Alberto Mazzucchelli, atletica e studi tra Bergamo e Nizza!!!

alberto_mazzucchelli_intervista

Oggi intervistiamo Alberto Mazzucchelli, atleta bergamasco classe 1992, che veste i colori dell’Atletica Bergamo 1959. Buon atleta nel fondo e mezzofondo, vanta personali di 32’52”08 nei 10000 metri, 15’05”03 nei 5000 metri, 8’27”20 nei 3000 metri3’58”23 nei 1500 metri.

Alberto nel 2014 si è Laureato in Scienze Motorie e dello sport, all’Università Cattolica di Milano, con la tesi “Influenza della stiffness nella corsa prolungata”.

Terminati gli studi milanesi ha preso una decisione sicuramente coraggiosa, ma che sta diventando ormai sempre più frequente nei giovani italiani: si è trasferito all’estero per affrontare gli studi della specialistica.

Alberto si è infatti iscritto all’”Université de Nice Sophia Antipolis – STAPS Facilté des Sciences du Sport” nella quale sta frequentando il Master1 (l’equivalente della nostra magistrale), nel corso “Préparation Physique et Réathlétisation”

Per continuare ad allenarsi e a gareggiare in atletica ha deciso inoltre di tesserarsi per la società francese Nice Cote d’Azur Athlétisme (mantenendo anche il tesseramento per l’Atletica Bergamo)

Abbiamo deciso di fare due parole con lui per comprendere similitudini e differenze sia tra il mondo dell’Atletica che quello dell’Università di Scienze Motorie, tra due paesi tanto vicini come Francia ed Italia.

 

Ciao Alberto, raccontaci in pò da dove nasce la tua passione per l’atletica ed in particolare per il mezzofondo.

Provengo da una famiglia dove si respira sport da sempre e soprattutto di “baskettari”: mio fratello 21enne gioca in Serie B ad Orzinuovi, mio papà ha giocato da giovane fino a 20anni tra Serie B e C ed anche i miei zii hanno giocato a basket, mia mamma è sempre stata sportiva e dice che la corsa l’ho presa da lei dato che vinse una corsa campestre in una vacanza studio in Inghilterra quando era piccola; ovviamente iniziai a frequentare i primi allenamenti di  minibasket, in parallelo a quelli della scuola calcio, ma alla fine scelsi il calcio che praticai fino a 14anni. Con il termine della scuola media, vedendo che la squadra locale in cui giocavo composta da amici di una vita si stava un po’ sfaldando e i discreti risultati ottenuti nelle campestre con la scuola, decisi di provare ad iniziare a praticare atletica di cui sapevo ben poco tranne di una gara in cui si saltava nell’acqua (3000siepi). Quindi nel luglio 2006 andai al campo Coni di Bergamo per iniziare gli allenamenti e grazie all’aiuto di Martina Bombardieri (ex forte atleta giallorossa) entrai in contatto con Saro Naso, il quale, mi fece fare il più classico dei test sui 1000: 3’15” e un “hai fisico da mezzofondo”, senza sapere ancora il significato del termine “mezzofondo” ma contento di quel test, iniziai così la pratica di quello sport che oltre ad essere il più bello del mondo, farà parte della mia vita quotidiana incidendo sulle mie scelte di vita future.

Alberto Mazzucchelli in azione con la maglia dell'Atletica Bergamo 1959
Alberto Mazzucchelli in azione con la maglia dell’Atletica Bergamo 1959

L’atletica è la mia più grande passione, dalla quale voglio ottenere il massimo e attraverso la quale vivere più esperienze possibili, con gli allenamenti sono il giudice più severo di me stesso, ma oltre a praticarla mi piace molto parlarne e discuterne con amici quotidianamente in qualsiasi momento; ad esempio aiuto Alberto Stretti nella gestione della pagina facebook “Il Blog di Alberto Stretti”, seguo quotidianamente siti come: Flotrack, LetsRun, Run Blog Run e cerco di informarmi su come funzioni l’atletica nel mondo tramite twitter seguendo atleti/coach/gruppi d’allenamento.

 

Circa 4 anni fa, terminate le superiori, hai deciso di iscriverti al Corso di Laurea in Scienze Motorie e dello sport dell’Università Cattolica di Milano, come mai questa decisione? Come valuti il percorso di studi che hai affrontato?

Proveniendo appunto da un famiglia di grande cultura sportiva e la mia passione per lo sport che è andata di anno in anno sempre più ad aumentare in parallelo con quella per l’atletica leggera, decisi di iscrivermi al Corso di Scienze Motorie presso l’Università Cattolica di Milano. Sono stati tre anni molto divertenti e proficui allo stesso tempo; ho conosciuto grandi professori sia dal lato lavorativo ed umano come: Maurizio Mondoni, Ennio Preatoni, Paola Vago ed Christel Galvani.

Con il passare del tempo capivo che la mia professione futura doveva essere assolutamente in ambito sportivo, riguardante la preparazione atletica di un certo livello e che quindi avrei dovuto impegnarmi per poter costruire il mio futuro professionale.

 

 

Terminata la triennale hai deciso di trasferirti in Francia, più precisamente a Nizza per continuare gli studi magistrali presso l’Université de Nice Sophia Antipolis – STAPS Facilté des Sciences du Sport. Quali sono le motivazioni che ti hanno portato a fare tale scelta? Come mai non hai deciso di affrontare un percorso di studi simile nel nostro paese?

Preciso che nell’ottobre 2014, mentre terminavo i miei ultimi esami della triennale e con la laurea fissata a febbraio 2015, avevo iniziato a frequentare la specialistica presso l’Università Statale di Milano; ma vedendo (a mio parere) ancora che certi argomenti venivano trattati in generale e un mio scarso coinvolgimento/interesse verso queste materie, capiì che dovevo prendere in mano la situazione e guardarmi in giro.

Quando qualcuno mi pone la domanda:”Come mai non sei andato a Milano o non sei rimasto qui in Italia ?” io rispondo sempre:”Perché sarei dovuto rimanere?”; all’inizio del gennaio 2015 scrissi un’email alla società di atletica Nice Cote d’Azur Athlétisme chiedendo informazioni sulle possibilità di iniziare gli allenamenti da loro e spiegando quello che in quel momento sembrava essere soltanto un progetto di vita pianificato sul momento; vedendo la loro risposta carica di entusiasmo, decisi di cercare l’università di Scienze Motorie a Nizza e ad informarmi sui corsi che proponevano. Chiaramente appena vidi “Master 1 – Prépration Physique et Réathlétisation” e le relative materie, la scelta fu più che semplice ed immediata.

Nell’arco di due settimane decisi di non iscrivermi più alla specialistica di Milano ed una volta ottenuta la laurea triennale, avrei iniziato a mettere nero su bianco le mie idee per cominciare gli studi a Nizza.

 

 

Quali differenze hai trovato nel sistema scolastico universitario Italiano e quello Francese, in riferimento alla Laurea in Scienze Motorie?

Ci sono moltissime differenze tra il sistema universitario francese e quello italiano, non solo nella laurea in Scienze Motorie; la differenza che sicuramente più fa colpo è il costo: una rata annua pressoché nulla rispetto al costo in Italia in un’università pubblica, ed inoltre sono a disposizione le residenze universitarie dove si paga una quota mensile per l’alloggio.

Simile alla scuola superiore gli esami vengono svolti durante il periodo delle lezioni e si ha solo una possibilità di effettuare l’esame, i voti vanno da 0 a 20 e la sufficienza parte da 10; al termine del semestre vengono pubblicati gli esiti degli esami e se la media del semestre è inferiore a 10, nelle prime due settimane di giugno c’è la sessione di recupero nel quale si è obbligati a rifare gli esami in cui si è insufficienti. L’università inizia a metà settembre e finisce ad aprile, quindi se si ottengono buoni voti ci si può rilassare; mentre se si dovrà recuperare diversi esami si ha il tempo necessario per studiare ed ottenere la media necessaria che ti permette di accedere all’anno successivo, altrimenti si ripete l’anno.

UFR Staps
Università di Nizza –  UFR Staps – Facilté des Sciences du Sport

Nel mio specifico caso di Master1, oltre agli esami, ad aprile abbiamo come una laurea chiamata “Mémoire” con una commissione che valuterà l’argomento trattato, la presentazione e nella quale bisognerà obbligatoriamente prendere la sufficienza altrimenti non si può accedere al Master2; non ammettere uno studente al secondo anno di specialistica teoricamente va contro il regolamento dell’unione europea infatti molti studenti ricorrono a vie legali e vengono ammessi, ma io punto decisamente ad ottenere l’ammissione senza ostacoli burocratici ottenendo la media richiesta.

Le materie le trovo, seppur difficili, molto interessanti e formanti verso il mondo del lavoro; materie come: Elettrofisiologia, Biomeccanica Muscolare, Fattori fisiologici/psicologici della performance, Preparazione alla performance, Performance-Salute-Nutrizion, Postura-Locomozione-Prevenzione, Scarpe&Attività Sportiva, Stress&Fatica, Metodologia di Valutazione, Strategia d’Intervento (infortuni-propriocezione), penso proprio che in Italia non le avrei mai affrontate; qui spingono molto a leggere articoli scientifici ed anazalizzarli, esempio: abbiamo dovuto fare una presentazione in PowerPoint davanti a tutta la classe su un articolo scientifico a nostra scelta, io ovviamente scelsi un argomento abbastanza complicato da spiegare in tempo limite di 5’ in francese “Running biomechanics: Shorter heels, better economy” ed la “Mémoire” sarà molto simile a questo, sia come argomento che come modalità di presentazione.

Altra differenza molto importante per noi sportivi è che il sistema universitario francese pubblico e privato, mette a disposizione una sessione “straordinaria” solo per gli “atleti di alto livello” che si effettua verso la fine del semestre in un’unica settimana e che permette di astenersi dalle lezioni; è sufficiente mandare la documentazione richiesta ed una commissione valuterà se il proprio Curriculum Sportivo sia adeguato al riconoscimento di Atleta di Alto Livello.

 

Atleticamente hai sempre vestito, correggimi se sbaglio, la maglia giallo-rossa dell’Atletica Bergamo, una delle società più importanti in Italia. Come ti sei trovato nel corso di questi anni?

Per l’ultima parte di stagione 2006 e tutta quella del 2007, ovvero cadetto 1° e 2° anno, ho vestito la maglia dell’Atletica Brembate Sopra nonché una delle società affiliate dell’Atletica Bergamo’59, con il passaggio alla categoria allievi sono diventato un’atleta giallorosso a tutti gli effetti, anche se ovviamente il campo di allenamento e l’allenatore sono sempre rimasti gli stessi.

Fortunatamente ho la memoria lunga, quindi i ricordi sono tanti ed emozionanti: le due vittorie dei CDS allievi a Cinisello Balsamo nel 2008, Abano Terme nel 2009 e la conseguente partecipazione alla Coppa Europa per Club a Tuzla (Bosnia) nel 2009 e Bydgoszcz (Polonia) nel 2010, il mio primo CDS assoluto a Caorle nel 2009 con un fantastico 5°posto a squadre, il 3°posto al Campaccio tra gli junior nel 2011, i vari raduni, campionati italiani di categoria e tutti gli altri CDS assoluti/under23 e le vittorie del concorso Kinder+Sport; fortunatamente mi sono sempre trovato bene e porto con me molti bei ricordi di ogni trasferta.

 

Dopo il trasferimento in Francia ti sei tesserato anche per la società di atletica (o una delle società?) di Nizza, la Nice Cote d’Azur Athlétisme. Ricordando che Nizza è poco più di due volte Bergamo sia come popolazione che come grandezza, quali differenze organizzative hai trovato tra le due società?

La mia attuale società non è sicuramente allo stesso livello di prestazioni di Bergamo, però al campo vedo sempre moltissima gente e bambini che si allenano; quindi penso gestiscano un discreto numero di atleti specialmente di fasce d’età più piccole, anche perché non dimentichiamo che in Francia se da giovane sei molto promettente sei “invitato” ad essere seguito dall’allenatore federale e/o in un dato centro federale: vedasi l’INSEP di Parigi dove si allenano moltissimi velocisti.

Una differenza è che sul sito della mia società c’è una area dove pre-iscriversi alle gare, in modo che la società sappia con certezza chi verrà a quella determinata gara ed organizzare i trasporti con i vari pulmini; purtroppo l’Atletica Bergamo’59 va avanti grazie al volontariato di genitori che gestiscono la parte della segreteria, trasporti ecc, con diversi ostacoli a livello organizzativo, quando invece per il livello di atleti e tecnici, l’Atletica Bergamo’59 meriterebbe ben altro tipo di sistema e supporto, ma purtroppo le sovvenzioni da parte del CONI/istituzioni/FIDAL/sponsor sono scarse senza permettere alla società di investire sugli atleti più promettenti garantendogli un futuro da atleta professionista senza ricorrere ai gruppi militari nei quali è sempre più difficile accedervi.

Pista di atletica outdoor a Nizza
Pista di atletica outdoor a Nizza

 

Come gestisci i tuoi allenamenti tra Francia ed Italia? Sei seguito da un tecnico a Nizza oppure ancora dal tuo allenatore dell’Atletica Bergamo? O magari, visti gli studi, ti gestisci da solo?

Qui a Nizza riesco ad allenarmi tranquillamente senza problemi, mi alleno 9 volte a settimana stimolato anche dal lungo mare a portata di mano sul quale correre con il clima mite tipico di questa zona; sono seguito da Clement Rubechi, allenatore di mezzofondo-fondo ed alcuni triatleti tra cui Youssef Jaadi 5° all’universiade nei 3000sp e Raphael Montoya campione del mondo junior di triathlon, con il quale mi trovo molto bene potendo lavorare in maniera seria e costante; rimango in contatto con Saro Naso, al quale mando periodicamente i vari cicli di allenamento che svolgo ed anche vedere un differente metodo di allenamento dal quale possiamo trarre spunti interessanti.

Quai des États-Unis, un prolungamento della famosa Promenade des Anglais. (Ph by Paphio, Flickr)
Quai des États-Unis, un prolungamento della famosa Promenade des Anglais. (Ph. by Paphio, Flickr)

 

Atletica in Italia e in Francia, quali differenze?

Nel mio personale caso noto che si lavora molto sulla tecnica di corsa, nella preparazione invernale si guarda molto poco il cronometro e si evita il più possibile l’asfalto, mentre per la stagione in pista vi saprò dire più avanti le probabili differenze che noterò.

La differenza che più fa riflettere è che qui in Francia per diventare allenatore federale, o lavorare per essa, c’è un concorso pubblico da effettuare ed anche in Inghilterra funziona così; mentre in Italia…beh è evidente che il sistema non funziona, o ancor peggio non esiste un sistema per diventare allenatore federale.

 

E nel modo di allenare il mezzofondo?

Come ho detto precedentemente, fino adesso il cronometro l’ho guardato molto poco, nel primo mese di preparazione abbiamo fatto molte variazioni senza correre a una determinata velocità e su percorsi collinari su sterrato. Lavoriamo sulla tecnica in maniera dinamica: 50metri di esercizio e ritorno corricchiando, esercizi in salita di rapidità, balzi sui gradini delle tribune ecc ecc.

Per quanto riguarda l’allenamento di corsa, piccole variazioni che precedono il lavoro da fare in pista, recuperi brevi ed attivi; all’inizio mi sembrava di non allenarmi abbastanza, ma in realtà pur non facendo niente di straordinario o di specifico, la condizione a livello organico saliva ed infatti allenamenti simili a quelli che facevo con Saro Naso e le prime due gare sono andate molto bene.

Alberto con la maglia della Nice Cote d'Azur Athlétisme
Alberto con la maglia della Nice Cote d’Azur Athlétisme

 

Tra atletica e studi universitari quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Per quanto riguarda l’atletica il mio obiettivo è continuare correre allenandomi seriamente e migliorarmi, godendomi questa esperienza di vita.

Pur facendo fatica ad esprimermi al meglio con i termini tecnici in francesi negli esami, ho come obiettivo di frequentare anche il Master2 qui a Nizza in modo da approfondire al meglio le mie conoscenze e la lingua; successivamente, prendendo spunto dall’esperienza di un amico di famiglia Mario Fioretti ora assistente allenatore del EA7 Armani-Olimpia Milano, mi piacerebbe andare un anno negli USA in un college della Division1, come assistente allenatore, con grande tradizione di mezzofondo-fondo facendo esperienza per il curriculm (University of Michigan State, University of Winsconsin, Oregon University, University of Colorado); successivamente vorrei lavorare, qui in Francia o Inghilterra, per la federazione o per un gruppo di allenamento di buon livello rimanendo nel mondo dell’atletica.

 

Qualche consiglio a chi come te decidesse ti affrontare un percorso di studi in Francia?

Io fino ad un anno fa mai avrei pensato di andare a studiare all’estero, ma alla fine ringrazio il cielo che l’abbia fatto; non abbiate paura, provateci e tenete duro; i ragazzi degli altri paesi cambiano città in cui studiare nella più completa normalità, credo che noi italiani siamo troppo legati ed imbullonati al nostro “orticello”. Studiare all’estero per aprire la mente, capire come gira il mondo e dare sicuramente una marcia in più al proprio curriculum.

Studiare in Francia non richiede particolari risorse economie, ci sono molte sovvenzioni ed agevolazioni per gli studenti, esempio: lo stato francese agli studenti che vivono fuori di casa per motivi di studio, in base a dove vive,, grandezza dell’appartamento, ecc,  da un rimborso mensile non indifferente.

Impianto indoor a Nizza
Impianto indoor a Nizza

 

Nell’atletica, hai qualche atleta che vedi come esempio da seguire?

Stimo molti atleti ed allo stesso tempo grandi persone: Michele Oberti campione italiano negli 800 nel 2013 e compagno di allenamenti “if you can dream, you can do it”, Marta Milani grande atleta di caratura internazionale e con anch’essa l’allenatore Saro Naso, Stefano Mei per avere corso forte in un periodo storico dell’atletica non certamente facile, Marco Belinelli che mi ha commosso fortemente con le sue lacrime dopo il titolo NBA ed anche nel leggere il suo ultimo libro.

Stimo mio fratello, i miei genitori, stimo tutte quelle persone che hanno saputo darmi consigli per il mio bene e per il mio futuro, ciò che sono e che sarò lo devo anche a loro.

 

Abbiamo visto che la tua tesi di laurea tratta un tema molto interessante “Influenza della stiffness nella corsa prolungata”. Avresti voglia di pubblicarla sul nostro sito?

Certamente, è una tesi che parla di quanto una buona efficienza meccanica della corsa possa incidere in maniera molto più determinante di quanto pensiamo.

wpid-wp-1453897504568.jpeg
La copertina della tesi di laurea di Alberto

 

Ringrazio per l’aiuto nella stesura della tesi Matteo Arzuffi ed Emanuele Arioli che tanto altro hanno fatto per aiutarmi.

 

Un grazie di cuore ad Alberto per la disponibilità ed un in bocca al lupo per i suoi progetti presenti e futuri, sia atletici, sia universitari che lavorativi.

Prossimamente pubblicheremo la sua tesi di laurea Influenza della stiffness nella corsa prolungata.

Nel seguente video Alberto ed altri atleti/studenti lombardi presentano alcune esercitazioni di corsa in un progetto video dell’Università Cattolica di Milano

 

Un bel video che racconta la città di Nizza, realizzato dal Comune della città francese e consigliatoci dallo stesso Alberto…:

 

 

A cura di Andrea Dell’Angelo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ti è piaciuto? Condividilo...
292
Ti è piaciuto? Condividilo...
292

2 thoughts on “Alberto Mazzucchelli, atletica e studi tra Bergamo e Nizza!!!

Comments are closed.