Didattica dei balzi: esercitazioni di rimbalzo

Balzi elastici

La proposta didattica che segue riguarda una progressione di esercitazioni propedeutiche alle esercitazioni di balzo, conosciute come “rimbalzi” caratterizzate da sequenze di saltelli a piedi pari e su un piede in ritmica alternata e successiva eseguite sul posto o con avanzamento limitato.

Perchè utilizzarle?
Queste esercitazioni danno la possibilità di intervenire e curare l’ apprendimento di alcuni aspetti esecutivi particolarmente significativi ed importanti nell’ interpretazione tecnica dei balzi:

  • la modalità di appoggio dei piedi;
  • l’ allineamento corretto dei segmenti;
  • l’ azione degli arti superiori;
  • la tenuta del busto;
  • la coordinazione tra arti di spinta ed arti liberi;
  • l’ azione piu’ o meno attiva del bacino .

Non è una progressione “ inventata “ ma costituisce un libero adattamento personale di proposte di lavoro viste durante il corso specialisti Fidal 1998 ( interventi dei prof. Tucciarone , Pericoli, Zotko ) o comparse su alcune pubblicazioni , in particolare su “ I salti in estensione nelle categorie giovanili “ del prof. Claudio Mazzaufo.

La conoscenza precisa e la padronanza di questi elementi permette, poi, un approccio corretto alla tecnica dei balzi e dà la possibilità anche di intervenire per correggere e migliorare la qualità esecutiva dei balzi stessi .

Inoltre queste esercitazioni costituiscono un serbatoio di proposte utili sotto l’ aspetto condizionale , soprattutto in riferimento allo sviluppo della forza specifica (del saltatore ) e della reattività.

Ovviamente vengono proposte e commentate solo alcune delle numerose attività possibili e le esecuzioni proposte non sono prive di imperfezioni. Spero cosi’ di riuscire ad aiutarvi ad individuare gli aspetti fondamentali da osservare durante il lavoro con gli atleti e ad indicarvi le modalità adatte per programmare e realizzare gli opportuni interventi correttivi e di arricchimento delle loro competenze .

1) RIMBALZI PIEDI PARI BRACCIA AL FIANCO

  • Buon allineamento del corpo osservabile guardando la posizione delle spalle, del bacino e dei piedi al momento del contatto al suolo.
  • Si osserva una insufficiente tenuta a livello di ginocchia , con flessione troppo accentuata e scarsa efficacia nella spinta , resa evidente dalla estensione incompleta dei piedi.
  • Prima dell’ impatto a terra la preparazione dovrebbe essere piu’ attiva con il piede meno obliquo rispetto al terreno e l’angolo alla tibio- tarsica un po’ piu’ chiuso.

2) RIMBALZI A PIEDI PARI IN “CATENA TESA”

  • Le considerazioni fatte in precedenza sono tutte presenti anche in questo video.
  • Apprezzabile il tentativo di aumentare l’ efficacia dell’ uso dei piedi ma la posizione in catena tesa non è ben eseguita ( arti superiori troppo avanti ) a causa di scarsa mobilità del cingolo scapolo omerale.
  • Evidente , quindi, l’ importanza di curare la formazione di base sotto tutti gli aspetti per non avere, come in questo caso, difficoltà esecutive in fase di apprendimento tecnico.

3) RIMBALZI A PIEDI PARI CON UTILIZZO DELLE BRACCIA

  • L’ azione delle braccia è sostanzialmente corretta ed interviene abbastanza “a tempo”( a rallentatore si osserva un leggero ritardo) determinando un accettabile progresso nella spinta e nell’ estensione del corpo “ in uscita”.
  • Permane la difficoltà di tenuta ( evidenziata anche dalla tendenza a perdere i piedi in avanti e ad arretrare evidente nei primi rimbalzi )

4) RIMBALZI A PIEDI PARI IN AVANZAMENTO CON UTILIZZO VARIO DEGLI ARTI SUPERIORI

  • Si confermano tutte le precedenti annotazioni e sono osservabili i particolari già evidenziati.
  • Nella parte finale della sequenza l’ azione degli arti superiori appare però piuttosto efficace, anche se i piedi sfuggono, comunque, in avanti.

5) RIMBALZI A PIEDI PARI CON RICHIAMO DELLE GINOCCHIA IN ALTO CON PAUSA

  • Il richiamo delle ginocchia è incompleto e l’azione dei piedi non appare efficace.
  • Anche l’ impatto a terra avviene con notevole cedimento delle ginocchia.
  • L’ azione degli arti superiori è abbastanza coordinata e aiuta la fase estensiva alleggerendo il compito degli arti inferiori.

6) RIMBALZI A PIEDI PARI CON RICHIAMO CONTINUO DELLE GINOCCHIA

  • Le osservazioni sono simili alle precedenti.
  • Si evidenzia anche la mancata estensione degli arti prima del contatto a terra con ulteriore cedimento delle ginocchia all’ impatto.
  • Buona la coordinazione delle braccia che aiuta comunque la fase estensiva.

7) RIMBALZI ALTERNATI SUL POSTO CON USO VARIO DELLE BRACCIA

  • I piedi dell’ atleta “sfuggono” in avanti , l’ impatto a terra avviene non in completa estensione;
  • La posizione in catena tesa, come già visto in precedenza presenta difficoltà legate a scarsa mobilità, che incidono ulteriormente sull’ intero sistema con arretramento complessivo e “perdita” in avanti dei piedi.

8) RIMBALZI ALTERNATI IN AVANZAMENTO CON BRACCIA AL FIANCO

  • L’ esecuzione presenta un appoggio corretto e di tutta pianta del piede.
  • Si tratta di avviamento al balzo quindi la ricerca dell’ azione di pianta piena o, volendo, anche rullata è da ritenersi adeguata.
  • La spinta in avanti – alto non è molto efficace;
  • Anche in questo caso i piedi e l’ intero “treno inferiore “ scivolano un po’ in avanti.
  • La parte superiore del corpo, anche se un po’ arretrata , è ben sostenuta.
  • Una maggiore scioltezza e “attività” della zona pelvica avrebbe migliorato l’ esecuzione.

9) RIMBALZI ALTERNATI IN AVANZAMENTO CON AZIONE DELLE BRACCIA ALTERNATA

  • Complessivamente l’ azione proposta è accettabile.
  • L’ appoggio del piede è corretto, gli arti superiori coordinati anche se troppo “incrociati” davanti e dinamicamente poco efficaci.
  • L’ efficacia complessiva del gesto , pero’, non è eccezionale a causa delle considerazioni già fatte in precedenza ( posizione arretrata – scarsa attivazione della zona bacino- pelvi – tendenza a spostare avanti i piedi con azione di spinta poco efficace)

10) RIMBALZI ALTERNATI IN AVANZAMENTO CON AZIONE ATTIVA DELL’ ARTO LIBERO

  • Imperfetta la coordinazione tra arto di spinta ed arto libero, infatti la decisa azione dell’ arto libero “distrae” l’ atleta dalla spinta che appare inefficace o, comunque, non ben sostenuta.
  • Si evidenziano, naturalmente, le tendenze già osservate : appoggio del piede corretto, zona pelvica poco attiva , azione delgli arti superiori coordinata , ma non particolarmente efficace dal punto di vista del supporto alla spinta degli arti inferiori.

11) IN SEQUENZA: RIMBALZI ALTERNATI BRACCIA AL FIANCO, A BRACCIA LIBERE E CON SOLLEVAMENTO DELLA COSCIA DELL’ ARTO LIBERO.

  • La proposta delle tre azioni precedenti in sequenza progressiva nella stessa serie permette al tecnico di valutare appieno le competenze dell’ atleta : attenzione all’ appoggio al suolo, al ruolo degli arti sup. e del tronco e, infine azione attiva dell’ arto libero.
  • Osservare sempre come gli elementi “ aggiunti” influiscono sulla spinta.
  • Nell’ esempio si nota buona coordinazione generale , corretto appoggio del piede , precisa la azione degli arti superiori, ma sono evidenti anche le carenze osservate in precedenza.

12) RIMBALZI SUL POSTO SU UN SOLO ARTO BRACCIA AL FIANCO E A IN CATENA TESA

  • Buono l’ allineamento a braccia al fianco, problemi in catena tesa come per le precedenti esecuzioni.
  • Buona la ricerca di appoggio in tutta pianta e positivo il tentativo di estensione dell’ avampiede in fase di spinta.
  • Evidenti le difficoltà di coordinazione dell’ arto libero che fatica a rilassarsi ed non riesce a “ENTRARE “ con efficacia nel gesto.
  • Problemi di tenuta al ginocchio per l’ arto in appoggio.

13) RIMBALZI SUL POSTO SU UN ARTO CON CURA DELL’ AZIONE DELL’ARTO LIBERO

  • Esecuzione piu’ corretta e controllata della precedente .
  • L’ atleta fatica a restare sul posto ma l’ attenzione al movimento dell’ arto libero riesce a migliorare la qualità esecutiva dell’ esercitazione

14) RIMBALZI SU UN ARTO IN AVANZAMENTO BRACCIA AL FIANCO

  • Compatibilmente con le difficoltà già evidenziate,l’ azione appare discreta.
  • Corretto l’ appoggio del piede e accettabile l’ azione dell’ arto libero anche se la zona bacino – pelvi appare ancora bloccata e si nota poca efficacia dell’ azione di spinta.
  • L’ allineamento del corpo è buono.

15) RIMBALZI SU UN ARTO IN AVANZAMENTO BRACCIA LIBERE

  • Qui apprezziamo molte valenze positive nel gesto : piede ben appoggiato, buon utilizzo degli arti superiori, buona tenuta del busto ed efficace posizione in estensione.
  • Lo spostamento “copre” alcuni punti deboli che, pero’ determinano lo scarso dinamismo: l’ esecuzione è efficace ma poco “viva” e son da migliorare sia la tenuta a terra a livello del ginocchio sia la successiva fase estensiva.

16) COME PRECEDENTE ESERCIZIO MA CON ARTI SUP. IN AZIONE SINCRONA

  • Positivo il lavoro a braccia sincrone che sembra rendere piu’ sicuro ed efficiente anche il lavoro di spinta e di tenuta dell’ arto in appoggio.
  • L’ azione dell’ arto libero è ben coordinata e l’ allineamento in estensione apprezzabile.

17 e 18 :RIMBALZI SU UN ARTO IN AVANZAMENTO INSERENDO ANCHE IL RICHIAMO DELL’ ARTO DI APPOGGIO DOPO LA SPINTA

  • Buona coordinazione complessiva con notevoli difficoltà di tenuta ( l’ atleta appare piuttosto seduta ) e ginocchio che flette in modo molto evidente in fase di ammortizzamento.
  • Esercizio da proporre quando la capacità di spinta è consolidata in modo che non comporti una posizione troppo seduta e arretrata ma da considerare “sintetico” relativamente alla capacità di rimbalzare su un arto. Per il giovane triplista in particolare richiede padronanza completa del gesto dell”hop” con particolare attenzione alla capacità di spingere rapidamente e “recuperare” con prontezza ed efficacia l’ arto di spinta. Tale capacità è poi fondamentale nel gesto gara.
  • Interessante anche proporre nella medesima serie l’ esecuzione braccia al fianco, poi braccia libere ed infine richiamo dell’ arto di spinta con gli elementi che entrano in successione.

 

Articolo e video a cura di Giuseppe Balsamo

 

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