggermente superiore rispetto alle spalle;
  6. Il tronco risulta inclinato avanti;
  7. Le spalle si trovano perpendicolari (principianti) o leggermente più avanti delle mani (esperti);
  8. La testa è rilassata e si trova in linea con la colonna vertebrale, lo sguardo è rivolto in basso;
  9. Prepararsi a partire più velocemente possibile.

“Via (go)”: l’uscita dai blocchi
Al colpo di pistola l’atleta deve reagire il più velocemente possibile preparandosi al primo appoggio.
In questa fase l’obiettivo è quello di preparare nel modo migliore la fase di accelerazione, ottimizzando al meglio la spinta sui blocchi e ritrovandosi nella posizione migliore per la fase di accelerazione:

  1. le mani si staccano da terra contemporaneamente e oscillano in senso opposto;
  2. il tronco si raddrizza e si estende;
  3. i piedi spingono forte sui blocchi;
  4. la spinta della gamba posteriore è forte ma breve;
  5. la spinta della gamba anteriore è più lunga;
  6. dopo la spinta la gamba posteriore oscilla avanti rapidamente e il corpo si inclina avanti;
  7. al termine della fase di spinta ginocchio ed anca sono estesi, il busto e la testa si trovano in linea con l’arto di spinta; lo sguardo è rivolto in basso-avanti;
  8. l’oscillazione delle braccia deve essere ampia e veloce e deve bilanciare l’azione delle gambe.

Qui sotto il video in slow motion della partenza dei blocchi di Asafa Powell (JAM).

 

 

L’accelerazione
L’obiettivo di questa fase è quello di incrementare la velocità passando in maniera efficace alla corsa lanciata:

  1. i piedi prendono contatto sull’avampiede, sotto al bacino;
  2. il busto resta inclinato in avanti, allineato alla linea di spinta degli arti inferiori;
  3. la gamba propriamente detta è mantenuta parallela al suolo durante il richiamo;
  4. la lunghezza e la frequenza degli appoggi deve aumentare velocemente ad ogni passo;
  5. il tronco si raddrizza gradualmente e raggiunge la postura eretta tra i 20 ed i 30 metri.

L’allenatore deve controllare che l’atleta non guardi subito in alto ed in avanti durante il colpo di pistola, ma che lo sguardo si alzi in maniera graduale seguendo l’allineamento del corpo e della gamba di spinta.
Le spinte iniziali devono essere esplosive e complete, con tempi di appoggio relativamente lunghi; man mano ci si avvicina alla fase lanciata i tempi di appoggio diminuiranno trasformando l’azione in fase di corsa vera e propria.
Fondamentale in questa fase è richiamare velocemente avanti la gamba una volta finita l’azione di spinta, evitando che l’atleta “perda i piedi dietro” (azione di calciata dietro dopo la spinta che rende poco efficace l’accelerazione).

 

 

La corsa lanciata

Va considerata come l’azione di corsa vera e propria, nella quale ogni passo è costituito da:

  • una fase di volo;
  • una fase di appoggio;

Fase d’appoggio
Questa fase si divide a sua volta in 2 parti:

  1. ammortizzazione, nella quale lo sprinter subisce una decelerazione;
  2. spinta, nella quale l’atleta accelera;

L’obiettivo di questa fase è la riduzione al minimo della decelerazione, a favore dell’accelerazione del corpo.
É importante controllare l’azione delle braccia che deve essere molto rilassata, enfatizzando però l’azione dell’arto inferiore opposto.

Ammortizzazione

  1. la presa di contatto col suolo avviene in maniera attiva di metatarso/ avampiede, quasi sotto al baricentro del corpo;
  2. il ginocchio dell’arto di appoggio deve piegarsi in maniera minima durante l’ammortizzazione (evitare un cedimento eccessivo);
  3. la gamba dell’arto libero è flessa sulla coscia che avanza;
  4. evitare di “calciare dietro” con l’arto libero.

La spinta

  1. Anca, ginocchio e caviglia della gamba di appoggio si estendono fino ad un momento prima del distacco del piede da terra;
  2. La coscia della gamba libera oscilla in avanti alto fino all’orizzontale.

 

Fase di volo

Fase di recupero degli arti inferiori, fondamentale per ottimizzare la successiva fase d’appoggio, si divide in 2 parti:

  1. oscillazione: l’arto inferiore si trova flesso avanti e poi si distende in basso arretrando verso il bacino per prendere contatto con il suolo;
  2. recupero: l’arto posteriore, per effetto del rimbalzo al suolo, sale per la flessione della gamba sulla coscia che avanza;

Recupero dell’arto di spinta
L’obiettivo è quello di minimizzare gli sprechi energetici, guidando il movimento di recupero dell’arto di spinta rimanendo più decontratti possibile.

  1. Il ginocchio della gamba di spinta si flette ed avanza velocemente effettuando un breve pendulo;
  2. Il tallone dell’arto di spinta deve salire velocemente sotto al gluteo;
  3. Quando il piede di spinta lascia il terreno, pensare “dita su, tallone su”;
  4. Mantenere il tronco leggermente, naturalmente inclinato avanti.

Oscillazione dell’arto libero
Questa fase è fondamentale per portare l’arto libero in una posizione efficace al momento del contatto del suolo, minimizzando al massimo la decelerazione della fase di appoggio.

  1. Il ginocchio si muove in avanti-alto, per incrementare la lunghezza del passo;
  2. La gamba si estende e arretra andando a cercare l’appoggio del piede leggermente davanti al bacino;
  3. Per evitare un’eccessiva ammortizzazione della coscia nella fase di spinta questa estensione-arretramento dell’arto libero deve essere “attiva”;
  4. Un attimo prima della fase di appoggio, il piede effettuerà la “griffata” (estensione attiva del piede)

Ecco il video in slow motion che permette di apprezzare l’azione tecnica della “corsa lanciata” di Usain Bolt.

 

Bibliografia:

“Correre saltare lanciare. La guida ufficiale IAAF per l’insegnamento dell’Atletica (seconda edizione), Centro studi e ricerche Fidal;

“Il nuovo manuale dell’istruttore di Atletica Leggera”, Centro studi e ricerche Fidal;

 “http://it.wikipedia.org/wiki/Atletica_leggera”

Pagine che potrebbero interessarti:

I blocchi di partenza

Analisi della corsa in curva

Ti è piaciuto? Condividilo...
39
Ti è piaciuto? Condividilo...
39