Lo statuto dell’allenatore

Tradotto liberamente da Andrea Uberti da una proposta di Franck Dick, presidente della “European Athletics Coaches Association”, e presentata agli allenatori durante l’Ifac 2014 a Roma (International festival of athletics coaching).
Frank, dal 1979 al 1994, è stato Direttore Tecnico della Federazione di Atletica Leggera Britannica (Athletics Federation’s Director of Coaching), è ampiamente riconosciuto come uno dei più importanti allenatori sportivi ed esperti di training, nel mondo. In quegli anni, Frank ha guidato il team inglese di atletica leggera nel suo “periodo d’oro”, ricco di medaglie d’oro olimpiche, come Daley Thompson, Steve Ovett e Sebastian Coe.

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Lo statuto dell’allenatore

È riconosciuto che il ruolo ed il contributo dell’allenatore sono fondamentali sia per raggiungere le migliori prestazioni che come veicolo di trasmissione della cultura sportiva all’atleta o in una squadra.

Per permettere che il suo ruolo venga esercitato efficacemente e che vengano garantiti interventi di valore, è necessario che l’allenatore operi all’interno di un contesto di intese operative.

Queste intese sono alla base del patto stipulato fra allenatore e le persone beneficiano dei servizi da lui garantiti.

Nonostante la categoria degli allenatori si estenda ad un gruppo molto eterogeneo, comprendendo volontari, semivolontari e professionisti, l’allenatore dovrà sempre sforzarsi di garantire degli standard di servizio adeguati in ogni ambito perseguendo il miglior interesse dell’atleta, in modo che la disciplina sportiva sia affrontata in termini di benessere, sviluppo e prestazione.

Su queste premesse è strutturato un quadro di intese operative che si articola su una serie di otto diritti e doveri fondamentali.

Mentre il riconoscimento dei diritti dell’allenatore può essere valutato alla luce delle diversità culturali, e mentre l’allenatore può scegliere in che modo ed in che grado esercitare questi diritti, i suoi doveri sono strettamente obbligatori.

Conoscenze

L’allenatore ha:

  • Il diritto ad un programma accessibile e coordinato di formazione.
  • Il dovere di perseguire attivamente lo sviluppo della propria formazione personale e professionale, per mantenere un livello di conoscenza compatibile con i bisogni degli atleti a cui si approccia.

Qualifiche

L’allenatore ha:

  • Il diritto ad un sistema di qualifiche professionali riconosciute.
  • Il dovere di acquisire e di mantenere il livello di qualifica conforme al ruolo ed allo status professionale esercitato.

Contratto

L’allenatore ha:

  • Il diritto ad un contratto formale stipulato con l’atleta, il club o la federazione.
  • Il dovere di soddisfare in tutti gli aspetti le richieste relative al suo ruolo di allenatore, come stabilito nel contratto, e di passare ad un altro professionista un atleta o una squadra quando le sue competenze personali non risultino adeguate alle esigenze di sviluppo prestazionale e di crescita degli stessi.

Compensi

L’allenatore ha:

  • Il diritto ad un compenso economico o di qualunque altra natura per i servizi prestati.
  • Il dovere di esercitare efficacemente i migliori sforzi per raggiungere gli obbiettivi ed i risultati stabiliti negli accordi, assicurando i più alti standard di servizio offerti.

Condizioni lavorative

L’allenatore ha:

  • Il diritto di lavorare in un ambiente che supporti la pratica degli allenamenti e l’allenatore.
  • Il dovere di contribuire all’arricchimento della cultura della pratica sportiva nel proprio contesto di lavoro e nel proprio paese e di promuovere la professione dell’allenatore.

Associazioni

L’allenatore ha:

  • Il diritto ad appartenere ad una associazione professionale.
  • Il dovere di operare sempre nel quadro delle principali normative che regolano l’impiego ed all’interno dei limiti del codice etico di condotta stilato dalla IAAF per gli allenatori.

Relazioni etiche

L’allenatore ha:

  • Il diritto di partecipare in condizione di parità di considerazione e di essere trattato onestamente e correttamente, a prescindere da quale sia il ruolo del tecnico all’interno del percorso di sviluppo dell’atleta e questo sia che si stiano allenando atleti normodotati o portatori di handicap.
  • Il dovere di preservare l’integrità degli atleti che allena.

Rappresentanza

Gli allenatori hanno:

  • Il diritto ad avere voce in capitolo all’interno degli organi decisori delle Federazioni nazionali, regionali ed internazionali.
  • Il dovere di assicurare che le istanze e le problematiche condivise dagli allenatori siano avanzate con competenza all’interno delle principali assemblee e degli organi di governo delle Federazioni nazionali, regionali ed internazionali.

Tale prospettiva dovrà riflettersi come un bilanciamento degli interessi dell’atleta, della disciplina sportiva e dei diritti e dei doveri dell’allenatore e della pratica dell’allenamento come racchiusi in questo statuto.

Nell’interesse della migliore chiarezza, questo statuto dei diritti e dei doveri dell’Allenatore è sottoscritta dall’allenatore e da coloro che ingaggiano i suoi servizi come sottoscritto.

A cura di Andrea Uberti

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