Atleti in USA: Luca Cacopardo

Luca Cacopardo

Ecco l’intervista a Luca Cacopardo, atleta del ’95, veste la maglia dell’ Atletica Riccardi Milano, in Italia, e della MITengineers, la squadra di atletica del Massachussetts Institute of Technology di Boston, in USA.

Luca vanta diversi Titoli Italiani di categoria (allievi e juniores) nei 400hs (PB 51″29)

 

Ciao Luca, cosa ti ha portato a vivere questa esperienza all’estero?
La cosa che mi ha spinto a studiare all’estero è stato il fatto che qui negli Stati Uniti c’è molto rispetto per gli atleti ed è più semplice conciliare studio e sport.
In Italia ci sono stati molti esempi di gente che ha lasciato l’atletica per potersi dedicare allo studio.
Inoltre, qui in America le strutture sono incredibili ed abbiamo accesso a tutte le comodità per favorire l’allenamento.

Quali differenze hai riscontrato tra i metodi di allenamento italiani e quelli che stai affondando adesso?
Per quanto riguarda la mia particolare esperienza ho notato che qui si punta molto di più al gruppo.
E’ sempre importante supportarsi a vicenda e non lasciare mai nessuno indietro.
L’allenamento in sé è molto diverso e le maggiori differenze per me sono stati i tempi tra le ripetute più corti ed il recupero attivo.

Ci spieghi come la scuola aiuta gli atleti nella loro attività?
La mia università ha due ore, dalle 17:00 alle 19:00, nelle quali non possono essere fissati esami, laboratori e lezioni in modo che gli atleti sono tutelati e non devono saltare allenamento.
Inoltre quando per una trasferta si perde lezione o un esame i professori sono molto disponibili nel rispiegare l’argomento perso e nel fissare il tuo esame in una data differente

Hai avuto difficoltà ad integrarti nel sistema Universitario USA?
La lingua è stato l’unico vero ostacolo ma avendo frequentato un anno all’estero ero già ad un buon livello.
L’università è molto difficile ma fare atletica mi aiuta a non sprecare il mio tempo libero. Qui ho imparato a gestire il mio tempo e la mia giornata fino a raggiungere un buon compromesso tra ore di sonno, studio, pasti, allenamenti e lezioni.

Consiglieresti la tua esperienza anche ad altri atleti?
Onestamente consiglierei la mia esperienza a tutti gli atleti che hanno la possibilità di venire qui con una borsa di studio.
Il valore di una borsa completa è di circa 50 mila euro all’anno e copre università, vitto e alloggio.
In questo modo l’atleta è tutelato fino all’età di 23 anni dove si ritrova con una laurea in mano ed ha la possibilità di conseguire questo obbiettivo senza togliere tempo all’atletica.

Atleti all’estero: cosa si può trovare all’estero, dal punto di vista dell’allenamento, che manca in Italia?
L’allenamento in Italia è molto avanzato e c’è un attenzione incredibile verso l’atleta.
Qui, nelle università, l’accento è sulla squadra ed a volte bisogna correre tre o quattro gare nel giro di una giornata per fare punteggio.
Ad ogni modo ho notato che le tecnologie che usiamo qui sono leggermente più avanzate ed anche se in Italia si cura molto di più l’aspetto tecnico qui in America c’è più disciplina.

Luca Cacopardo

Pensi che questa esperienza ,oltre che sotto l’aspetto umano,migliori molto anche l’aspetto tecnico dell’atleta?
Sicuramente vivere in una posto diverso ed allenarsi con gente nuova rende l’atleta più completo, il primo anno è molto difficile perché il cambiamento è così radicale che il corpo ha bisogno di adattarsi al nuovo clima, all’alimentazione diversa ed ai nuovi metodi di allenamento.
Tecnicamente va rispettata la nostra scuola Italiana perché nonostante le piccole dimensioni del nostro paese siamo sempre in grado di tirare fuori talenti eccezionali specialmente a livello giovanile.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Come per tutti gli atleti, il sogno è sempre quello di migliorarsi e di puntare sempre più in alto, quindi chissà mai se un giorno si realizzerà l’avventura Olimpica.

Quale è il tuo allenamento preferito?
Il mio allenamento preferito è 4×200 rec. 7 min.
Questo è un allenamento che facevo solitamente in Italia con il mio allenatore Paolo Brambilla.
Mi piace molto perché i 200 sono una distanza che non mi stanca eccessivamente ma dove posso esprimere tutta la mia velocità.

Quale quello che ti piace meno?
Il peggiori allenamenti sono quelli invernali, specialmente le ripetute sui 1000.

Hai qualche oggetto, rituale scaramantico prima/durante le gare?
Solitamente non sono molto scaramantico ma ho notato che le mie “compression socks” (calze compressive) mi hanno portato molta fortuna e le indosso sempre per tutte le gare di 400hs.

Com’è il rapporto con il tuo allenatore? Le differenze con l’Italia?
Il rapporto con l’allenatore qui è stato abbastanza “turbolent”o perché venendo da un paese diverso ero abituato a cose completamente diverse e cambiare dopo una stagione fantastica come quella 2014 non è mai facile.
Ad ogni modo sono in contatto settimanalmente con Paolo che mi aiuta a distanza tramite video analisi e mandandomi dei lavori aggiuntivi.
Dal 26 Maggio sarò nuovamente in Italia e potrò rifinire la mia preparazione con lui in vista degli eventi importanti di questo 2015

Chi è, o è stato, il tuo “esempio”/idolo/mito nell’atletica?
Quest’estate ho avuto l’opportunità di spendere circa un mese con Fabrizio Mori, dal raduno di Castelnovo de Monti al Mondiale di Eugene.
E’ stato molto interessante essere allenato da un campione come luì che può aiutare sia con l’aspetto tecnico che con quello mentale condividendo le sue esperienza e sensazioni. Lui per me è un grande esempio.

La scheda di Luca all’Atletica Riccardi

La scheda di Luca alla MITengineers

Il video di Luca in allenamento in USA

 

Il video di Luca in batteria ai Mondiali Junior di Eugene 2014 (51″97)

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