Periodizzazione a blocchi

VLADIMIR ISSURIN
Vladimir Issurin è arrivato in Israele nel 1991 dopo avere esordito nella sua carriera scientifica in seno alla squadra olimpica russa (URSS) di canoa – kayak.
Integrato nel dipartimento di ricerca in scienze dello sport al « Wingate Institute for Physical and Sport » e realizza il suo dottorato in fisiologia dell’allenamento sportivo pure assicurando il seguito delle squadre nazionali in seno al comitato olimpico israeliano.

Leader della squadra olimpica di kayak per i giochi di Sydney e di Atene, orienta le sue ricerche verso la pianificazione – periodizzazione dell’allenamento degli atleti di alto livello da alcuni anni.

Il suo ultimo articolo fa il punto sul metodo tradizionale di periodizazione e considera le prospettive di sviluppo di questo metodo attraverso il concetto di periodizzazione dell’allenamento a blocchi.

Modello tradizionale di periodizzazione  

Nel modello tradizionale di periodizzazione, le unità di allenamento sono ripetute in modo periodico secondo un sistema che si declina spesso su 4 o 5 livelli:

  1. il ciclo quadriennale olimpico che è facoltativo o addirittura assente in alcuni sport come il calcio professionistico per esempio e riguarda solamente gli atleti di livello molto elevato
  2. il macrociclo (mese) che comprende i periodi di preparazione, di competizioni, di transizione,)
  3. il mesociclo (settimane) che raggruppano diversi microcicli simili in seno ad un stesso macrociclo)
  4. il microciclo (giorni) che sono composti da una sequenza strutturata di sedute di allenamenti) spesso su una base settimanale
  5. la seduta di allenamento (ore – minuti) il cui contenuto è specifico agli adattamenti auspicati

Ogni macrociclo si divide in tre periodi (preparazione – competizione – transizione), definite dai mesocicli di cui la tipologia ne definisce i microcicli che lo compongono.

In modo molto generale, i grandi principi che definiscono il contenuto di ogni periodo, di ogni mesociclo e sono ripresi nel quadro sottostante.

Periodo Scopo Carico
Preparazione Preparazione generale Abilità motorie Volume + / Intensità -
Preparazione specifica Abilità tecniche Volume ± / Intensità +
Competizione Preparazione competitiva Abilità motorie / tecniche / tattiche Volume – / Intensità
esercizi specifici
Prima della competizione Termine preparazione specifica Volume – / Intensità +
Transizione Transitorio Recupero Recupero attivo

In questo articolo, Issurin riprende i punti positivi e negativi del metodo di periodizazione tradizionale.
Rileva in particolare due punti positivi:

  1. gli elementi che definiscono questo metodo rispettano i principi scientifici riconosciuti del ciclo di ” carico – recupero – supercompensazione “.
  2. è facilmente applicabile nella programmazione del contenuto degli allenamenti di atleti esordienti – di livello modesto, ed in modo particolare perché permette di rispettare una progressività lenta (grazie alla lunga durata dei suoi periodi) del carico di allenamento.

In compenso, evidenzia tre punti critici/negative così riassunti :

  1. il metodo tradizionale è stato elaborato quando le conoscenze scientifiche sull’allenamento sportivo erano solamente ai loro albori , e non ne hanno seguito la loro evoluzione;
  2. non si è adattata allo sviluppo dello sport di alto livello (dettagliata più in basso), ed è, per questa ragione,poco applicabile alla preparazione degli sportivi di alto livello.
  3. gli allenamenti non sono specifici allo sviluppo di alcune abilità o adattamenti ricercati.

 Si allena un poco tutto allo stesso tempo. Le evidenze scientifiche dimostrano che l’allenamento specifico di un’abilità porta degli adattamenti specifici allo stimolo di allenamento. Se tutte le abilità sono allenate allo stesso tempo, lo stimolo di allenamento attribuito a ciascuna è ridotto e gli adattamenti che ne conseguono sono meno evidenti.

Una caratteristica importante di questo modello tradizionale è che permette solamente 1, 2 o 3 picchi di forma nella stagione. Questa caratteristica non si adatta allo sport di alto livello attuale che necessita di ben più di 3 picchi di forma per anno.

 

Il modello tradizionale non si è adattato all’evoluzione dello sport di alto livello, ed Issurin evidenzia le ragioni a partire da 3 osservazioni:

  1.  l‘aumento del numero delle competizioni per anno. La stagione degli sportivi può nell’immediato futuro svilupparsi per più di 8 mesi. Era già il caso negli sport collettivi negli anni ’70 ma non negli sport individuali. Ora le competizioni internazionali (parliamo quindi di atleti di alto livello) si svolgono nel mondo, ciò di conseguenza allunga considerevolmente la durata della stagione, dovunque.
    Si nota anche un aumento importante delle prestazioni realizzate. Ora, questa osservazione può spingere verso la professionalizzazione degli atleti ma anche verso il cambiamento dei loro metodi di preparazione.
  2. In questi ultimi anni si è evidenziata una diminuzione importante del volume di allenamento. Gli atleti hanno il loro periodo di preparazione fondamentale con un volume considerevole. Poi il volume viene diminuito lasciando spazio a vantaggio di intensità specifica.
    Questa diminuzione nel carico di allenamento può essere spiegata attraverso fattori diversi quali ad esempio, i controlli antidoping che dissuadono certi sportivi dall’utilizzare metodi di recupero illecito, ed il cambiamento di mentalità di alcuni paesi, ex URSS in particolare.
  3. Sono apparsi dei nuovi concetti di preparazione, più specifici e meglio indicati ai bisogni degli atleti di alto livello. Questa ultima osservazione è la conseguenza dei due punti precedenti.

Queste tre osservazioni possono spiegarsi attraverso differenti fattori di cambiamento nell’evoluzione dello sport di alto livello. Issurin cita, tra gli altri, il numero dei campionati e coppe continentali o mondiali, le motivazioni finanziarie degli atleti di presentarsi su certe competizioni, ed il contributo delle competizioni di preparazione nel programma di allenamenti.

La periodizzazione a blocchi

Sergei Bubka, nel 1991, ha effettuato una stagione che durò da gennaio a settembre. Egli effettuò 17 competizioni separate da 12 a 43 giorni queste hanno composto il suo anno atletico. In ognuna di queste competizioni, ha effettuato delle prestazioni che si trovano tra il 92 ed il 100% del suo personnal best che si trovava a 614cm. Per informazione, il 92% del suo personnal best (590cm) rappresenta la prestazione del campione del mondo del 2009…

allenamento a blocchi

Per rimanere al top durante la sua stagione, si è indirizzato verso un periodizzazione non tradizionale che poteva assomigliare già alla attuale periodizzazione a blocchi.

 

Il metodo di periodizzazione a blocchi consiste in una programmazione a breve termine, ± 2 mesi,:

3 blocchi di lavoro si inseriscono nei mesocicli del periodo tradizionale, lo compongono e si definiscono come segue:

  1. blocco “Accumulo” nel quale ci si concentra sullo sviluppo delle qualità aerobiche generali, della forza generale e del pattern tecnico.
  2. blocco “Trasformazione” nel corso del quale si ricerca lo sviluppo delle qualità aerobiche specifiche e della forza specifica. È quindi un blocco di lavoro delle abilità specifiche dell’atleta.
  3. blocco “Realizzazione” che è per la sua competenza orientato verso gli esercizi di course/match, specifici al tipo di sforzo competitivo.

Issurin riassume nella tabella sotto le grandi linee di questo tipo di periodizzazione. È importante notare l’aumento veloce del carico. La durata del blocco è dunque corta ed il carico è condensato. Questo principio di condensazione è spiegato più basso.

[Issurin, 2010]

Obiettivi Volume – Intensità Fatica – Recupero
Accumulo
(2 à 4 settimane)
Abilità di base Volume + / Intensità - Recupero incompleto ma fatica ragionevole
Forza – Resistenza – Coordinazione
Trasformazione
(1 à 2 settimane)
Abilità specifiche Volume – / Intensità + Accumulo della fatica
Tecnica – Forza specifica –  resistenza specifica
Realizzazione
(5 giorni a 1 settimana)
Preparazione integrata Volume — / Intensità ++ Recupero completo
Massima velocità di esecuzione – Situazioni di competizione

 

I principi generali che definiscono questo tipo di pianificazione possono riepilogati in 3 punti:

  • in un solo blocco vengono allenate un numero minimo di abilità.
    Si parla di condensazione degli allenamenti mirati su queste abilità (cf. Durata degli effetti dell’allenamento delle abilità specifiche).
  • le abilità sono allenate in modo consecutivo e non concorrenziale, come è il caso del metodo di periodizzazione tradizionale.
  • la durata di ogni blocco è determinata dalla durata degli effetti residui di allenamento.

 

Durata degli effetti dell’allenamento delle abilità specifiche [Issurin & Lustig, 2004]

Abilità motorie Effetti dell’allenamento (giorni)
Endurance estensiva 30 ± 5
Forza massima 30 ± 5
Endurance intensiva (sistema glicolitico) 18 ± 4
Endurance di forza 15 ± 5
Velocità massimale 5 ± 3

Questo modello di periodizzazione è criticabile su alcuni punti ed in modo particolare sulla durata dei blocchi di allenamento. Gli adattamenti e l’effetto residuo dell’allenamento sono specifici all’atleta, alla sua età ed alla sua esperienza.

Allo stesso modo, questo tipo di periodizzazione, e ciò è già stato brevemente enunciato, è poco progressivo.
Il carico di allenamento viene aumentato velocemente. È il principio di condensazione evidenziato dall’autore. Una delle grosse difficoltà di questo tipo di periodizzazione è la sua complessità nella gestione della durata dei blocchi e del carico specifico.

Tuttavia, questo modello ha il merito di soddisfare le esigenze della stagione degli sportivi di alto livello grazie alla sua programmazione a breve termine.

Conclusioni.

I due modelli presentano dei vantaggi e degli svantaggi.

Sembra evidente che il modello tradizionale, più vecchio e meglio conosciuto, è da raccomandare con gli atleti che esordiscono con l’allenamento regolare, in modo particolare grazie alla sua progressione dei carico di lavoro. È anche più facile da utilizzare per i giovani allenatori, lasciando loro più margine di manovra e di adeguamento nella loro programmazione.

Il modello più contemporaneo di périodisation in blocchi si adatta meglio alla programmazione degli sportivi di alto livello ma è molto più complesso a dirigere. Deve essere proposto da un allenatore che possiede già una certa esperienza del suo atleta perché il carico condensato specifico non adattato può provocare dei grossi danni all’atleta se viene sottovalutato oppure, un disallenamento manifesto se è sopravvalutata.

 

A cura di Graziano Camellini

 

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