1500 metri

I 1500 metri piani sono una disciplina maschile e femminile dell’atletica leggera, presente come gara del programma Olimpico fin dalla prima edizione (1896).

 

La gara

Consiste in 3 giri di pista più uno completato solo per tre quarti: la partenza avviene quindi all’altezza dei 300 metri dalla linea di arrivo.

La gara non si svolge mai in corsia: alla partenza, che avviene in piedi, agli atleti è assegnata, dal giudice di gara, una posizione, ma non una corsia, ed in base a questa si mettono uno in parte all’altro.

Al segnale “ai vostri posti” i concorrenti si mettono dietro la linea di start, in posizione di partenza (partenza in piedi), mantenendo la posizione loro assegnata.

Allo sparo di pistola (segnale di “via”) gli atleti partono in modo deciso dirigendosi subito “alla corda” (prima corsia). In questa fase è molto importante posizionarsi in prima corsia in una posizione avanzata (nei primi 3-4 posti), per evitare di rimanere rallentati (in gergo “imbottigliati”) dagli altri atleti: per questo motivo è molto facile vedere delle vere e proprie “lotte” per prendersi la posizione migliore, molto spesso con spinte e gomitate.

È una distanza che mette a dura prova gli atleti dal punto di vista fisico anche se le maggiori difficoltà sono legate alla gestione tattica che può essere principalmente di 2 tipi, in base all’obiettivo che ci si pone:

  1. Gara “tirata”: il ritmo è elevato fin dai primi giri, l’obiettivo per chi corre in questo modo è la ricerca del risultato cronometrico e quindi spinge le proprie capacità al limite (sempre in base alle proprie capacità); molto spesso capita di trovare gare organizzate ad hoc per “fare il tempo”, con la presenza di una lepre che tiene il ritmo di gara elevato fino a 400-500 metri dal traguardo;
  2. Gara “tattica”: i ritmi iniziali di gara non sono elevati, gli atleti che possiedono uno sprint finale migliore cercano di tenere i ritmi bassi, per tenere le energie per gli ultimi 300-500 metri e cercare di vincere in volata; gli atleti meno veloci e più resistenti cercano invece di alzare il ritmo di gara per far “saltare” gli altri; è solito vedere correre in questo modo nelle gare dove c’è un titolo in palio (Campionati del Mondo, Olimpiadi, Campionati nazionali) e l’obiettivo principale è aggiudicarsi quello e non fare un record cronometrico;

Importante notare che per competere ad alti livelli è necessario essere dotati di una velocità di base elevata, infatti negli ultimi anni i 1500 metri sono diventati una sorta di sprint prolungato con tempi sul giro di pista anche inferiori ai 56 secondi (Hicham El Guerrouj in occasione del record mondiale).

Nelle gare “tattiche” internazionali è facile trovare ritmi dell’ultimo 400 di gara sotto i 50”.

 

I record

Dopo essere stati dominati negli anni ’80 dagli atleti britannici, da ricordare almeno Sebastian Coe, Steve Ovett e Steve Cram, negli ultimi anni a primeggiare sono i corridori provenienti dell’Africa, in particolare kenioti, marocchini ed algerini.

L’attuale record mondiale è detenuto da Hicham El Guerrouj con il tempo di 3’26″00 stabilito a Roma nel 1998.

Al femminile il primato invece è della cinese Qu Yunxia che ha corso in 3’50″46 a Pechino nel 1993.

Il record europeo maschile è del britannico, di origini somale, Mo Farah (campione olimpico dei 5 000 m e dei 10 000 m a Londra 2012, e tre volte campione mondiale), che ne l 2013 a Monaco ha corso in 3’28”81.

Quello femminile è dell’atleta russa Tat’jana Kazankina (vincitrice di 3 medaglie d’oro ai Giochi olimpici, una negli 800 metri e due nei 1500 metri), che a Zurigo nel 1980 ha corso in 3’52″47.

In Italia, il primato maschile è di Gennaro Di Napoli che, a Rieti nel 1990, ha corso in 3’32″78.

Il record italiano femminile è invece della vincitrice della medaglia d’oro nei 1500 metri piani alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, Gabriella Dorio, che a Tirrenia, nel 1992 corse in 3’58″65.

 

 

 

Bibliografia:

“Correre, saltare, lanciare. La guida ufficiale IAAF per l’insegnamento dell’Atletica (seconda edizione)” dal Centro Studi & Ricerche della Fidal

“Il nuovo manuale dell’istruttore di Atletica Leggera”, Centro Studi & Ricerche della Fidal

http://it.wikipedia.org/wiki/1500_metri_piani

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