Ostacoli: tecnica di passaggio

Come già accennato nella presentazione degli sprint con hs, la tecnica di passaggio dell’ostacolo è solo una, sia che si tratti di ostacoli alti, che di ostacoli bassi (simile anche nelle siepi).

È molto importante imparare una corretta tecnica di corsa in piano, il cui miglioramento tecnico aiuta nella fase di corsa tra gli ostacoli e quindi nel successivo passaggio dell’ostacolo.

L’ostacolo è, per definizione, un impedimento che rallenta la corsa, e la tecnica di passaggio mira a diminuire il meno possibile la velocità orizzontale dell’atleta.

 

Passaggio dell’ostacolo

Il passaggio dell’ostacolo è diviso in 3 fasi: attacco, passaggio (volo), atterraggio.

FASE DI ATTACCO
La fase di attacco è fondamentale per impostare una traiettoria che riduca al minimo la fase di volo, l’indicazione deve essere quella di “attaccare l’ostacolo”.

  • Posizione del corpo “alta” nel momento dell’attacco (braccia e anche alte!);
  • Spinta diretta in avanti e non in alto (correre verso l’ostacolo, non saltare);
  • Caviglia, ginocchio ed anca della gamba in appoggio sono in completa estensione;
  • La gamba libera viene richiamata avanti, con il piede sotto al gluteo (come in una normale azione di corsa);
  • La coscia della gamba d’attacco si flette sul busto e raggiunge rapidamente la posizione orizzontale (posizione a ginocchio piegato, come nella corsa);
  • La gamba d’attacco viene estesa verso l’ostacolo.

Questa fase va effettuata alla distanza giusta dall’ostacolo, in una posizione che permetta una parabola ideale della fase di volo successiva.

Attaccare l’ostacolo troppo vicino (“sotto”) porterebbe ad una parabola eccessivamente verticale, e ad un atterraggio molto lontano dall’ostacolo (con problemi anche nella ritmica di corsa successiva), viceversa l’attacco troppo distante potrebbe portare all’impatto con l’ostacolo di prima gamba.

FASE DI VOLO (fase di passaggio)
Qui l’obiettivo è ridurre il più possibile la perdita della velocità nella fase di volo, un buona tecnica permette di riprendere in maniera efficace il giusto assetto di corsa.

  • È suddivisa in 2 parti: 2/3 prima dell’ostacolo e 1/3 dopo l’ostacolo;
  • Appena superato l’ostacolo la gamba d’attacco si abbassa il più velocemente possibile;
  • Prepararsi in maniera attiva alla fase di atterraggio.

Per rendere più chiare le cose, dividiamo questa fase in 2:

  1. Passaggio di 1° gamba (gamba d’attacco), fondamentale per ridurre il tempo di volo sull’ostacolo:
    • La gamba d’attacco si estende attivamente in avanti, verso l’hs, e poi si spinge in basso nella direzione della corsa;
    • Il piede dalla gamba d’attacco è flesso (piede a martello);
    • L’inclinazione in avanti del busto è più pronunciata per gli “ostacoli alti” (in maniera relativa all’altezza dell’atleta), in maniera minore per quelli “bassi”;
    • Le spalle restano parallele all’ostacolo ed in avanti.
  2. Passaggio di 2° gamba (gamba di richiamo), fondamentale per prepararsi ad una ripresa attiva della fase di corsa successiva:
    • La coscia della gamba di richiamo è quasi parallela all’ostacolo al momento del passaggio;
      • L’angolo tra gamba e coscia è di circa 90°;
    • La caviglia della gamba di richiamo è notevolmente flessa dorsalmente, con l’alluce rivolto verso l’alto;
    • Il ginocchio della gamba di richiamo è tenuto in linea con il piede sopra l’ostacolo per portarsi poi in avanti alto.
    • Tenere il tallone della gamba di richiamo vicino al gluteo e poi sollevare il ginocchio nella direzione di corsa.

Importante, per ottimizzare questa fase, lo sviluppo della mobilità articolare utile a rendere fluidi i movimenti.

FASE DI ATTERRAGGIO
Fondamentale per riprendere rapidamente la corsa:

  • La gamba d’atterraggio è completamente distesa (dritta);
  • L’atterraggio è di avampiede (attivamente);
  • Il corpo dovrebbe rimanere eretto ed allineato con l’arto in appoggio;
  • La gamba di richiamo rimane flessa fino al contatto a terra del piede opposto e poi avanza velocemente per prendere contatto con la pista;
  • Il primo passo è aggressivo, con un contatto a terra molto breve.

Molto importante controllare la posizione delle anche, del ginocchio e del piede al momento dell’atterraggio (anche alte e piede e ginocchio attivi).

Queste fasi sono osservabili dall’esterno, ma per l’atleta il gesto deve essere inteso come un unico e continuo passo di corsa le cui fasi sono collegate e si equilibrano tra loro nel tempo. Deve perciò essere evitata l’idea della ricerca di una posizione statica precisa, infatti non si tratta di una fotografia, ma di un insieme complesso di equilibri dinamici in movimento, che si possono ottenere solo effettuando il passaggio, o un esercizio tecnico e correggendo gli errori uno ad uno.

 

Bibliografia:

“Correre, saltare, lanciare. La guida ufficiale IAAF per l’insegnamento dell’Atletica (seconda edizione)” dal Centro Studi & Ricerche della Fidal

“Il nuovo manuale dell’istruttore di Atletica Leggera”, Centro Studi & Ricerche della Fidal

http://it.wikipedia.org/wiki/Ostacoli_%28atletica_leggera%29

 

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