La psicologia del riscaldamento pre-gara

“Lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla.” (Pierre de Coubertin)

 

Il riscaldamento costituisce la parte iniziale di ogni allenamento o competizione ed ha l’obiettivo di preparare gli atleti dal punto di vista psicologico e fisiologico alla fase centrale della sessione di allenamento o alla gara. […] Il riscaldamento ha il compito di elevare la disponibilità dell’organismo al lavoro ed alla prestazione successivi.

Un riscaldamento eseguito bene:

  • prepara l’atleta dal punto di vista fisiologico;
  • prepara l’atleta del punto di vista tecnico;
  • aiuta a prevenire gli infortuni;
  • prepara l’atleta dal punto di vista psicologico;
  • prepara e sostiene alla prestazione successiva.

Ora parliamo, dal punto di vista psicologico, del riscaldamento che precede una gara.

 

La psicologia del riscaldamento

Ogni specialità ha un riscaldamento tipico, che prevede tempistiche ed esercizi specifici della disciplina. A prescindere da questo, è un momento importante, da saper ben gestire, indipendentemente  dalla sua durata.

Partiamo dal principio: prendiamo in esame il riscaldamento come viene fatto da una buona maggioranza degli atleti di ogni età. Solitamente parte con una corsa lenta: durante questa fase la mente inizia a concentrarsi sull’imminenza della gara. Abbiamo anche molto “tempo per pensare”, soprattutto se stiamo correndo in solitudine. È un lasso di tempo delicato per le persone ansiose, proprio perché attesta che la gara si sta avvicinando. Qualcuno preferisce isolarsi e ascoltare musica, qualcun altro smania per la compagnia. Il mio consiglio è di seguire quello che ci fa stare bene, ma senza esserne dipendenti: se ci si dovesse scaricare l’i-pod o non ci fosse nessuno con cui correre? Meglio non buttare la concentrazione a causa di questi imprevisti! Consiglio pratico: iniziate a concentrarvi sul vostro corpo, su come si sta muovendo nello spazio. Ciò sposterà la vostra attenzione dalla gara al corpo, e vi rilasserà se siete ansiosi, vi attiverà se siete eccessivamente rilassati.

Alla corsa lenta segue un momento di stretching funzionale. Spesso durante questa fase ci si dedica alle chiacchiere o ancora alla musica. Anche qui il consiglio è di porre estrema attenzione a ciò che si sta facendo, per evitare di non ascoltare adeguatamente il corpo e di fare le sequenze di esercizi a cui siamo abituati senza concederci quello di cui avremmo effettivamente bisogno in quel dato momento.

Durante il riscaldamento specifico si provano, con intensità sempre maggiori, i movimenti tecnici della competizione. Qui diventano molto importanti le sensazioni che si provano, proprio perché si vive questo momento come test finale prima della competizione vera e propria. Spesso le sensazioni non coincidono con quelle sentite in gara. A molti di voi è successo di sentire ottime sensazioni in riscaldamento e in gara invece percepire il contrario, e viceversa. Sicuramente è un altro momento delicato, da vivere con tranquillità e in cui è necessario evitare di cadere in rimuginii e superstizioni.

I pochi minuti che precedono la gara sono importanti per dare al corpo un momento di riposo attivo in preparazione allo sforzo massimale. In tale momento è importante che la concentrazione salga ai massimi livelli e l’attivazione mentale sia elevata. Ogni persona ha il suo modo per concentrarsi, se il vostro non vi sembra del tutto efficace sappiate che è migliorabile facilmente con un percorso di preparazione mentale da uno psicologo dello sport.

Da tenere in considerazione è l’importanza dell’indipendenza nel riscaldamento degli atleti giovani. La presenza del tecnico è sempre importante, soprattutto nei momenti di riscaldamento specifico, ma spesso capita che l’allenatore debba seguire un gruppo numeroso di atleti e non possa concentrarsi adeguatamente su tutti, magari spalmati in diverse discipline. Parte dell’allenamento deve essere dunque dedicato a fornire ai giovani un format di riscaldamento che possano seguire anche in caso di mancanza di disponibilità del tecnico. Riguardo ad atleti più maturi, invece, spesso non vengono seguiti dai loro allenatori alle gare: è quindi importante aver sviluppato indipendenza nel capire le proprie necessità e nel sapere come affrontare le diverse situazioni, competenza che di certo si ottiene dall’esperienza in gara. Detto questo, allenatori, non lasciate allo sbando i vostri atleti, anche solo una piccola attenzione, un consiglio, un incoraggiamento in riscaldamento possono modificare la sicurezza e l’autoefficacia percepita dei vostri atleti. La vostra presenza è importante, siete le loro guide. Non scordatelo!

Un’altra caratteristica del riscaldamento è la possibilità dell’ampliarsi della sua durata, spesso in modo indefinito. Capita infatti che la gara sia in ritardo. Psicologicamente è frustrante non sapere quando si potrà gareggiare e provare la paura di stancarsi o di arrivare non pronti alla competizione. Anche qui è necessaria una freddezza consapevole per affrontare in modo produttivo la situazione.

Un’altra situazione è da prendere in considerazione parlando di frustrazione: la mancanza di possibilità di entrare in campo. Nella parte finale del riscaldamento è infatti importante solcare il campo di gara, mettere le scarpe chiodate, provare la pedana, la rincorsa. A volte questa possibilità non viene data, soprattutto in gare di media importanza dove è presente la spunta ma non il campo di riscaldamento. Anche qui è necessario saper sfruttare le risorse che si hanno per arrivare al momento dell’entrata in campo “più pronti possibile”.

Molto delicato è dunque il riscaldamento. Per qualsiasi consiglio su come sfruttare al meglio tale momento o per risolvere problematiche legate a concentrazione, ansia, attivazione e altri disagi non abbiate paura a contattare uno psicologo dello sport.

 

A cura di Martina Fugazza

Psicologa Dello Sport

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