I fattori contribuenti: il medio gluteo

Il medio gluteo è composto da tre segmenti separati: anteriore, medio e posteriore. Le porzioni anteriore e media contengono fibre a direzione longitudinale verticale, originando dalla cresta iliaca anteriore ed inserendosi sul gran trocantere. La porzione posteriore contiene invece fibre a decorso orizzontale in linea con il collo femorale. Le fibre posteriori del medio gluteo sono state descritte quali primarie stabilizzatrici della testa femorale all’interno dell’acetabolo durante i trasferimenti di carico, contribuendo inoltre alla rotazione esterna del femore in rapporto ad una pelvi stabile.

È stata inoltre riportata l’importanza del gluteo medio-posteriore durante le attività di affondo e di salto dal momento che l’altro muscolo fondamentale dell’anca, il grande gluteo, non è in grado di produrre sufficiente forza in rotazione esterna con angoli di flessione d’anca maggiori di 60°: con angoli di flessione d’anca superiori a 60° si nota infatti uno shift delle fibre del grande gluteo in direzione anteriore all’asse di rotazione dell’articolazione stessa, trasformando di fatto tali fibre in rotatori interni a discapito della loro funzione stabilizzatrice. Di conseguenza gli unici muscoli capaci di adempiere a tale funzione rimangono le fibre posteriori del medio gluteo e i rotatori esterni profondi dell’anca.

SE POSSIBILE EVITARE LA FLESSIONE…
La maggior parte degli esercizi per il medio gluteo utilizzano esercizi con un certo angolo di flessione d’anca. Un braccio di leva più corto con l’anca posta invece in estensione cambia l’angolo di trazione del medio gluteo, richiedendo in questo modo un maggior sforzo da parte di questi muscoli abduttori e reclutando così un maggior numero di fibre per contrastare la forza di gravità. È stato riportata, in aggiunta, una concomitante debolezza del medio gluteo e una contemporanea tendinite dell’ileopsoas in pazienti sottoposti ad esercizi con l’anca in flessione.

IL DROP LEG TEST
Il Drop Leg test viene eseguito con il paziente in decubito laterale. Il terapista abduce passivamente la gamba sovrastante portandola al massimo range articolare in abduzione e successivamente in estensione di 20°. Mantenendo la gamba in estensione-abduzione, viene chiesto al paziente di mantenere esattamente tale posizione una volta che il terapista toglierà il proprio supporto manuale. Ponendo l’arto in estensione (oltre che in abduzione) viene aumentata la sensibilità del test nell’identificare deficit muscolari non individuati invece valutando il muscolo con l’anca in neutra o addirittura flessa!

Con una debolezza delle fibre posteriori del medio gluteo si noterà un’incapacità del paziente nel mantenere la gamba nella posizione abdotta-estesa, con una caduta (drop) della stessa di qualche grado/centimetro.

Drop Leg Test
Figura 1. Drop Leg test: la gamba viene abdotta passivamente fino alla fine del suo range, quindi estesa di 20°; viene così chiesto al paziente di mantenere tale posizione attivamente

Gli esercizi per il rinforzo del gluteo medio posteriore dovrebbero enfatizzare la rotazione esterna, aumentando in questo modo l’attivazione del muscolo stesso così come quella dei rotatori profondi dell’anca e del grande gluteo; dovrebbe essere esclusa al contrario la flessione d’anca. La giustificazione di questo accorgimento risiede nel frequente riscontro di tendiniti/sovraccarico dell’ileopsoas in pazienti con problematiche d’anca.

 

ESERCIZI PER IL RINFORZO DI MEDIO GLUTEO, GRANDE GLUTEO E ROTATORI ESTERNI D’ANCA

 

Medio Gluteo, figura 2
Figura 2. Fase I: ponte in bipodalica (A), rotazione esterna con il ginocchio in appoggio su uno sgabello (B), appoggio monopodalico su un gradino (C), estensione d’anca da prono per il grande gluteo (D)
Medio Gluteo, figura 3
Figura 3. Fase II: sollevamento di gamba e braccio opposto in quadrupedia (A), step laterali (B), estensione d’anca in carico con pulley/elastico (C), rotazione esterna in carico con pulley/elastico (D)
medio gluteo figura 4
Figura 4. Fase III: ponte in monopodalica (A), scivolamenti contro il muro in abduzione/estensione (B), ponti laterali(C)

A cura di Matteo Pinelli

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