Ostacoli: salto o corsa?

Parlando delle discipline con gli ostacoli dell’atletica, capita spesso di sentir parlare, in maniera inappropriata, di “salto con gli ostacoli”.

Effettivamente se guardiamo un principiante nella pratica di tale disciplina, egli sale molto più del necessario al di sopra dell’elevazione sufficiente a valicare la barriera, effettuando veri e propri balzi verticali per superare l’ostacolo.

Se invece osserviamo gare internazionali, si vede che gli atleti d’elite tendono a “correre attraverso le barriere”, in quanto il balzo porta ad un peggioramento del risultato cronometrico finale.

Nella corsa con ostacoli, come nelle corse sul piano, lo scopo è di percorrere la distanza nel minor tempo possibile e, quindi, di rallentare il meno possibile nella fase del passaggio dell’ostacolo.

 

Atleti principianti:

se osserviamo la linea delle anche nell’azione di un principiante, ci si può accorgere che quando passa l’ostacolo, in realtà sta trasformando gran parte della propria velocità orizzontale in elevazione, eseguendo in pratica una serie di rincorse e di stacchi verso l’alto in ciascuna barriera.

 

Atleti evoluti:

la linea delle anche rimane quasi alla stessa altezza durante tutta la gara, subendo il meno possibile l’influenza dell’ostacolo. Questo modo di passare l’ostacolo è definito, nel gergo tecnico della disciplina “a raso” ed è fondamentale per permettere una buona ripresa dell’azione di corsa nella fase successiva al passaggio della barriera.

 

È evidente quindi la differenza con le discipline di salto, il cui obiettivo, è raggiungere distanze maggiori, in elevazione o in estensione in un singolo salto, senza obiettivi cronometrici . Nei salti la rincorsa è necessaria raggiungere la velocità ideale ad effettuare il salto secondo la tecnica adoperata dall’atleta, non a percorrerne la distanza nel tempo più breve possibile.

Lo scopo non è il valicamento della barriera stessa, che la renderebbe una famiglia di discipline di salto, ma il tempo cronometrico finale, che spinge la tecnica di passaggio verso la migliore efficienza.

La corsa con ostacoli è dunque una prova di corsa e, per evitare di fuorviare gli atleti principianti, non può essere definita “salto” o “stacco”. Corretto invece parlare di “passaggio”, “superamento” e di “spinta”.

 

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